LIVE – Inter-Pordenone: la conferenza stampa di Spalletti

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11 dicembre 2017, 14:22
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Premi F5 per aggiornare il contenuto della diretta testuale della conferenza stampa di Luciano Spalletti in vista dell’ottavo di finale di Coppa Italia tra Inter e Pordenone; l’inizio è previsto per le 14.30, seguila LIVE su Inter-News.it

Quanto è importante la Coppa Italia?

«E’ importante tutto quello che ci passa davanti, io parlando di questa partita qui a i calciatori stamani avevo tante cose da dire. Non sono curioso di vedere che faranno, ho soltanto da controllare le certezze che mi debbono dare. Fare una brutta partita vorrebbe dire anche creare un po’ di difficoltà al nostro futuro che passa anche dalle prestazioni dei nuovi che scenderanno in campo domani perché sicuramente cambierò qualcosa, di conseguenza voglio vederli mettere qualcosa in più».

E’ una gara da prendere con attenzione?

«E’ una gara tra serpenti: loro sono i ramarri e noi i biscioni. Ci vuole intelligenza nell’andare a giocare queste partite, loro si presenteranno con un top player difficile da affrontare che si chiama super motivazione. Io ho passato la mia vita professionale dentro quelle categorie e so che spinta di danno queste partite, le coppe nazionali sono piene di risultati clamorosi. I cartelli per la strada oggi non dicono: “Attenzione neve” ma: “Attenzione Pordenone”. Basta vedere i primi 20 minuti contro il Cagliari per vedere quante volte hanno preso palla nella prima mezz’ora a Cagliari contro una squadra contro cui noi abbiamo avuto difficoltà per cui non c’è possibilità di non avere quell’attenzione, quella voglia, quella motivazione e quel dovere che ci richiama all’ordine tutte le volte che mettiamo questa maglia. Domani scenderanno in campo quelli che hanno giocato di meno ma la loro somma deve comunque fare uguale Inter perché sennò andremo a crearci una vita difficile per il nostro futuro».

Ha delle indicazioni su chi giocherà? Si aspetta di avere più difficoltà per sabato?

«No. Io non ho difficoltà né domani sera né sabato contro l’Udinese se non succedono cose particolari. Mi aspetto che qualcuno mi metta in difficoltà facendomi vedere che potevo scegliere in maniera differente, il banco di prova è di quelli veri: Colucci diventerà un allenatore forte, ha fatto il secondo di Giampaolo, ha già allenato la Primavera del Bologna, ha allenato a Raggio e quest’anno sta facendo veramente bene. Ha una squadra forte che l’anno scorso ha giocato la finale dei play-off di Serie C contro il Parma. L’allenatore è valido con dei giocatori buonissimi. Ha Berrettoni e poi Burrai davanti alla difesa che è come Colucci da calciatore, fa girare tutta la squadra».

Padelli, Cancelo e Karamoh giocheranno?

«Sì e anche Dalbert, Ranocchia ed Eder ma in un paio di situazioni ci devo pensare fino a domani. La partita va riempita in maniera corretta, Karamoh ti dà qualche strappo incredibile a prescindere dal ruolo però poi la squadra deve avere un equilibrio».

Avverte che in molti aspettano la sconfitta dell’Inter?

«Ho scritto quelle cose su soltanto per sottolineare che in molti non danno il giusto merito alla professionalità e al lavoro che questi calciatori hanno sviluppato per questa maglia. Sentirmi sempre dire che dipende dal palo è chiaro che mi porta qualche volta a prendere posizioni. Ho amici che tifano altre squadre per cui ogni tanto ci stanno dei contatti sui social con loro che mi dicono non ce l’hanno con me ma vogliono che perda l’Inter. Qualcuno è costretto a scriverlo perché lo guardano in tanti ma fa parte del gioco».

Il primo posto ti sazia e ti nutre?

«La partita di sabato non mi ha dato niente di nuovo, come se avessi riguardato una foto sul cellulare: stesse certezze e stesse difficoltà dove noi dobbiamo lavorare duramente per andare a migliorarci perché poi è quello il margine per diventare più forti. Non siamo ancora al livello delle nostre potenzialità in certe cose e quella partita me lo ha riproposto».

Non hai mai cambiato molto: pensi che sia rischioso fare tanto turn-over?

«E’ tutta gente che si allena correttamente per cui è la stessa cosa il lavoro quotidiano e la partita. Siamo partiti dal rendere tutti i giorni una cosa vera dentro la quale dobbiamo mettere sempre gli stessi ingredienti».

Perché pensi che all’Inter non venga riconosciuto quello che sta facendo? Strategia alla Mourinho?

«Mi mette in imbarazzo l’accostamento con Mourinho, mi costringe a sottolineare la distanza tra me che sono qui da due giorni e chi ha fatto la storia dell’Inter. Fate un favore al mio ruolo e alla mia professione se non mi accostate più a lui; a Mourinho probabilmente non fa né caldo né freddo perché sa che il paragone non sta in piedi. Io debbo difendere il lavoro della squadra, vederla da fuori è una cosa ma da dentro qualche cosa la devi dire, i tasti da toccare sono tanti e i giocatori devono sentire che si lavora in maniera seria e che tu stai dalla loro parte. Io contro la Juventus ho detto quello che ho detto adesso: ho avuto delle certezze perché siamo una squadra compatta, solida e che sa quello che deve fare però non abbiamo fatto la partita perfetta per cui si può migliorare e dobbiamo esserne contenti perché si può andare più in là. I social si possono usare ma è un gioco, un divertimento».

Dove può arrivare l’Inter?

«Non lo so perché dipende anche dagli altri, io sono convinto che a fine campionato non ci sarà da ragionare, per quanto riguarda i direttori e la società, su cosa si fa ora rimettendo tutto in discussione, a fine campionato sapremo dove mettere le mani perché la squadra avrà espresso tutto il suo valore e la sua potenzialità. In questo massimo però ci sono cose ancora in espresse e sulle quali dobbiamo lavorare ma sono fiducioso».

C’è uno dei nuovi da cui si aspetta qualcosa di più?

«Karamoh ha qualità diverse dagli altri, ha veramente queste vampate fatte di tecnica e velocità sia sullo stretto che sul lungo… parte forte e arriva forte. Dalbert io l’ho messo dentro con la Juve perché lo vedo molto più tranquillo e sicuro, ha più conoscenza di quello che deve essere il comportamento del terzino. Cancelo è straordinario, ha qualità, tecnica e corsa e domani voglio rivedere queste cose. Eder? Il pensiero non lo dà una prestazione, sappiamo benissimo la forza morale del ragazzo, sono felicissimo di potergli dare 90 minuti».

Volete vincere la Coppa Italia?

«Evitiamo davvero, in ogni partita di Coppa l’obiettivo è quello di superare il turno. A me lo stimolo è andare al turno successivo, riuscire a vincere contro il Pordenone senza pensare al possibile quarto col Milan. Juventus, Inter, Milan, Napoli, Lazio, Roma e Fiorentina che rispondono a questa domanda? Che vogliono andare fuori? Se tutte dicono di voler vincere hai creato sei falliti. Io punto al turno successivo e basta. Il derby di Milano è bellissimo e importante per la città stessa per cui si va a tentare di fare più derby possibili perché i tifosi delle due squadre lo meritano».

Cancelo può giocare anche terzino?

«Lui si trova più in difficoltà se lo fai partire da alto con le spalle girate, se gli crei spazio davanti diventa più facile per lui. Ci si gioca su quelle metrature lì, nel senso che lui è bravo se gioca con il campo davanti ma ha anche qualità per giocare nello stretto con le spalle girate, domani lo farò partire probabilmente davanti al terzino. Cancelo sa fare benissimo tutti e due i ruoli ma se gli chiedi di difendere e basta è una cosa, ma sa come costruire un’azione importante nella sua zona di campo».

Torino non siete stati abbastanza coraggiosi?

«Dipende da dove sei partito, nel tragitto si sono delle cose che vanno conosciute. Non ho detto che non ha avuto coraggio ma che non hai espresso il meglio. Mi aspettavo qualcosa di più, per fare una prova importante devi dare il tuo meglio ed essere anche migliore dell’avversario e invece noi in certe partite non abbiamo ancora messo tutto però in questo percorso hai già eliminato molte barriere andando al di là di molti recinti ma arrivare nel campo aperto dove la mente si sente libera non è facile, c’è bisogno ancora di un po’ di strada».







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