Mancini: “Serie A ostaggio degli ultrà, fare come in Inghilterra”

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1 maggio 2015, 09:47
Mancini

Andrea Sorrentino, inviato di “Repubblica”, affronta con Roberto Mancini il tema della violenza nel nostro campionato dopo i recenti fatti accaduti nel derby di Torino. Ecco le parole del “Mancio” e le sue soluzioni:

SERIE A OSTAGGIO – «Incredibile la scena di quel padre che colpisce a pugni il pullmann della Juventus con il figlio vicino. Fossi in lui penserei: “Ma cosa ha in testa mio padre?”. Ai miei tempi ne accadevano di fattacci, ma non così brutti», inizia Mancini. «Andate allo stadio per tifare altrimenti restate a casa. Capisco che lo stadio sia una valvola di sfogo per le tensioni accumulate in settimana ma non capisco le bombe carta e gli insulti alle persone».

IMPUNITA‘ – «Nei nostri stadi, comunque, c’è un diffuso senso di impunità che non va per nulla bene. Bisogna applicare severamente le leggi come accade in Inghilterra, ad esempio. Se succede qualcosa dopo un derby di Manchester, la polizia al martedì ne avrebbe messi dentro non so quanti e la vicenda si sarebbe conclusa subito», prosegue Mancini.

CLUB E ULTRA’ – «I club non devono essere più conniventi. Contatti con la tifoseria più calda ma mai connivenza. Mantovani alla Samp faceva ogni tanto delle cene con i tifosi e assunse come magazziniere un capo della curva che ogni tanto faceva delle fesserie. Tutto finito lì. Mantovani minacciava gli ultrà di andarsene alla minima intemperanza. Ci furono 15 anni perfetti», conclude Mancini.