LIVE – Inter-Fiorentina: la conferenza stampa di Spalletti

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19 agosto 2017, 14:20
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Premi F5 per aggiornare il contenuto della diretta testuale della conferenza stampa di Luciano Spalletti in vista della sfida di campionato tra Inter e Fiorentina; l’inizio è previsto per 14.30, seguila LIVE su Inter-News.it

Cosa si aspetta e cosa vuole vedere domani?

«Stamani ho visto dei titoli tra cui una A ingrandita che si ricomincia, siamo nuovamente dentro una cosa che emoziona tutti per cui mi aspetto che i nostri calciatori racchiudano tutte queste qualità nella prestazione, è chiaro che poi si andrà a parlare in maniera specifica dell’Inter ma è il calcio in generale che dà questa emozione a tutti, anche agli avversari. Il fatto che si vadano a rincontrare degli avversari è segno che il calcio è una cosa molto bella e ricominciare deve dare delle sensazioni a tutte, sopratutto ai miei giocatori. A loro avevo chiesto di amare i nostri colori, questo spirito di appartenenza e orgoglio per la nostra storia. Non sappiamo dove ci porterà questa strada però la dobbiamo fare con grande emozione, orgoglio e appartenenza, dobbiamo portare il messaggio dei nostri tifosi».

Si aspettava di più dal mercato?

«Io penso di poter dire che sono i nostri calciatori la nostra forza, in questi giorni sono stato chiamato in causa come un elemento importante di questa squadra ma in questo caso qui bisogna direzionare la torcia verso i calciatori, sono loro la nostra garanzia e la nostra polizza, ho conosciuto buoni calciatori e grandi uomini in questi 40 giorni. A noi capiterà anche di essere in difficoltà perché il campionato lo impone a chiunque, capiterà anche di perdere ma sono sicuro che i nostri avversari dovranno sputare tutto il sangue sportivo che hanno dentro e probabilmente non basterà neanche a quello perché i nostri sono determinati a mandare un messaggio chiaro. Sento parlare di più di 50 mila spettatori domani, è un tesoro da non disperdere e da alimentare, quello di San Siro deve essere un incontro sentimentale dove ci si ama sempre e alla follia senza possibilità di tradimento questo è un messaggio chiaro che dobbiamo far vedere tutte le volte».

L’Inter come parte? Obiettivo Champions o qualcosa di più?

«Non rispondo tanto volentieri a questo tipo di domande, voi tirate a fare il fenomeno e il fallito: non funziona così. Noi si inizia a lavorare in una maniera seria e quelli che rimangono faranno vedere di avere i requisiti per vestire questa maglia. Il calcio è un cuore unico dove ci siamo tutti dentro, genera emozioni a tutti e di conseguenza bisogna fare le cose seriamente e con responsabilità, proporre il meglio e andare anche oltre. Io con i miei calciatori che debbono essere i protagonisti, a me lasciate stare perché tanto non mi interessa e poi so che solo attraverso di loro posso avere visibilità, sono loro i protagonisti che determineranno i titoli che ci riguardano dei giornali. Avendoli conosciuti ho visto che hanno delle qualità che sono lì che le vogliono esprimere, ci sono dei momenti dove rischi di perdere l’orientamento perché alcuni sono ragazzi giovani e allora qualcuno si perde anche facilmente e proprio questo fatto che debbono avere rivolta a loro la luce dei nostri tifosi deve aiutarli a perdersi di meno e io devo essere bravo a far credere loro che possono dare qualcosa di più oltre il loro massimo, attraverso la conoscenza e il lavoro quotidiano devo tirare fuori il loro massimo anche non essendo d’accordo con loro. Mi avevano parlato di una squadra fragile, non capace ma avendoli conosciuti non è così, sono nelle condizioni di far sputare agli avversari tutto quello che hanno».

Joao Mario l’ideale alle spalle di Icardi?

«Ne ho cinque per cui sono a postissimo, sono fortunatissimo. Sono Borja Valero, Brozo, Joao Mario, Eder, Jovetic e qualcuno ce lo possiamo anche inventare in quel ruolo lì. Questi sono lì per passaporto conseguito in questura e agli altri si può far prendere dopo questo titolo e il passaporto; dipende dalla squadra perché il trequartista se la squadra costruisce bene è in grado di rifinire bene, la squadra non si spezzetta perché è un blocco unico. Non andrò contro il singolo o lo esalterò eccessivamente. Il risultato lo fa la squadra, è sempre una cosa di assieme è sempre un discorso di lavorare e un concetto di squadra che va portato avanti, non si crea quello furbo e quello coglione, siamo tutti vogliosi di far vedere il valore dell’Inter».

Davanti all’Inter le prime tre dell’anno scorso ma anche il Milan?

«Il Milan ha fatto una buonissima campagna acquisti perché mi sembra che abbia portato un numero di calciatori importante e sicuramente Montella saprà riuscire ad assemblarli e poi ci metto anche la Lazio che è una di quelle forti, è arrivata davanti all’Inter e ha meritatamente vinto la Supercoppa contro la più forte sulla carta e poi c’è tutto il resto che ha un altro valore. Io sono tranquillo perché ho una squadra forte che mi ha fatto vedere che posso stare tranquillo, mi sembra di essere abbastanza pronto perché è da martedì che sono fortemente emozionato, se non sono emozionato è un casino ma se lo sono allora sono io; se non troppo tranquillo allora non sono pronto e mi sembra di poterlo dire anche dei miei calciatori perché ora comincio a conoscerli bene, siamo insieme da una quartina di giorni dalla mattina alla sera. Da domani comincerò a chiedere di non mettere solo la musica dentro le cuffie che hanno ma anche il battito dei tifosi che vengono a vedere la partita; tutti i tifosi contano, loro pagano il biglietto e noi vogliamo dare loro delle soddisfazioni e siccome sono tanti chiederò alla squadra anche questo. Gli ho visti all’inizio dell’allenamento, corrono quando iniziano e quando finiscono».

L’Inter dovrà giocare con più di una punta per fare meglio?

«Lei è convinto che i gol sono collegati al numero delle punte? Io le faccio vedere che non è così, è sempre un discorso di squadra. Gli avversari hanno il segnale se teniamo da subito la palla nella loro metà campo, l’essenziale è segnare un certo numero di gol, si gioca a carte scoperte e per essere squadra devi fare e non subire tot gol o fare una certa percentuale di possesso palla e altre cose. Si gioca a pallone, si va forte, si difende tutti e siamo tutti contenti quando si vince e si è fatto il nostro dovere fino in fondo».

Come sta Icardi?

«Mauro sta bene, nel senso che probabilmente gli manca qualche giorno di allenamento però sta bene per cui siamo tranquilli. Se non riuscirà a mantenere la sua condizione per 95 minuti questo lo valuteremo durante la partita e ce ne saranno altri che riusciranno a non farlo rimpiangere».

Perisic ha la testa libera?

«Ivan fin da subito perché è intervenuta la società, ci ho parlato anche io e lui ci è venuto a raccontare delle cose perché per stare qui dentro bisogna essere tutti vogliosi di ascoltare il ragionamento di tutti gli altri. E’ attraverso a questi giocatori che si fanno risultati importanti. Lui deve darci qualcosa di più delle sue qualità individuali e lui dopo questo confronto iniziale non più avuto avvisaglie di nessun genere, Ivan si ferma quasi sempre dopo l’allenamento, è uno dei più professionali, gli ho visto fare dei recuperi di posizione per il compagno che guardandolo all’inizio non avevo notato, sono cose che fanno solamente quelli che hanno un sentimento vero per la squadra perché sprechi benzina per aiutare un compagno in difficoltà e che poi magari ti mancheranno quando dovrai segnare un gol. Non soltanto è dentro ma è anche da seguire con attenzione».

L’Inter è una squadra completa?

«Voi nello scrivere dei nomi sui giornali forse riuscite a coinvolgere tutti in maniera bella ed emotiva, quando sentivo parlare di Vidal, Sanchez ci sono cascato anche io e sono andato all’entrata del cancello di Appiano per vedere se arrivavano! Non guardate la società, guardate me: a me non hanno promesso niente. Io son contento di quello che ho, grosso modo. Volevo allenare l’Inter, sono arrivati giocatori di cuore interista per quelle che sono le intenzioni e i comportamenti fatti vedere finora. Sono contento, sono assicurato. Poi in fondo è chiaro che se si riesce a prendere il top player si hanno dei vantaggi perché ti danno subito il risultato. Noi possiamo passare solo attraverso loro, il nostro amore diamolo ai giocatori che se lo meritano, loro e basta».

Che avversario è il Fair Play Finanziario?

«Secondo me è una cosa che va rivista perché viene usato in un modo o nell’altro, l’Inter lo usa correttamente. Suning è un’azienda corretta nel fare investimenti nel nostro calcio, ci sono delle cose nel calcio da migliorare e di questo ne va riparlato. Il fatto che il mercato sia ancora aperto quando si gioca andrebbe rivisto anche questo. Sono venuti a farci la scuola per il VAR e noi ringraziamo e senza questo contributo non avremmo capito fino in fondo le possibilità che ha questa regola e come si interpreta; secondo me è una cosa nuova importante che dà tranquillità. Sono convinto anche ci voglia il tempo effettivo perché non si possono giocare partite di 50 minuti
e anche aumentare il numero di sostituzioni da 3 a 5».

Candreva?

«La mia posizione è di tenerlo, la società la pensa come me e lui per ora non ha dato nessun sintomo differente per cui si va avanti con tranquillità, si cammina in maniera composta e regolare, poi non so quello che può succedere domani perché mi sembra di aver capito che il Chelsea lo voglia, voi siete bravi ad anticipare questo cose, noi siamo indietro».

Promesse mantenute dalla società?

«Ora dico che sono abbastanza contento perché ho conosciuto in maniera più profonda i giocatori però è chiaro che probabilmente vi siete lasciati trascinare un po’ nel fare certi i discorsi sugli acquisti, secondo me abbiamo fatto un mercato normale al quale io sono abituato per cui mi ci sento a mio agio anzi, probabilmente diventerà ancora più bello se riesci a creare un percorso importante da parte mia e di questi giocatori perché poi l’insidia c’è ma ti stimola ancora di più a trovare delle soluzione e a lavorare in maniera più profonda e seria per cui non ho paura. E’ abbastanza semplice: ho sempre paura dentro di me e quindi ormai riesco a conviverci normalmente rimanendo sempre lo stesso… non ho paura di aver paura, la paura è sempre una cattiva consigliera».

Lei è il vero top player dell’Inter, sente la pressione?

«Penso di non averla, è semplice: l’allenatore è importante ma questo diventa difficile se non c’è ascolto dalla squadra e questi ascoltano dal primo giorno. Sono loro che scriveranno la nostra e la mia storia, io non scendo in campo, vado a dire qualcosa prima dell’allenamento per cercare di creare una conoscenza di questo mondo e di quante persone soffrono per questa squadra a prescindere da vittorie e sconfitte. Sono convinto che questi calciatori lo sappiamo fare e lo faranno vedere da subito. Io ho quasi 60 anni, ero già contento dopo aver allenato l’Ancona».

Il fatto di iniziare con Fiorentina e Roma può essere importante?

«Aiuta il lavoro quotidiano vincere le amichevoli, il risultato purtroppo ha la sua valenza però tutte le volte si riparte da 0, devi riuscire a non ammorbidire neanche di un centimetro il lavoro fatto nella partita precedente. La Fiorentina ha entusiasmo e un allenatore moderno e di grandissima qualità umana e professionale».

Via Murillo, coperta troppo corta?

«Noi siamo ancora dentro il mercato, secondo me è sbagliato aspettarsi chissà che cosa perché ci sono delle motivazioni nostre e non sempre dobbiamo andare a portarle fuori, i nostri direttori riusciranno a completare il reparto, nei difensori centrali faremo sicuramente qualcosa. Murillo è andato via perché c’erano delle esigenze che purtroppo ci sono, fino a quando mi è possibile provo a collaborare col mio direttore. Obiettivo? Vincere tutte le partite».

Si aspetta Cancelo e Schick?

«Noi abbiamo l’allenamento tra mezz’ora, dobbiamo dare loro tutto il nostro entusiasmo per vincere, se io dico che non vedo l’ora di buttarne fuori un paio secondo me non faccio bene il mio lavoro, se vengono Cancelo e Schick saranno a disposizione, non è un momento adatto per esaltare situazione che non abbiamo a disposizione ora, concentriamoci su chi giocherà al posto loro domani. Acquisti promessi e non fatti? Non lo dovete chiedere a me, quando ho letto questi nomi di cui parlavate ero pronto ad accoglierli, mi ero perfino profumato!».