Spalletti a ITV: “Calcio d’inizio sintomatico. Va fatto di più”

Articolo di
24 febbraio 2018, 23:45
Luciano Spalletti

Luciano Spalletti è stato intervistato da Roberto Scarpini per Inter TV nel post partita di Inter-Benevento. Queste le considerazioni dell’allenatore nerazzurro sull’anticipo della ventiseiesima giornata di Serie A andato in scena questa sera.

VITTORIA NECESSARIA«Noi siamo l’Inter, per cui dobbiamo assolutamente fare quel canovaccio con qualsiasi risultato. Un po’ di supporto ci vuole, però non ci vuole il far compassione, perché sennò diventa difficile. Noi nel primo tempo abbiamo provato ad andare a prenderla pure troppo, ci siamo allungati troppo e loro hanno giocato fra le linee in campo aperto. A quel punto meglio concederla di più, farli venire e avere la squadra meno lunga senza spazio alle spalle. Il secondo tempo l’abbiamo fatto bene, anche sullo 0-0 abbiamo fatto girare bene palla pur perdendone tantissime, abbiamo avuto tante situazioni per fare gol e metterci palla, con il palleggio i loro difensori sono dovuti venire incontro. Poi però bisogna fare di più. Quella posizione sul secondo palo si chiama allargare la porta, se ci arrivi con i tempi giusti la puoi deviare in porta, la linea difensiva sulla deviazione ha veramente difficoltà a ritrovare equilibrio. Voglia di vincere? Io la vedo sempre, anche in allenamento, quando si passano questi momenti uscirne diventa più difficile per la tensione che viene fuori. L’altra squadra ha qualità, ha fatto girare le scatole a chiunque al di là dei risultati, però se non hai la considerazione giusta per quello che fanno si rischia. Noi qualche volta siamo andati lunghi e abbiamo rischiato, per altre siamo stati squadra e abbiamo preso vantaggio su cose dove potevamo, con fisicità e battendo bene i calci piazzati. Sintomatico il calcio d’inizio, racconta un po’ tutto. Antonio Candreva trequartista? Mi è piaciuto tanto, ha possibilità di fraseggio, tecnica di palleggio e controllo con guida della palla che fa strada, come la fa lui non la fanno gli altri perché da esterno riesce ad allungare la falcata tocco dopo tocco e diventa difficile tagliare la strada. Prossime partite? Se ne gioca una per volta, se si gioca contro tutti è un casino, undici contro trentatré è difficile. Si va a prepararci meglio perché ci sono possibilità di fare meglio e si va a giocare. Queste partite ti mettono in condizione di essere dentro il ring, ti accorgi che per il tempo del combattimento non ti devi sottrarre, quando senti le botte devi continuare. Cambi in corsa? Bisognerebbe riuscire a farlo quando stai vincendo, quando hai il periodo negativo le distanze e le vie di mezzo si fa più fatica a farle. Il 4-2-3-1 lo conosciamo come le nostre tasche, sbagliando, poi cambiando modulo c’è il rischio di far confusione perché non c’è la conoscenza come c’è in quest’altra possibilità tattica».







ALTRE NOTIZIE