Pioli: “Voglio un’Inter con una testa fredda e un cuore caldo”

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18 novembre 2016, 14:56
Pioli

Il tecnico dell’Inter Stefano Pioli ha risposto alle domande dei giornalisti nel corso della conferenza stampa di presentazione del derby di Milano.

Che sensazione hai?

«L’aria è quella giusta perché sono orgoglioso di come i ragazzi hanno approcciato il lavoro in questi primi giorni d’allenamento. Conoscevo già le loro capacità tecniche ma ho trovato un gruppo molto professionale. Mi sono addormentato sereno e tranquillo, sono arrivato qui al top della mia maturità. Sono in una società tra le più prestigiose al mondo, ho la responsabilità di guidare un gruppo di giocatori da grande tasso tecnico e grandi capacità professionali, supportato in tutto e per tutto dalla società. Sono stato accolto bene da questi tifosi che amano questi colori e quindi mi sento tranquillo, positivo e fiducioso per la prossima partita».

Su quali tasti hai battuto?

«Sopratutto domenica ma sempre dobbiamo lavorare interpretando la gara con grande intensità e attenzione, mettendo in campo una testa fredda ma un cuore caldo. E’ chiaro che ho dovuto lavorare su queste situazioni ma è altrettanto evidente che sono qui da pochi giorni, ho cercato di trasmettere alla squadra la mia passione e il mio pensiero nei loro confronti, ho ricevuto delle risposte poistivie e adesso dobbiamo trasferire questo buon lavoro che abbiamo fatto sul campo».

Come stanno i sudamericani?

«Li ho trovati bene, sopratutto a livello mentale e credo che quando la testa è nelle condizioni giuste si possano superare anche deficit fisici ma non credo che arrivando a giocare domenica ci sarà lo spazio per tutti per recuperare energie anche se mancano ancora due sedute. Sarà facile scegliere perché si faranno tutti trovare pronti».

Ti aspetti una reazione emotiva?

«Che il lavoro sia stato fatto con qualità, attenzione e disponibilità non ci sono dubbi. Ormai ho l’esperienza necessaria per capire quando certe situazioni si sviluppano positivamente o meno. E’ chiaro che il mio contributo dovrà essere importante, ma sarà importante guardarsi negli occhi e mettere tutto quello che abbiamo ma io ho visto grande consapevolezza, c’è grande voglia di dimostrare chi siamo, siamo l’Inter, vogliamo risalire perché siamo in una posizione che non ci compete e il derby è una grande occasione e dobbiamo sfruttarla».

Derby diverso da quello di Roma?

«In questo momento sono concentrato per cercare di trasferire alla squadra le idee più chiare possibili, i concetti più chiari e le motivazioni. Dopo saprò dare un giudizio sulla diversità eventuale dei derby dopo aver vissuto certe emozioni. Non vedo e non vediamo l’ora di giocare questa partita perché ci teniamo tanto, perché il derby e c’è un obiettivo da raggiungere. Il derby è il derby e noi vogliamo far tutto perché sia il nostro derby».

Ha lavorato più sulla testa e sul fisico?

«Abbiamo cercato di lavorare su entrambe le situazioni, il nostro lavoro è andato in profondità per quanto possibile in due settimane perché vogliamo prenderci dei vantaggi e non dargli agli avversari. Ho sempre pensato che sia la testa a comandare le gambe e non viceversa e credo che in questo momento la testa sia quella giusta. Dovremo avere la grandissima capacità di stare dentro la partita che per noi significa pensare che ogni pallone possa essere quello decisivo e giocarlo con la massima concentrazione e motivazione. Le partite durano 95 minuti e sarebbe meglio andare in vantaggio, le squadre che hanno maggiori possibilità di vincere le partite sono quelle che sanno superare i momenti difficili e che arrivano prima. Anche per l’Inter arriveranno momento difficili ma dovremo cercare di superarli e segnare un gol più degli altri».

Brozovic simile a Parolo?

«Credo che le caratteristiche possano essere simili ma poi dipende molto dall’equilibrio della squadra. Brozovic credo sia un giocatore con dinamismo e la giusta aggressività e qualità tecnica, credo abbia le caratteristiche per essere un centrocampista completo e fare bene entrambe le fasi».

La tranquillizza il fatto di giocare contro una grande?

«Sì ma anche perché ci sono tutte le situazioni al posto giusto. La squadra ha dimostrato attenzione, valori e responsabilità. La società non ci fa mancare niente per fare al meglio il nostro lavoro, i tifosi mi hanno accolto bene, hanno grandissima passione e saranno al nostro fianco. Abbiamo tutto per esprimere al massimo il nostro potenziale».

Cosa è mancato finora?

«Credo che sia arrivato il momento di pensare poco al passato, dobbiamo pensare al presente e al futuro. Conterà solamente quello che riusciremo a fare da domenica in avanti e credo che qui ci siano tante situazioni positive, ho a disposizione un gruppo forte tecnicamente, forte e responsabile. Adesso tocca a noi dimostrare il nostro valore».

Punterà più su Jovetic?

«Credo che abbia ottime qualità come tantissimi suoi compagni, ho ampie scelte e sono dettate dal lavoro quotidiano e dall’avversario. Tutti quelli che lavorano in un certo modo avranno un opportunità e lui sta lavorando bene, lo ritengo importante».

Bisogna osare di più nel derby? Due punte possibili?

«Dobbiamo giocare con passione. L’Inter non è una squadra normale, la sua storia è fatto di passione, di trasporto e di giocatori che vanno in campo e danno tutto, dobbiamo farlo sempre. Voglio trasferire ai miei giocatori la voglia di andare in campo e buttare tutte le energie che hanno, dobbiamo uscire dal campo dando tutto e di più, credo che sia l’aspetto più importante che mi aspetto al di là dei movimenti. Solamente mettendo la passione giusta la nostra potrà essere un’avventura positiva».

Cosa pensi del Milan?

«Credo che sia una squadra che ha trovato la propria compattezza e solidità. Una squadra che difende in blocco e abile nell’1 contro 1 credo che Montella sia stato bravo ma abbiamo anche le qualità per mettergli in difficoltà».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.