Spalletti: “A Bergamo si è lottato poco, il momento è adesso! Difesa a 3…”

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16 aprile 2018, 16:10
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L’Inter, archiviato lo 0-0 con l’Atalanta, si prepara ad affrontare il Cagliari domani a San Siro alle ore 20.45: il tecnico nerazzurro Luciano Spalletti ha parlato nella consueta conferenza stampa della vigilia. Di seguito le sue dichiarazioni, riprese in diretta da Inter-News.it

Nelle ultime partite c’è stata una frenata inaspettata di punti e gol. Cosa deve fare l’Inter per arrivare in Champions?

Per quanto riguarda i risultati sì è vero, ci eravamo costruiti la possibilità di gestire qualcosa ma ora ce la siamo rigiocata. Non si può più gestire nulla, rimangono 6 partite e non so quanti punti bisogna fare per raggiungere la Champions ma noi dobbiamo analizzare partita dopo partita. L’analisi che ci dà poi la partita di domani è la vittoria come unico obbiettivo. Il fatto che poi si venga da qualche risultato non pieno e da qualche partita dove abbiamo segnato poco non deve far confusione con l’analisi della prestazione fatta perché per me siamo a posto, chiaro che poi il gol fa sempre la differenza.

Rafinha può giocare due partite ravvicinate?

Secondo me sta bene, quando si passano lunghi periodi così con dei lunghi infortuni poi un po’ di tempo per riprendere il ritmo vero ci vuole. Poi c’è quella che è la gestione interna, nel senso che si tratta di una valutazione di giorno in giorno e non solo di quella della partita precedente.

Non si è parlato della qualità tecnica di questo gruppo dopo la partita di Bergamo. Volevo chiederle: le qualità devono diventare determinanti? I giocatori di qualità devono diventare decisivi? Si aspetta qualche gol in più da Rafinha, Brozovic e Candreva?

La qualità tecnica è un conto, ma quando si dice qualità ci sono tante altre cose. Noi siamo un gruppo di qualità e per certi versi si è visto. Affinché poi diventi una qualità eccelsa, oltre alla qualità tecnica, bisogna metterci quella caratteriale, fisica, la qualità di tenere per un lungo periodo determinati comportamenti e attenzioni altrimenti poi il mondo è pieno di meteore. L”obiettivo di lavoro continuo è quello di metterci sempre qualcosa di più sia individualmente che collettivamente. La federazione ci ha messo a disposizione solo questo campionato e se non si tirano fuori i numeri in queste 6 partite questa possibilità non passa più e quindi poi bisogna trovare qualcosa per fare da traino e non aspettare che qualcuno ci illumini. Sono io quello che posso determinare la strada dove andare.

Le battaglie si vincono prima di giocarle, nel cuore e nell’anima. Il primo tempo di Bergamo in tal senso la preoccupa? Si aspetta un’Inter più battagliera?

Ci siamo già dentro quella che è la sua richiesta perché il secondo tempo è stato diverso, per cui si è già passato quel primo tempo lì. Fosse stato all’inverso allora no. Io ho riguardato in settimana anche le partite precedenti che sono state giocate su quel campo lì, non mi sono sembrate tanto differenti. L’Atalanta negli ultimi anni ha passato anche momenti di difficoltà ma le partite giocate lì son sempre state difficili. Nell’ultima mi sembra che nonostante si sia sbagliato qualcosa nel primo tempo e probabilmente io dovevo essere più chiaro se poi hanno messo in campo quello, dopo quel quarto d’ora lì noi abbiamo costruito due/tre ripartenze dove poi hanno sbagliato a darsi la palla ma dove si sono create situazioni importanti. In fondo non c’è stata tutta quella differenza che si vuol dire, poi è chiaro che quando non vinci aumentano le critiche, i discorsi, i consigli. Da parte mia non c’è alcun problema ad ascoltare ciò ce ci viene detto però poi tutto va messo insieme a quella che è la realtà della squadra, a quelle che sono le cose che nascono giornalmente in una squadra di calcio.

Il mal di gol la infastidisce perché vede che la squadra produce tanto: chiederà ai suoi calciatori maggiore attenzione nel gesto tecnico? Cosa si può fare?

Prima di tutto Rafinha non deve essere amareggiato di non aver fatto gol, magari lo deve essere per il tiro che ha fatto ma da lì non è nemmeno semplice. La squadra in generale nelle ultime partite ha creato delle opportunità per cui si va a essere più esigenti sulla finalizzazione, sul gesto che può dare la soluzione perché poi la preparazione per far gol questa squadra l’ha avuta. Non c’è nessun coniglio da tirar fuori dal cilindro, si hanno le possibilità e la squadra le ha create però non abbiamo vinto per cui è chiaro che ora è un giocarsi tutte le partite in base all’esito finale. Se sono più tranquillo con la difesa a 3 o a 4? Io son più tranquillo in tutte le maniere, devo dare soluzioni che prevedano più creatività e imprevedibilità. Avevamo già fatto questa cosa della difesa a 3, a volte con tutti e due i terzini molto aperti a provare a spingere di più. Mi sembra che poi sia fondamentale non tanto la composizione ma ciò che determina per tutta la squadra.

A Bergamo a differenza di altre partite l’Inter ha faticato anche nelle uscite e nella giocata finale. Cosa è mancato?

Chi ha fatto più gol di noi? Lazio, Napoli e Juve. Lo hanno sempre fatto anche le annate precedenti, che siano diluiti male poi è un altro discorso. Però la Lazio ne ha presi molti di più, quindi in queste analisi c’è anche qualcosa di buono. Non bisogna tirar fuori solo quello che fa comodo. Noi i gol si son fatti, ne abbiamo fatto gli stessi della Roma però queste squadre qui sono quelle che negli ultimi anni hanno sempre fatto l’alta classifica. Poi è vero che si poteva fare qualcosa di più. E’ mancato l’avere una consistenza fisica che è difficile poi pareggiare contro quegli elementi lì, perché da un punto di vista di voglia di venire a vincere il duello nell’uno contro uno ho visto poche squadre come l’Atalanta. Quindi bisognava fare qualcosa di più in quel senso lì e poi riuscire a rendergli la vita più dura. Un dato che non mi va bene sono le punizioni prese, se io tengo botta me ne fischiano di più a favore. Se me ne fischiano poche e ho fatto tanti duelli è segno che si è lottato poco. Se invece riesci a portarla via senza farmi fallo è segno che non ho lottato fino in fondo, quindi bisogna fare di più sotto questo aspetto.

In una stagione ci sono tanti momenti, l’Inter sappiamo che stagione ha fatto. Adesso che momento è?

Un momento dove sappiamo cosa fare e dove andare, dove sappiamo quello che è il nostro obiettivo e dove vogliamo arrivare e poi tutti i numeri veri si analizzano in fondo però noi siamo nelle condizioni di poterli leggere tutti in maniera positiva. Candreva? Va visto oggi ma già ieri ha fatto il possesso palla, è stato dentro e quindi gli avrà dato una spinta.

Volevo riallacciarmi all’importanza delle partite che mancano. Lei guarda anche le squadre che la precedono in classifica?

Le guardo, una di queste 3 rimane fuori per cui è difficile aggiungere altro. Poi è possibile che giustamente il Milan rientri dentro, quindi si guarda tutto ciò che ci sta intorno perché se guardi solo da una parte dall’altra può arrivarti una tranvata difficile sa superare. Chiaro che il numero delle partite è quello, a livello di avversari da affrontare non mi sembra di trovarci molte differenze tra noi e le altre.

Recentemente avevamo parlato del fatto che Karamoh potrebbe essere una opzione in più. Da cosa è dipeso che sia entrato solo al termine della partita di Bergamo?

Vero l’ho fatto entrare tardi ma la partita non era facile, potevo metterlo un po’ prima. Poi se da qui in poi si potrà mettere di più vedremo. Ci potrà servire.

Qualità fisica, tecnica, caratteriale. Guardando gruppi di partite, dove ci dobbiamo aspettare le cose maggiormente positive? Sapendo che la Roma ha da preparare questa partita europea che vale tanto, non dipendendo tutto dall’Inter, è presumibile che forse la possa perdere qualcosa?

La Roma secondo me ha il calendario più abbordabile di tutte, se si va a fare una comparazione di classifica loro mi sembra che lo abbiamo più abbordabile poi non si sa mai. Da un punto di vista caratteriale mi aspetto di fare quel passettino in avanti, una risposta in più per andare poi a far vedere che il momento è adesso o non lo sarà più. Quindi ora qualsiasi cosa mi passa da vicino gli faccio vedere che sono pronto e poi dipende sempre da quello che fa la squadra, perché secondo me la vittoria contro il Barcellona ha dato tantissimo e si sono messi nelle condizioni di giocare il proprio futuro perché hanno alzato enormemente il livello di confronto e di forza che hanno contro qualsiasi avversario. Ci si può aspettare quella punta lì contro chiunque e quella punta lì è tanta roba. La Roma ha fatto una grandissima prestazione, ha dato a tutti una visibilità maggiore e tutti dobbiamo ringraziarla.

In vista delle prossime partite cosa le dà in più o in meno una difesa a tre?

In più dipende sempre dai comportamenti, però mi dà la possibilità di tenere maggiormente il campo. Bisogna non dare la possibilità di essere in superiorità numerica a centrocampo e poi nello stesso tempo con questo Sau che è una punta messo più dietro di qualche metro e che intorno a Pavoletti fa un grande lavoro perché su queste pallate riesce benissimo a inserirsi nelle spizzate. Arrivano sempre con i due centrocampisti in chiusura. Dentro il campo bisogna essere in tanti e poi bisogna andare a rompere la loro linea difensiva. La difesa a 4 è una cosa che si può rifare però bisogna far andare un po’ di più i terzini. Si possono usare tutte e due ma è l’equilibrio di tutta la squadra che fa la differenza.

 

 

 

 

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