Ranocchia: “Con de Boer regole ferree all’Inter. Futuro positivo”

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13 ottobre 2016, 07:01
Ranocchia

Nella prima parte della sua intervista al quotidiano “Il Corriere della Sera” Andrea Ranocchia ha spiegato perché non è più capitano dell’Inter e come si è sviluppata la sua carriera. In questa seconda parte invece si sofferma più sul presente e sul futuro, sperando di potersi riprendere dopo alcuni anni difficili.

CAMBIAMENTI«L’addio di Roberto Mancini? In ritiro si intuiva che si era rotto qualcosa. Frank de Boer ha introdotto regole ferree. Come per esempio pranzare qui, tutti insieme, prima delle partite. O far colazione se c’è l’allenamento al mattino. E poi tornare qui a dormire dopo la partita. Sembrano cose piccole, ma fanno moltissima differenza. Il possesso palla? È un modo di stare in campo che viene automatico, perché vogliamo aggredire dall’inizio. Più che l’intensità degli allenamenti o anche in partita, con questo modo di giocare è più importante la tecnica. Lo vediamo negli esercizi di base che de Boer ci fa fare in allenamento. Chi mi ha impressionato in carriera? Quelli del Triplete, con cui ho giocato nei primi sei mesi del 2011 erano tutti di un’altra categoria psicologica e tecnica. A parte loro, direi Philippe Coutinho e Mateo Kovačić. Diciamo che in Italia non sappiamo tanto aspettare i giovani, ecco».

SPERANZE«Ho debuttato contro la squadra che avrebbe fatto il Triplete. Ma quel giorno a José Mourinho facemmo venire un gran mal di testa. Giampiero Ventura? Uno dei miei due padri calcistici insieme ad Antonio Conte. Hanno la stessa idea di calcio e identico modo di preparare le partite. Il calcio di Conte è più meccanico, quello di Ventura più ragionato. E più da ragionare per chi lo gioca. Ma sono facili entrambi. Ritorno in Nazionale? Non è un’ossessione. È una possibilità. Il vero obiettivo? Che tante persone mi prendano da esempio. Non solo e non tanto per i successi, i gol, i salvataggi, i tackle. Ma per quello che ho fatto nel calcio dal punto di vista della voglia di reagire, di non farsi abbattere. E vorrei che l’esempio servisse anche a chi fa altri lavori. Il futuro? Lo vedo positivo, ovviamente».

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Riccardo Spignesi

Studente (ancora per poco) all’Università Statale di Milano. Redattore anche per SpazioCalcio.it e BetClic, estremamente fissato con il calcio.