Mancini:”A questa Inter voto sei, si vedono i frutti del lavoro”

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2 dicembre 2015, 10:01
mancini inter

Roberto Mancini nella sua lunga intervista al “Corriere dello Sport” ha parlato della sua nuova Inter, dell’inizio di stagione e dei cambiamenti rispetto allo scorso anno.

VOTO – «Alle prime quattordici giornate come voto dò un sei, che è una sufficienza piena. Con sei a scuola si è promossi».

PERCHÉ CREDERCI – «L’Inter può puntare allo scudetto. Crederci non costa niente e sognare è la cosa più bella. L’Inter ha grande storia e una tradizione che le consente di giocarsela fino in fondo. Penso che i nostri giocatori stiano facendo un grande lavoro e non si fermeranno fino alla fine. Infine non avendo le coppe a marzo potremmo avere un vantaggio a livello fisico e mentale se le altre saranno ancora in corsa. Detto questo il nostro obiettivo è la qualificazione alla Champions League, meglio se come secondi».

CAMBIAMENTI – «Lo scorso anno rivoluzionare tutto in poco tempo non era semplice. Adesso si stanno vedendo i frutti di quel lavoro. Meglio giocare male e vincere che perdere dando spettacolo. Le critiche non mi danno fastidio, ognuno vede le partite a suo modo. Una squadra cresce se fa i risultati anche all’inizio quando non è al 100%».

SACCHI E L’ADATTARSI – «Con Sacchi non voglio fare polemica, non c’è un depositario della verità nel calcio. Come tecnico guardo alla realtà: avessi Gullit, Van Basten, Maldini, Baresi, Donadoni e tutti gli altri campioni di quel grande Milan giocherei un certo calcio. Ma a disposizione ho un’altra rosa e quando affronto una formazione più forte che non posso mettere sotto mi adatto. Sarebbe da fessi comportarsi in un altro modo».

ICARDI, JOVETIC, LJAJIC «Icardi è giovane ed è il classico attaccante d’area che fa sempre venti gol. Ha un tipo di gioco che necessita dell’aiuto della squadra, ma ha grossi margini di miglioramento. Lui e Jovetic hanno bisogno di giocare insieme per trovare intesa, e sei mesi non è detto bastino. A Ljajic avevamo pensato anche a giugno, ma non pensavamo che la Roma lo avrebbe ceduto. Appena si è presentata l’occasione l’abbiamo colta al volo».