Pioli: “Serve continuità. Dobbiamo trascinare i tifosi. Giovedì…”

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26 novembre 2016, 17:54
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L’Inter di Stefano Pioli vuole ripartire dopo l’eliminazione in Europa League. Lunedì alle 21 i nerazzurri ospiteranno al “Meazza” la Fiorentina di Paulo Sousa. Queste le parole del tecnico nerazzurro nella consueta conferenza stampa 

Quanto siete arrabbiati dopo giovedì?

Dobbiamo reagire. L’altra sera abbiamo giocato molto bene nei primi 45′ e fatto molto male nei restanti. Dobbiamo fare una partita più continua e più attenta.

Gruppo troppo numeroso?

Adesso penso solo alla Fiorentina e alle altre prima di Natale. Dopo faremo delle scelte per migliorare la nostra squadra.

Cosa ti è piaciuto di più e cosa meno?

Sicuramente l’approccio al lavoro e alle partite mi è piaciuto. Abbiamo messo pressione sui nostri avversari. Bisogna farlo per tutta la partita. Giovedì abbiamo pensato di aver già vinto e si è staccata la spina. Certi errori non vanno più commessi.

Infortunio Medel?

Gary è un giocatore importante, ma ho una rosa di giocatori di qualità che mi può permettere di sopperire alla sua assenza. Tutti insieme dobbiamo lavorare sulla fase di non possesso. Dobbiamo crescere.

Ti è mai capitata una situazione così in difesa?

In tutte le stagioni ci sono dei problemi da risolvere. Dobbiamo migliorare i nostri equilibri. Quando riusciamo a tenere alta la pressione facciamo bene in difesa, appena cala questa soffriamo.

Hai fatto una tabella su quanti punti fare fino a Natale?

Dobbiamo correre forte. Non ho fatto tabelle. Non è giusto farle. Pensiamo una partita alla volta. Affrontiamo un avversario che è sopra di noi in classifica. Vogliamo vincere per accorciare le distanze.

Commenti sulla tenuta atletica?

Possiamo migliorare sul piano fisico, ma molto parte dalla testa e dalla determinazione che mettiamo in ogni partita. La testa comanda sulle gambe e non viceversa. Lavorando insieme però sono convinto che miglioreremo questa e altre situazioni.

I giocatori capiscono cosa gli succede?

Io vedo una squadra molto consapevole della situazione. I giocatori sono molto attaccati al loro lavoro. Vogliono far di tutto per migliorare la situazione. Sappiamo di far parte di una società prestigiosa. Ho visto tanto attaccamento. Per giocare nell’Inter servono qualità e valori. Ho visto la volontà di voler tirare fuori queste cose.

Perisic, Icardi ed Eder insieme per svoltare?

Si può fare qualsiasi cosa. Ho diverse opzioni. Non contano le caratteristiche, ma l’approccio alla gara. Noi l’abbiamo fatto sempre bene tranne nel secondo tempo in Europa. Bisogna insistere ed essere più concreti in avanti e più attenti quando gli altri hanno la palla. Abbiamo sempre fatto meglio degli avversari tranne in quel secondo tempo che non voglio più tenere in considerazione.

Escludi la difesa a tre? Come scegli il centrale al fianco di Miranda visto che Murillo è in difficoltà?

Non precudo nulla dal punto di vista tattico. Giovedì sera nel primo tempo abbiamo già giocato a tre stringendo D’Ambrosio. Il nostro è un problema di attenzione. Mi aspetto dei risultati migliori. Miranda è un ottimo difensore. Quindi pretendo molto da lui anche come guida. Sia Murillo sia Ranocchia sono ottimi difensori. Dobbiamo lavorare bene di squadra in modo da aiutarli. Io scelgo in base al momento e alla condizione.

Cosa ti preoccupa della Fiorentina?

Giocano un buon calcio. Sono una squadra di qualità. Non possiamo permetterci di sottovalutarli. Giochiamo in casa e dobbiamo cercare la spinta necessaria. Noi dobbiamo trascinare i nostri tifosi con uno spirito combattivo e per mettere in difficoltà un avversario difficile.

Gabigol?

Tutti possono avere le loro possibilità. Devono dimostramelo in allenamento. Gabriel lo sta facendo così come tutti i suoi compagni. Poi tocca a me scegliere i giocatori e le caratteristiche che ci possono permettere di mettere in difficoltà gli avversari. Mercato? Concentriamoci sul campo.

Dopo Inter-Lazio dello scorso anno i nerazzurri sono crollati. Si sente colpevole?

Mi sento colpevole del secondo tempo di giovedì, vuol dire che nell’intervallo non ho fatto bene il mio lavoro. È stata una lezione importante. Ora dobbiamo dimostrare che siamo l’Inter e dobbiamo riscattarci in campionato

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Crescenzo Greco

Crescenzo Greco

Crescenzo Greco, nasce a Foggia il 20 aprile del 1995. Grazie a sua zia è interista fin da bambino. Josè Mourinho l’idolo incontrastato, Adriano quello d’infanzia. Dopo aver raggiunto la maturità scientifica si è trasferito a Milano per inseguire il sogno di diventare giornalista sportivo e studiare “Comunicazione e Società” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.