Pioli a IC: “Perso lucidità per voglia di rimediare. Gagliardini…”

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4 aprile 2017, 00:06

Stefano Pioli ha parlato al microfono di Roberto Scarpini per Inter Channel, commentando l’amarissima sconfitta di stasera contro la Sampdoria. L’allenatore dell’Inter ha più volte calcato la mano sul fatto che la squadra si sia come decomposta una volta subito il pareggio a opera di Patrik Schick, non riuscendo più a reagire come avrebbe dovuto.

BLOCCO MENTALE E TECNICO«Credo che si stia perdendo troppo tempo a pensare al futuro, non fa parte del nostro modo di pensare e lavorare. C’è delusione, questo è sicuro e inevitabile, perché sapevamo che era un’occasione da sfruttare e non ci siamo riusciti, però è vero che mancano otto partite e dobbiamo reagire subito perché le squadre forti fanno così, a volte possono sbagliare interpretazione. Noi l’abbiamo sbagliata dopo il loro pareggio, abbiamo smesso di essere squadra e di giocare insieme, però otto partite sono tante e i punti a disposizione sono tanti, è chiaro che se finisse oggi il campionato non saremmo soddisfatti e dobbiamo cambiare il nostro presente, per farlo bisogna tornare subito a lavorare bene. Io credo che il nostro errore sia stato principalmente quello di reagire troppo di pancia e di voglia, perdendo gli equilibri e le distanze che nel primo tempo ci avevamo permesso di essere una squadra compatta. Nel secondo tempo giocando individualmente non siamo riusciti a essere così equilibrati come bisogna essere in una partita di calcio».

MANCANZE GENERALI«Roberto Gagliardini ha avuto un trauma distorsivo alla caviglia e non ce l’ha fatta a rientrare in campo, che sia un giocatore importante e forte su questo non ci sono dubbi ma è entrato un giocatore altrettanto forte con le caratteristiche simili, quindi gli equilibri c’erano. Non credo mai che una prestazione possa dipendere da un singolo equilibrio, credo che abbiamo fatto l’errore di non reagire con lucidità, perché c’era ancora tutto il tempo e abbiamo avuto anche le occasioni, bisognava stare in partita in modo più ordinato e non ci siamo riusciti. Io credo che tu attacchi bene quando difendi bene, nel primo tempo siamo stati compatti con le distanze giuste e quindi abbiamo creato delle situazioni offensive pericolose, fallendo anche due o tre occasioni che gridano vendetta. Nel secondo tempo siamo stati meno squadra nel recuperare palla, l’abbiamo fatto più bassi e abbiamo concesso possesso palla agli avversari e siamo stati meno pericolosi perché poi la palla l’abbiamo tenuta meno. Molto è dovuto dalle posizioni, dalla larghezza e dagli equilibri che la squadra ha perso soprattutto dopo il pareggio avversario. Avevamo troppa voglia di rimediare ma abbiamo perso la lucidità, la voglia dev’essere una caratteristica fondamentale ma dev’essere accompagnata dagli equilibri e dal gioco di squadra, non dalla frenesia che diventa poi una situazione che non ti può dare vantaggi».







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