LIVE – La conferenza stampa di Stefano Pioli

Articolo di
10 novembre 2016, 13:48
Pioli

Premi F5 per aggiornare il contenuto della diretta testuale della conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico dell’Inter Stefano Pioli; l’inizio è previsto per le 14.00, seguila LIVE su Inter-News.it

«Per me è una grande gioia sedermi sulla panchina dell’Inter, sono molto felice e so di avere molte responsabilità ma sono molto motivato. Darò il massimo per questo club e questi colori».

Candreva?

«Ho sempre creduto e pensato che sia un ottimo giocatore e professionista, i contesti sono diversi e sono convinto che darà il massimo. Sta facendo bene e l’ho sempre stimolato per dare il massimo».

«Noi dobbiamo ragionare e vivere da squadra, ognuno deve rinunciare a qualcosa. Il talento da solo non basta, dobbiamo giocare con tanta passione come la nostra tifoseria. Credo che possiamo trasmettere qualcosa di importante».

«Abbiamo un mese importantissimo a cominciare dal derby, c’è bisogno di tutti. L’organico è numeroso e di qualità, tutti avranno una possibilità sopratutto se dimostreranno di meritarsela».

«Credo che serva una mentalità concreta e vincente, la squadra ha valori per giocare un calcio propositivo. L’obiettivo più importante è che i giocatori giochino con passione cercando di mettere sotto gli avversari perché abbiamo i valori tecnici per diventare una squadra forte».

«Sarei contento se ottenessimo la Champions League, manca più di un terzo del campionato. A questo punto un anno fa l’Inter era prima e la Juve a 9 punti ma poi abbiamo visto come è finita. C’è tempo».

«Ci aspetta una grande partita e l’Inter ha dimostrato di poter far proprie queste partite, avversario difficile ma anche noi abbiamo qualità importanti».

«Non credo ci sia un sistema di gioco vincente. All’inizio potrebbe essere sbagliato cambiare troppo perché abbiamo partite molto importanti. Questa sosta mi aiuterà però troverò tutta la squadra solamente pochi giorni prima del derby. Punteremo sulla difesa a quattro, ho le idee chiare su come far giocare la squadra».

«Io e il mio staff siamo molto attenti per cercare di capire se ci sono carenze ma ora è troppo presto. Ci si allena per come si vuol giocare la domenica, io voglio un calcio atletico e aggressivo e gli allenamenti andranno in quella direzione».

«Ho chiesto compattezza, unione e supporto. Sento la proprietà molto vicina, non sarà semplice e dobbiamo lavorare duramente giorno per giorno. Il nostro futuro passerà dal nostro lavoro, ci dobbiamo allenare al massimo e possibilmente meglio degli avversari».

«Normalizzatore? L’Inter non vuole la normalità, io cerco di fare al meglio il mio lavoro e sviluppare al meglio il potenziale a disposizione. Spero di essere un potenziatore».

«La sosta di Natale non è così ampia da poter permettere un richiamo di preparazione, credo che giorno dopo giorno i giocatori devono dare tutta la disponibilità necessaria, ho trovato tanta disponibilità e professionalità e ho visto nei loro occhi la voglia di cambiare passo ma non possiamo esagerare. Cerco di fare le cose il più semplice possibile».

«Segna solo Icardi? Sono contentissimo di poter allenare un centravanti come Icardi. Mi auguro che possa continuare a farlo. Credo che ce ne siano tanti in grado di segnare gol, abbiamo tanti giocatori di qualità. Voglio far occupare meglio l’area con tempi migliori e più giocatori».

«Gabigol? E’ previsto l’utilizzo di tutte quelli che ci possono far vincere le partite. Ha qualità, si sta allenando molto bene ma vedremo di volta in volta chi far giocare».

«Non lascio nulla al caso, lavoro tanto e ho uno staff competente. Cerco di sfruttare il potenziale che ho a disposizione e di tirare fuori il loro massimo».

«Mi hanno contattato la scorsa settimana».

«Il Trap l’ho sempre stimato e apprezzato, mi ha insegnato tanto credo però che ognuno debba seguire il suo percorso. Alleno uno dei club più importanti al mondo, è normale essere sotto pressione. Chiamata arrivata nel momento giusto. Io sono qua per cercare di dare un risultato finale importante ma credo sia più facile vincere giocando bene a calcio».

«Regista? Io credo che le caratteristiche siano importanti ma anche la mentalità. Noi non dobbiamo avere solamente uno che faccia muovere palla ma tanti giocatori per avere una manovra imprevedibile».

«Samuel? Sì. Avevo letto che Walter era in organico. L’ho conosciuto e tutti conoscono le sue qualità da calciatore ma anche come persona. Persona seria, umile che può mettere a disposizione tanti valori, conosce l’ambiente e incarna i valori di questo club. Può essere un collaboratore importante e sono contento di averlo».

«Banega? Io faccio distinzioni tra giocatori intelligenti e poco intelligenti. Non lo conosco ma credo sia tra quelli intelligenti, sa muoversi e dare soluzioni di passaggio e verticalizzare. E’ utile averlo in squadra».

«I miei collaboratori? Siamo un gruppo affiatato che lavora tanto perché il calcio è uno sport molto bello ma imprevedibile».

«Non mi interessa guardare indietro ma guardare quello che succederà. Io posso controllare il presente e so che possiamo tanto e lavorare bene».

«Non sono preoccupato per il mio futuro ma concentrato e motivato perché alleno l’Inter e posso solo darà il massimo. Darò tutto e pretenderò tutto perché abbiamo la qualità di fare bene. Conta solo il bene dell’Inter. Siamo tutti legati ai risultati ma non sono mai stato preoccupato».

«La difesa? Credo che tutte e due le fasi di gioco non dipendano mai da un singolo reparto. Se tutta la squadra lavora bene ne beneficiano tutti, sopratutto i difensori. Cercheremo di rubare palla in fase di non possesso».

«Punti cardine? Lavoreremo su tutto. Le partite sono piene di situazioni e devi dare interpretazioni ai giocatori in allenamento perché in partita può succedere di tutto. Il tempo è poco ma dobbiamo fare le cose bene lavorando di qualità».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.