Mancini: “Inter da scudetto con Ibra-Touré! Quasi preso, poi…”

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7 settembre 2016, 08:08
Mancini Touré

Roberto Mancini – dopo aver fatto chiarezza sul suo addio e sulla polemica legata alla preparazione estiva -, nella seconda parte della sua intervista rilasciata al “Corriere dello Sport” odierno, parla della lotta scudetto e dei due pupilli (ri)chiesti all’Inter: Touré e Ibrahimovic

YAYA E IBRA PER LO SCUDETTO – Ci tiene a fare chiarezza Roberto Mancini sui motivi dell’addio, non legato al singolo nome sul mercato: «Non me ne sarei andato se mi avessero preso Yaya Touré? Non ci casco. Touré, da sempre, era uno dei miei obiettivi. Avevamo quasi chiuso il suo acquisto con il Presidente Erick Thohir un anno fa, poi lui preferì non tradire il Manchester City, dove lo avevo portato io. Touré, come Zlatan Ibrahimovic, è uno di quei giocatori che fanno la differenza, possono spostare da soli l’esito di un campionato. Come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Anche in Italia, certamente. Oggi la Juventus fa parte di un altro pianeta, sotto tutti i punti di vista. Ma se un club avesse preso Touré o Ibrahimovic oppure addirittura tutti e due insieme, avrebbe lottato con i bianconeri per il titolo. Ne sono certo. Non parlo solo dell’Inter, parlo di Milan, Napoli, Roma, Fiorentina… Le big, insomma, quelle del giro che conta».

CHIARIMENTO SU GUARDIOLA E HART – «Touré fuori dal progetto di Pep Guardiola? Non sono problemi miei. Colgo l’occasione per chiarire che non ho mai criticato Guardiola, come non ho mai criticato alcun collega da quando lavoro in panchina. Magari attaccavo gli allenatori da giocatore, non certo adesso… Sono circolate dichiarazioni a favore di Joe Hart in cui avrei coinvolto lo spagnolo, ma erano inventate. A chi mi ha intervistato, ho solo detto che Hart è un grande portiere e ha fatto bene ad accettare l’offerta del Torino. La Serie A è una grande scuola per numeri uno. Rientrerà in Premier League con ancora maggiore classe ed esperienza. Poi ogni tecnico può avere la propria idea ed è giusto che la difenda».

STRAPOTERE JUVENTUS – «Direi che lo scudetto è solo per la Juventus. Il colpo Gonzalo Higuain fa la differenza. E’ chiaro che Higuain non segnerà 36 gol come a Napoli perché si dividerà tra campionato e Champions League, però è uno di quegli acquisti che creano il vuoto alle spalle. La società bianconera è avanti anni luce. Ha lo stadio di proprietà, ha vinto cinque titoli consecutivi e voglio vedere quanti ancora ne raggiungerà. Può battere ogni record. Ho provato a portare Paulo Dybala all’Inter, da Palermo, ma lui scelse la Juventus. Un fuoriclasse, uno che può avvicinare Messi».

4 IN SECONDA FILA, 2 IN TERZA – «Alle spalle della Juventus: Napoli, Roma, Inter e Milan, con Fiorentina e Lazio che possono creare problemi a tutti in una partita secca. Hanno giovani talenti molto interessanti. Aurelio De Laurentiis ha investito i 90 milioni di Higuain su talenti importanti: raccoglierà i frutti di questi investimenti con il tempo. I cinesi del Milan non hanno fatto in tempo, stanno sbarcando in Italia proprio in questi giorni. I tifosi del Milan devono avere pazienza: una garanzia è l’arrivo di Marco Fassone, un grande dirigente con cui ho lavorato in nerazzurro. Ha una notevole competenza e creerà un gruppo di lavoro importante».

RIMPIANTO TOTTI, RITORNO A ROMA – «Francesco Totti è un giocatore fantastico, in cui spesso mi sono riconosciuto, non è un mistero. Totti ha avuto un grande coraggio a continuare, io alla sua età ero già in panchina da molto tempo. Ecco, lo dico: ho il rimpianto di non averlo mai allenato, mi sarei divertito moltissimo, soprattutto nelle partitelle… Certamente ora (vivendo a Roma, ndr) tornerò all’Olimpico. E mi dispiace vedere che qua lo stadio è quasi deserto. Purtroppo sono stati messi dei paletti importanti per entrare all’Olimpico. E, in generale, in Italia il pubblico si sta allontanando: in Inghilterra vedo tutto esaurito in agosto».

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