Mancini a IC: “Higuaín come Messi, tre rossi su quattro assurdi”

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1 dicembre 2015, 00:40
Mancini

Roberto Mancini, intervistato da Roberto Scarpini per Inter Channel, si è detto sconsolato per come è arrivata la sconfitta di stasera a Napoli, ma allo stesso tempo ha detto di essere convinto che l’Inter possa tornare a vincere già da sabato, quando al Meazza arriverà il Genoa.

RAMMARICO«Sicuramente il pareggio era il risultato più giusto alla fine, però può capitare soprattutto per come si era messa con l’espulsione di Yuto Nagatomo. È chiaro che era difficile rimontare però la squadra nonostante in dieci ha fatto benissimo, meritava ampiamente il pareggio, abbiamo sofferto all’inizio perché abbiamo concesso il gol dopo un minuto per un errore nostro, quello ci ha condizionato un po’ per i primi quindici minuti, poi è stata equilibrata la partita. Gonzalo Higuaín in Italia è come Messi, fa la differenza a questo livello perché fa uno-due gol ogni partita, è un giocatore straordinario che ha un’esperienza e una qualità che in Italia lo fa valere come Messi per il Napoli perché è un giocatore che fa la differenza. Io ho detto solamente che secondo me ha buttato fuori un giocatore per un mezzo fallo, il secondo, perché il primo non è un fallo da ammonizione perché è un fallo nella loro trequarti con sessanta-settanta metri di campo ancora, non è un fallo tattico, Callejón ha simulato e lui l’ha ammonito. È stata un’ingiustizia ancora perché è la quarta espulsione che noi subiamo e tre sono assurde, questo a noi ci dispiace. L’ho già detto a Bologna e prima, esagerano con le prime ammonizioni stupide, poi sono costretti a buttare fuori e le partite non finiscono undici contro undici, ci sono tante espulsioni senza logica e senza senso. Questo ci deve dare consapevolezza perché il Napoli è considerato, secondo me la più forte squadra del campionato, senza Higuaín cambia. Ci stava fare un buon risultato, abbiamo fatto una buona partita e pazienza, sabato vincendo potremmo andare in testa di nuovo quindi sarà una bella gara».