Spalletti: “Inter anti-Napoli? Non so. Roma bene, noi? Vogliamo…”

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20 novembre 2017, 00:01
Luciano Spalletti

Luciano Spalletti – intervistato dai microfoni di “Rai Sport” durante la diretta della “Domenica sportiva” su Rai 2 – analizza la vittoria sull’Atalanta dando come sempre gran risalto ai tifosi dell’Inter, inoltre torna sull’argomento Nazionale Italiana

VITTORIA DIVERTENTE – Il secondo posto fa gioire Luciano Spalletti: «L’Inter ha fatto vedere di essere una squadra che conosce se stessa e cerca di portare la partita dove vuole, a lunghi tratti ci è riuscita stasera. In alcuni momenti non siamo riusciti a stare corti e aggredire con continuità, ma abbiamo fatto una buona partita andando là con la linea difensiva spesso a metà campo, pressando e giocando alto e in verticale velocemente: è il calcio che vorremmo fare. Bisogna essere bravi e non sbagliare niente. Se non soffochi le loro costruzioni dell’azione, diventa difficile. Facendo così mi sembra più bello, i tifosi dell’Inter sono professionisti, hanno qualità e sanno come si fa: hanno visto calciatori importanti. Fino al 2-0 hanno partecipato, poi, quando hanno visto le vampate, è diventato veramente bellissimo, uno spettacolo in cui tutti si sentivano coinvolti e tutti si divertivano».

LOTTA SCUDETTO (E ROMA) – «E’ l’Inter l’anti-Napoli? Io questo non lo so, noi vogliamo migliorare e far meglio in quei momenti in cui non siamo riusciti a fare del bel calcio: vogliamo ricreare la cultura di quel calcio, è il modo di allenarsi e parlare con i giocatori. La Roma mi fa un bellissimo effetto, sono contento per loro perché Eusebio Di Francesco sta lavorando benissimo, sta facendo un calcio propositivo e vincendo molto partite: è una squadra eccezionale, sta facendo un bel calcio produttivo. Ma se noi siamo lì con loro e loro stanno facendo così, qualche cosa abbiamo fatto anche noi…».

QUESTIONE NAZIONALE – «Carlo Ancelotti è l’allenatore più forte di tutti: bisogna avere spalle forti perché l’allenatore è quello a cui vengono date le colpe. Vincono tutti, ma perde solo l’allenatore: in realtà dovrebbe essere che vincono tutti e perdono tutti… Non è accettabile che Carlo Tavecchio abbia dato tutte le colpe a Gian Piero Ventura. Ora tutti attaccano Ventura, mi sembra esagerato: non c’è solo lui. Con Ventura parlavo come tutti, ma con me è facile parlare: io l’ho avuto come allenatore, mi ha fatto passare dai dilettanti ai professionisti, portandomi con sé nella squadra successiva. Io preferisco giocare in un modo differente da Ventura, mi sento un po’ responsabile perché faccio parte di questo movimento: bisogna assumersi le proprie personalità. Adesso bisogna capire che calcio vogliamo fare in Italia».