Spalletti: “Dopo Torino pensavo aver scollinato. Equilibri sottili”

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25 febbraio 2018, 00:02
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Luciano Spalletti si è presentato nella sala stampa per la consueta conferenza stampa del dopogara di Inter-Benevento. Di seguito le risposte dell’allenatore nerazzurro ai giornalisti presenti.

PICCOLO PASSO«In questo periodo qui se ne sentono tante, però poi bisogna stare zitti, fare autocritica e prenderci la responsabilità: siamo quello che facciamo vedere, è inutile andare a fare tanti discorsi. Poi è chiaro che un pubblico presente come quello dell’Inter vorrebbe avere un messaggio importante dentro il campo, delega noi e vorrebbe essere rappresentato in maniera migliore, però siamo questi e dobbiamo fare di più. Borja Valero e Rafinha Alcântara insieme possono giocare, hanno qualità ma c’è da andare a riprendere la palla quando ce l’hanno loro, Matías Vecino e Roberto Gagliardini lo fanno di più. Cinque o sei giocatori forti fisicamente di testa li hanno tutti, avere una squadra fisica è importante per il risultato, sedici gol vuol dire tanti numeri. L’importante è riuscire a creare delle azioni, ma andando a giocare con la Juventus loro creano tanto sulle palle inattive. Io bisogna che lavori in maniera corretta, abbiamo provato a mettere sul banco anche qualcosa di differente, però in questo momento qui dove tu aumenti da qualche parte concedi da altre. È un momento delicato, dove siamo con equilibri sottili, per cui c’è da vincere qualche partita e i nostri avversari da qui in avanti non si chiamano più per nome ma si chiamano vittorie. Dobbiamo vincere le partite, diventa la medicina migliore perché si prende fiducia delle nostre qualità. A volte sembra si rinunci a fare la scelta importante e dà fastidio alla gente, sul calcio d’inizio è chiaro che ti prendi la bordata di fischi ma succede così. In allenamento li vedo bene ma il contesto diventa diverso, le partite si giocano a San Siro davanti a cinquantamila persone. Derby chiave? Discorso corretto, il derby mette davanti la peggior situazione del campionato, nel senso una delle più importanti, non puoi andare lì e ai primi due round eviti e ti sottrai, tu le buschi. Bisogna andare lì e fare una bella lotta. Noi in questo periodo abbiamo già perso molto campo e molto tempo, stare a ripensare al periodo in testa è altrettanto perso, però è corretto. Io pensavo ormai di avere scollinato quando ho visto la partita di Napoli e di Torino, ero diventato sicuro e convinto. Tutti sempre a dirmi “vedrai quando perdi la prima partita” e allora tu tenti di difenderti, invece poi avevano ragione loro perché c’è successo così. Avendo fatto dei risultati più diluiti sicuramente non saresti andato in quest’ansia del momento».