Samaden: “Inter, 150 mln dai giovani! Serve Squadra B per…”

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8 ottobre 2016, 19:23
Samaden

Roberto Samaden – Direttore del Settore Giovanile dell’Inter -, ospite negli studi di “Sky Sport 24″, affronta il delicato argomento legato al lavoro sui giovani in Italia, dove la mancanza di una “Squadra B” provoca più problemi che affrettate promozioni in Prima Squadra

IMPORTANZA DELLA SQUADRA B – L’eccellente lavoro di Roberto Samaden negli anni è stato “facilitato” dalla filosofia societaria nerazzurra: «Come Inter siamo stati fortunati ad aver sempre avuto una proprietà determinata. Tutti i presidenti hanno dato continuità ai progetti inerenti il Settore Giovanile. Il Presidente Erick Thohir ci sprona a puntare sui giovani e con il Direttore Sportivo Piero Ausilio lavoriamo sempre a stretto contatto. In tutta Europa si investe molto sui giovani, sulle strutture e sul medio-lungo periodo. In Italia siamo ancora indietro. A mio parere manca un collegamento diretto tra la Prima Squadra e le giovanili. La maggior parte della società europee ha costruito ‘Squadre B‘ e un ponte tra Prima Squadra e giovanili, ci sarà un motivo. Bisogna dare la possibilità ai ragazzi di giocare, non solo nelle amichevoli, ma anche nella gare più importanti. La Serie A è una lega molto equilibrata, per i giovani non è facile inserirsi. A volte abbiamo l’abitudine di allungare il percorso dei ragazzi prima di farli arrivare ad alti livelli».

GUADAGNO DA CESSIONI GIOVANILI – «La Francia è al primo posto nella classifica dei guadagni derivanti dalle cessioni dei giocatori dei vivaio, c’è grande progettualità e ci sono molti talenti. Anche il Belgio sta migliorando in questa graduatoria. Negli ultimi dieci anni come Inter abbiamo ricavato dalle cessioni di giocatori appartenenti alle giovanili 150 milioni di euro con una media di 15 milioni all’anno. La nuova proprietà (il Suning Group, ndr) vuole puntare molto sui giovani, se avessimo avuto una seconda squadra magari qualche ragazzo poteva essere titolare nella prima. Ci siamo accorti anche noi di dover puntare sui giovani. La Federazione Italiana sta investendo principalmente sui centri territoriali, adesso anche i club dovranno iniziare a investire sul medio-lungo periodo. La tradizione calcistica della nostra Nazione porterà a grandi risultati».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.