Mazzarri: “Inter ingiusta con me, visto dopo? Avevo chiesto…”

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22 novembre 2016, 00:54
Mazzarri

Walter Mazzarri – ex allenatore dell’Inter oggi sulla panchina del Watford -, in collegamento con “Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco” su Italia 1, spara a zero sull’Inter per il comportamento avuto durante la sua permanenza in nerazzurro, pur mantenendo uno stile curiosamente un po’ british: dice e non dice, ma qualche stoccata (non detta completamente e senza fare nomi…) arriva dritta ai piani alti di Corso Vittorio Emanuele II

INTER NON DI PAROLA – Per rispetto non vuole sbottonarsi troppo Walter Mazzarri, ma parola dopo parola aggiunge punzecchianti dettagli sulla sua permanenza ad Appiano Gentile: «Ho un’idea di quello che mi è successo all’Inter, solo che è meglio non esprimerla completamente: nel primo anno l’Inter ha fatto un cambio societario non normale e sottovalutato da tutti, c’è stato tanto da fare e la nuova società alcune volte non ha protetto le scelte fatte dall’allenatore, così mi sono trovato una serie di situazioni addosso… Tante cose non potevo dirle apertamente, dovevo difendere il lavoro della società e non potevo dire tutto, per questo con la stampa si è creato qualche equivoco: preferisco non parlare più di queste cose. Bisogna stare attenti sulla valutazione che viene fatta sulla rosa, non bastano i nomi: non è che se hai la maglia nerazzurra dell’Inter devi vincere, devi anche avere la squadra forte per vincere. Quando sono stato all’Inter c’è stato questo problema, adesso a distanza di anni qualcuno inizia a capire e a darmi ragione…».

NO COMMENT SU DE BOER – «Il caso di Frank de Boer è uno di quelli su cui non si può parlare dell’esterno perché non sappiamo cosa si sono detti lui e chi l’ha contattato la prima volta: a volte è la chiarezza a mancare tra società e allenatore, sugli obiettivi stagionali, sulla squadra che si ha e su cosa si può fare. Non si può sapere la verità: se de Boer ha detto di puntare al terzo posto con questa squadra, allora ha sbagliato lui le valutazioni. Oppure è il contrario, ma questo non si può dire…».

RICHIESTE NON ESAUDITE – «Considerando la campagna acquisti fatta dall’Inter nel dopo Mazzarri, c’erano potenzialità importanti: è stato fatto mercato, che deve essere fatto dal direttore sportivo e dall’allenatore del momento. Se poi si cambiano gli allenatori e si prendono giocatori buoni sulla carta, ma si fa un altro tipo di gioco, non funziona. All’Inter ho chiesto tanti giocatori che non sono arrivati, ma non posso dire i nomi… Aleksandar Kolarov, Luiz Gustavo, alcuni difensori… Non c’era neanche la possibilità di confermare Jorge Rolando, che l’ho voluto io ed è stato uno dei migliori con me, ma non si poteva riscattare: è stato fatto un mercato diverso con me. Avevo chiesto anche Erik Lamela, ma in quel periodo non si potevano prendere certi giocatori: la realtà è questa. Se uno va in sala stampa e dice di volere otto giocatori e si mette contro la società è un conto, ma io sono uno che firma e protegge la società, non posso dire tutto quello che c’è dietro. Quando si va in certi club forse non bisogna essere signori e chiedere tutto in pubblico, ma io ho sempre tenuto tutto all’interno».

FELICITA’ BRITISH, “INCUBO” INTER… – «In questo momento sto bene in Inghilterra, se no potevo rimanere in Italia se volevo: ho preferito fare questa esperienza e a oggi sono davvero contento di quello che sto facendo al Watford. Qui il campionato è molto competitivo, nella prossima giornata affronteremo lo Stoke City che può permettersi di avere in squadra campioni come Xherdan Shaqiri e Marko Arnautovic (entrambi ex Inter, ndr), che sono giocatori importanti».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.