Moratti: “Inter come un figlio. Facchetti campione di lealtà”

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20 agosto 2016, 10:44
Moratti

Durante la lunga intervista lasciata al “Corriere dello Sport”, Massimo Moratti ha ricordato Giacinto Facchetti definendolo un campione di lealtà

TROPPI STRANIERI – «Mi dispiace di vedere così tanti stranieri all’Inter. Anche se devo dire che dopo tre mesi si ambientano facilmente. I tecnici non amano rischiare con giocatori giovani ma inesperti: un ragazzo fortissimo nella primavera fa una grande fatica a entrare in prima squadra. E si perdono talenti. Non c’è dubbio che bisogna creare opportunità perché questi talenti crescano».

INTER COME UN FIGLIO – «Per me l’Inter è un fatto artistico, quasi poetico. E’ capace di provocare immense, inarrivabili, gioie e grandi amarezze. Mai mezze misure. Per me l’Inter è apertura al nuovo e coraggio. E’ una passione forte, una meravigliosa malattia. Se ne sopportano le debolezze e se ne ammira il coraggio, come si farebbe con un figlio».

FACCHETTI UNICO – «Una figura che lega me e mio padre è sicuramente quella di Giacinto Facchetti, un atleta fuori dal comune. Un giocatore eclettico, capace di marcare l’ala avversaria e di segnare gol bellissimi. Un prototipo del terzino moderno. Per me, da dirigente, era un campione di lealtà e di onestà. Lui amava il calcio pulito. Se ne è andato troppo presto, per l’Inter e per il calcio italiano. Mi manca, penso spesso a lui. E a quei giorni di vittorie esaltanti in bianco e nero. Ai quali sono seguiti quelli dei trionfi a colori. Una storia che continua. Sempre uguale, sempre diversa».