Spalletti a MP: “Ci abbiamo creduto fino alla fine”

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24 settembre 2017, 17:33
Luciano SpallettiLuciano Spalletti

L’Inter è riuscita a battere il Genoa con la rete di Danilo D’Ambrosio nel finale. Il tecnico Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Mediaset Premium

MAURO ICARDI- “Il fatto di poter attaccare più in profondità è quando lo crei quello spazio, qualche volta devi andare all’indietro per avere la possibilità di creare lo spazio e deve sforzarsi di farlo. Noi dobbiamo dargli qualche palla in più, lui ha queste qualità dentro l’area di rigore e bisogna fidarsi. Se si guardano i numeri lo abbiamo cercato, abbiamo fatto più cross di tutti, il numero è evidente ed è un segno che la squadra crede nelle sue potenzialità”.

OGGI SOFFERENZA-
“Gli altri sono stati bravi e ci hanno obbligato a cercare la vittoria su palla inattiva che è una nostra qualità, è una qualità che abbiamo, abbiamo una squadra fisica e forte di testa, è una opzione importante. Oggi è stato così, ci abbiamo vinto la partita, ma la squadra ci crede. Abbiamo fatto girare palla un po’ lentamente, ma la squadra ha giocato da squadra, cercando quel canovaccio, non è stata mai scomposta, il Genoa era messo bene, ha gente di corsa nei ribaltamenti: secondo me noi abbiamo subito il minimo per quella che era la partita che abbiamo impostato, poi dobbiamo fare qualcosa di più nella trequarti, ci vuole più qualità, più inventiva”.

MI ASPETTO DI PIU’-“Io mi aspetto sempre di più, ancora non abbiamo raggiunto il nostro limite, noi per come ci chiamiamo dobbiamo andare al di là, dobbiamo oltrepassare il confine del nostro massimo, dobbiamo essere bravi a creare atmosfera, la sensazione che la squadra possa giocare contro chiunque. Il pubblico ci aiuta, ogni tanto è critico e può essere giusto, ma noi stiamo dando il massimo, ma il pubblico con la sua presenza sta creando l’atmosfera per farci lavorare nel modo ottimale”.

LA DIFFERENZA CON NAPOLI E JUVE- “Io dico che noi dobbiamo accorciare nei loro confronti, c’è un po’ di differenza, soprattutto considerando da dove veniamo. Quello che diventa un osso duro è ricreare una mentalità, uno spirito, la considerazione di potercela sempre fare come è successo oggi. Se si viene da un’annata giusta si trova una squadra che ha maturato quella consapevolezza, non ha il braccino nelle scelte perché ormai ha quella solidità mentale, quando vieni da stagioni in cui non hai fatto bene il timore di quello che è la realtà lo hai sempre detto, riuscire a creare una mentalità forte diventa importante, Napoli, Juventus, Roma e Lazio ce l’hanno perché sono squadre forti e non sottovalutiamo Sampdoria e Torino, sono due squadre forti, anche il Torino ha fatto vedere che da un punto di vista fisico di essere una squadra che sa fare il suo lavoro. La Sampdoria è una squadra fortissima, non ti fa giocare, ti salta addosso, quello che abbiamo provato a fare oggi. Noi non abbiamo mai smesso, dovevamo saltare qualche postazione in qualche momento, dovevamo avere più qualità, in alcuni tratti della partita siamo stati troppo scolastici, ci vuole qualcuno che abbia più inventiva”.

I FISCHI A CANDREVA- “Noi abbiamo un pubblico importante, è giusto che sia esigente. Se non riusciamo a fare le cose il fatto che loro le richiedano può essere uno stimolo, siamo consapevoli che il nostro pubblico ci vuole bene anche quando ci fischia e dobbiamo avere il carattere per andare avanti”.

D’AMBROSIO- “Nel primo tempo gli ho chiesto di restare e non concedere ripartenze, è uno che ha qualità, ha esperienza, sa fare bene la fase difensiva. Alla fine l’ho lasciato andare, la prossima volta gli concederò qualcosa di più visto che ha fatto gol”.