Moratti: “Tra noi e l’Inter amore naturale. Mio padre…”

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20 agosto 2016, 09:27
Moratti

Intervistato da Walter Veltroni per il “Corriere dello Sport”, Massimo Moratti ha parlato di come sia nato il legame fra l’Inter e i Moratti, ripercorrendo i successi di suo padre Angelo e la scelta di prendere il timone della squadra grazie all’avvocato Prisco

AMORE NATURALE – «La mia passione per l’Inter è nata perché tutta la famiglia andava a vedere le partite dei nerazzurri. Era un amore naturale. Cominciato da mio padre, un amore che ci ha trasmesso e che ha finito con il compenetrare la storia della nostra famiglia con quella dell’Inter. Così, quando il presidente Masseroni gli chiese di assumere la responsabilità della società a noi sembrò naturale che lo facesse, capace com’era di svolgere positivamente i suoi mille impegni. Così cominciò, nel 1955, la storia del lungo matrimonio tra i Moratti e l’Inter».

LA GIOIA PIÙ GRANDE – «La gioia più grande di mio padre fu la vittoria della Coppa dei Campioni al Prater di Vienna nel 1964. Nei primi anni di presidenza la squadra faticò non poco. Poi la svolta venne con la decisione di ingaggiare Helenio Herrera. Era un personaggio fantastico, molto innovativo. Era diverso da tutti gli altri allenatori. Privilegiava la velocità su tutto. Con l’Inter stava nascendo un nuovo calcio. Mio padre era commosso, era il risultato di tanto lavoro e di tanto amore. Il pianto di gioia dei tifosi era il coronamento di un sogno».

RITORNO A CASA – «Quando decisi di prendere io il timone della società, l’Inter veniva da un momento difficile. Veniva voglia a un tifoso appassionato di dare una mano. In quei giorni incontrai per strada l’avvocato Prisco che mi chiese perché non dessi una mano all’Inter. Ebbi il torto di non rispondere subito di no e in pochi giorni mi apparecchiò l’acquisto della società. Ma tutto, in fondo, sembrò naturale. Mi sembrava di tornare a casa, di proseguire un’attività di famiglia. Ne sentivo la responsabilità, quasi il dovere».