Spalletti: “A Napoli per giocarla e vincerla, non c’è altra strada”

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20 ottobre 2017, 15:26
Spalletti

Luciano Spalletti ha risposto alle domande dei giornalisti presenti al centro sportivo di Appiano Gentile per la conferenza stampa di presentazione della sfida di domani sera dello stadio San Paolo tra il Napoli e l’Inter.

Domani esame importante?

«I nostri calciatori hanno già dato esami importanti, se siamo a questo punto qui è sintomo di aver studiato molto. Non sarà un confronto facile».

Inter fortunata?

«Io sono uno che ha sicuramente il vento a favore perché io ho visto quello che mi è successo, ancora avrete da vederne delle belle. Ho più fortuna di quello che si è visto».

Moratti parla di Scudetto, vi responsabilizza?

«Secondo me l’ha collocata nel modo giusto: ha detto lasciateci sognare. Lui è quel presidente lì che ha vissuto quei periodi di lì, usa il momento che ha passato nella sua carriera da presidente. Ci ha fatto particolarmente piacere vederlo nello spogliatoio dopo il derby con Milito, Cambiasso, Tronchetti e tutti i dirigenti».

Il Napoli farà la partita?

«Il Napoli è uno spot per il calcio in generale, sono una squadra forte. Sono dove avevano programmato di essere, non concede niente a nessuno. C’è un pallone solo e se lo tengono gli altri è un casino, sarà difficile reprimerli o limitarli perché hanno questa qualità di comandare il gioco e condizionare l’avversario a fare quello che vogliono fare. In alcuni momenti sono perfetti. Non c’è mai stata una partita in questi tre anni dove hanno perso ma sono stati più bravi gli avversari, meritano tutti i consensi. Sarri se avesse continuano a lavorare in banca a quest’ora sarebbe Ministro dell’Economia, ti costringe a fare gli straordinari se prepari la partita contro di lui. Se gli prepari qualcosa lui varia e trova un modo per sottometterti».

Cosa bisogna inventarsi per battere il Napoli?

«Secondo me se si vuole stare in cima bisogna essere bravi, non ci sono scorciatoie o messe che determinano l’andamento della partita. Devi andarli a sfidare con la convinzione di avere la meglio in molte delle fasi di gioco, non ci possiamo più tirare indietro. Non si tenta una situazione soltanto perché loro non te lo permettono, devi creare più di un problema al Napoli e noi abbiamo le qualità per farlo. Ci siamo dentro fino al collo, magari era inaspettato ma ora questo è il nostro livello e dobbiamo andarli a sfidare per provare a vincere la partita in casa loro, non c’è alternativa. Bisogna andare a giocare la partita senza provare una sola cosa, ci vuole equilibrio, ci vuole arte e l’arte viene da lavorare tutti i giorni in un certo modo».

Quanto può pesare il fatto che tu abbia già battuto il Napoli?

«Ai miei giocatori secondo me posso raccontare poco: dopo il 2-2 di domenica hanno avuto il giusto atteggiamento. Loro vogliono imbottire la squadra di interismo e il fatto che abbiano avuto la determinazione nei momenti di difficoltà la dice lunga. La convinzione, la sicurezza e la motivazione che ci fanno vedere negli allenamenti e nelle partite e nel modo di essere calciatori professionisti è una questione di mentalità e io non ci ho fatto niente. Tu in quei momenti in panchina non puoi fare niente».

Il Napoli gioca sempre allo stesso modo, può bastare la prestazione del derby per batterli?

«Quelle sono prestazioni dove hanno messo qualcosa sul piatto perché c’è un po’ tutto, abbiamo anche sofferto e difeso con un discreto ordine ma qualche situazione l’hanno avuta (il Milan ndr) e qualche situazione l’abbiamo concessa noi. Nelle altre partite non abbiamo commesso quelle leggerezze, secondo me è stata una partita di grande livello».

Napoli e Inter giocano sempre con gli stessi, solo un caso che siano le prime due?

«No, secondo me c’è anche dell’altro: l’Inter ha lavorato bene per quelle che sono le scelte che ha fatto. Il Napoli lavora da tre anni sullo stesso telaio poi dipende un po’ dall’analisi che fai. Per ora noi siamo stati eccezionali e bravissimi anche nelle scelte dei momenti, nel saper cogliere l’attimo e valutare l’importanza del momento. Il Napoli fa questo calcio da tre anni. Non dimentichiamoci di tutto il resto perché si commetterebbe un errore a sottovalutare, è come con Icardi. A me il Napoli e Sarri stanno simpatici ma per vincere il campionato devi arrivare davanti alla Juventus, se poi perdi una partita sei 2 punti dietro ma ne mancano ancora 30 e c’è la Roma che è una squadra fortissima, io la conosco bene e anche la Lazio è dentro, non ve la mettete dentro le spalle perché per mentalità, gioco, struttura fisica sta facendo risultati importanti. Il Milan è quello che ha detto Montella perché mi fido di lui e se dice che ha le qualità per rientrare nel giro allora gli credo. Sono sei squadra da Champions con le quali dovremo vedercela se riusciremo a rimanere qui».

Ha visto qualcosa di nuovo in City-Napoli?

«Guardando City-Napoli non ho trovato niente che mi abbia sorpreso del Napoli. Se il Napoli avesse pareggiato il City che si stava già abbassando avrebbe subito ma il Napoli è stato sempre lo stesso dal primo al 90′. Vedere la Champions in TV uno stimolo per i suoi giocatori? Il fatto che i calciatori vengano stimolati da questo non credo, credo che abbiano già la voglia di tornare in Champions League sennò si è sbagliato professionisti».

Può essere che voi potete andare a giocare più leggeri rispetto al Napoli?

«Se tu la pensi così stai a casa. Quelli che la pensano così che ci stiano lontani. Icardi prima di giocare questo derby era quello che mancava e creava problemi, ora dite che devono dipendere tutti da Icardi. Non è così: bisogna mantenere un equilibrio sia in un senso che nell’altro, vanno tutti nella stessa direzione a prescindere dal fatto che faccia o no gol».

L’abbondanza del Napoli quanto peso ha su questa partita?

«Su questa partita nessuno. Noi non siamo moltissimi ma siamo fatti in maniera perfetta per quello che deve essere la nostra corsa e le nostre intenzioni. Ci abbiamo pensato bene, nell’Inter non ci lavorano degli sprovveduti, abbiamo fatto tutto il possibile affinché non ci siano rimorsi e limitazioni di nessun genere, noi quando saremo ridotti ad essere 14 giocatori dobbiamo essere nelle condizioni di vincere comunque, rosa di prima qualità. Conta poco il ruolo ma sono convinto che se a Santon gli faccio fare il centrocampista lui lo fa perché ha fisicità, qualità e molte cose belle e parlo di uno che ne ha passate di tutti i colori negli ultimi anni. Siamo nelle condizioni di giocare col Napoli ad armi pari, il Napoli ha giocato in Champions ma noi giocheremo con gli stessi di domenica».

Pensi di aver dato qualcosa in più a livello di autostima?

«Noi siamo in tanti che lavoriamo e valiamo tutti uno, abbiamo un dietro le quinte formoso e completo di tutto. Facciamo in modo che non ci siano scappatoie o spifferi, lavoriamo tutti insieme, siamo una società forte e un gruppo importante. I miei collaboratori hanno tutti lavorato in Serie A e mi aiutato a lavorare in tutte le direzioni. Abbiamo preso un nutrizionista e migliorato l’Inter in diversi settori, abbiamo pure il monsignore per benedirci (ride ndr.). Io conto uno».

Inter pragmatica e Napoli bello?

«Sono d’accordo, loro sono belli ma anche concreti, hanno dato molte emozioni al loro splendido pubblico ma noi ci stiamo attrezzando, vedo le cose che migliorano di volta in volta. Poi possiamo fare il passo più lungo e accorciare le differenze, loro lavorano insieme da tre anni pensando sempre allo stesso tipo di calcio, noi da meno però abbiamo a che fare con ragazzi che hanno assorbito subito tutto quello che volevamo, risposta di assoluta qualità. Vogliamo giocare partite belle che ci diano emozioni e questa è una di quelle».