Moratti: “Inter, non torno! Suning capisca. Pioli e Simeone…”

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28 novembre 2016, 19:51
Moratti

Massimo Moratti – già intervenuto su Simoni – in occasione della presentazione della biografia dell’ex tecnico nerazzurro, parla a 360° sulla situazione dell’Inter: proprietà, allenatore, giocatori, obiettivi e partita di stasera contro la Fiorentina. Ecco quanto riportato dalla versione online della “Gazzetta dello Sport”

PROPRIETA’ NECESSARIAMENTE VICINA – Il passaggio di proprietà non ha ancora dato i frutti sperati, Massimo Moratti dispensa consigli utili: «Può essere importante e necessario un intervento degli azionisti. Questo mette in condizione i giocatori di sentire la responsabilità che hanno di rispondere alle esigenze. Se il Suning Group ha recepito il messaggio riguardo la vicinanza? Lo ha recepito anche Erick Thohir, ma aveva difficoltà a farlo. Loro lo hanno recepito e hanno dimostrato di poter essere vicini. Steven, il ragazzo, ce lo ha dimostrato. E questo è un fatto positivissimo. Questo fa vedere la loro grandissima volontà di fare bene. Non è facile subito avere risultati, ma è un’esperienza: se la fanno direttamente, porta a qualche cosa».

RITROVARE CONCENTRAZIONE – «Credo che l’Inter possa far bene oggi contro la Fiorentina e in futuro: deve scattare qualche cosa. La partita di stasera conta eccome dopo la sconfitta in Europa League. Giochiamo per vincere, dopo una delusione del genere bisogna capire se abbiamo la forza e la volontà, il carattere, le qualità per superare gli ostacoli. Non finisce il mondo stasera, però è un appuntamento importante. Nel calcio, quando va male, sei sempre pessimista e, quando va bene, non ti aspetti mai che le cose possano andare in maniera negativa. L’Inter ci insegna che si può fare entrambe le cose, e credo che abbia la forza di fare bene. Sinceramente, penso che sia una questione di concentrazione da parte dei giocatori, spero che non sia una questione atletica, perché a novembre non è accettabile».

SIMEONE I E II TRA PIOLI E MERCATO – «Rinforzi necessari a gennaio? Può darsi, però a furia di intervenire sull’organico è come se si fornisse un alibi far sì che ognuno dia il suo e finisce li: invece si può dare di più. I due Simeone all’Inter? Io credo che Stefano Pioli sia bravo, avrà successo. Se servono più interisti in società? Non lo so, chi c’è è interista, tutti danno il massimo».

SIMONI VITTIMA E VINCENTE – «Era una squadra con cui avevamo grande complicità, i giocatori erano tutti simpatici. Gigi Simoni aveva saputo gestire molto bene la cosa. E’ riuscito a tenere insieme e far vincere un gruppo che poteva essere difficile. Lui rimane nel ricordo di tutti, anche un po’ vittima e viene ricordato di più per questo. Pentito degli esoneri? Pentirsi vale poco, a ripensarci dispiace».

NESSUN RITORNO ALL’INTER – «L’Inter può tornare a vincere? Non sono coinvolto direttamente, credo che sia difficile ottenere risultati direttamente, serve lavoro e sofferenza. Poi perché no. Ritorno in nerazzurro? Già risposto una volta per tutte: no. Stiamo parlando di azionisti che hanno sia la volontà che il futuro a disposizione per fare bene. Se son contento che facciano fatica senza di me? Assolutamente no, sono interista».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.