Spalletti a MP: “Ce la siamo cercata”

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16 dicembre 2017, 17:40
Luciano SpallettiLuciano Spalletti

Per la prima volta in questa stagione l’Inter conosce l’amarezza della sconfitta cadendo 3-1 in casa contro l’Udinese. Il tecnico Luciano Spalletti non ha nascosto la sua amarezza ai microfoni di Mediaset Premium

IL CROLLO NEL SECONDO TEMPO- “Dispiace sicuramente, come un po’ tutte le sconfitte, non ci eravamo più abituati. Però è quello il discorso, ce la siamo andata a cercare, nel secondo tempo non siamo stati più capaci di gestire la palla e abbiamo fatto degli sbagli, degli errori a volte sembrando timidi nelle scelte da prendere. Loro sono stati bravi, sono stati bene in campo, hanno fatto valere la fisicità, oggi non ci è girata molto bene”.

UN INCIDENTE- “Il discorso è che dobbiamo fare altre cose, oggi è una novità, nessuno poteva presagire che poi la squadra, è successo, si vanno a rifare le stesse analisi per non rifare le stesse cose”.

DIFFERENZA NEL SECONDO TEMPO- “L’aspetto fisico mi è sembrato che sia stato a posto, anche nel secondo tempo dove si è persa distanza tra i reparti e abbiamo sbagliato gesti tecnici abbastanza semplici, nel primo tempo De Paul non prendeva palla tra le linee, è successo due volte dove i centrali hanno deciso di scappare, ma c’era anche questa possibilità anche quando si è preso il primo gol. La differenza l’ha fatta il secondo tempo dove non siamo stati più capaci di gestire la palla, ho deciso di cambiare qualcosa ma poi non ha portato benefici”.

LA PRIMA SCONFITTA- “Quello che abbiamo detto ieri, il gruppo di testa ha fatto un girone di andata in volata, è uno sprint continuo, ora chi si siede un attimo rischia che venga superato. Però noi non volevamo questo, eravamo decisi e convinti di mettere un’altra prestazione che evidenziasse la nostra crescita, secondo me per certi versi ci siamo riusciti, dove però non si è fatto bene gli altri ci hanno creato il vantaggio”.

IL MERCATO- “La cosa è chiara, gli si può dare duemila versioni, succede sempre così, ci sono i professionisti dell’interrogativo. Facciamo parlare la società, di quello che può essere il mercato facciamola parlare. Ausilio è un direttore sportivo, la società è la proprietà, Ausilio non sa le possibilità di investimento che abbiamo, poi in base alle possibilità si va a parlare di calciatori, se no si fa come a giugno che mi sono sentito parlare di duemila nomi che non si sono potuti prendere, poi vediamo quello che diventa meglio per noi per vedere se è possibile portarlo a casa, la squadra però è forte, resta di un certo livello, quando ci sono queste finestre bisogna poi per forza riunirsi, ma non riguarda solo noi, riguarda anche i calciatori, mi avete detto che qualcuno vuole andare via, si fa il punto della situazione, si guarda quello che abbiamo intorno, rimanendo convinti che abbiamo una forza che ci può portare in fondo”.






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