De Boer: “Inter, pochi in mezzo! J. Mario e Brozovic insieme…”

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20 agosto 2016, 13:07
Frank de Boer Inter-Celtic

Frank de Boer ha appena terminato la conferenza stampa alla vigilia di Chievo-Inter, debutto stagionale in programma domani sera. Ecco il contenuto della sua conferenza ripreso in diretta da Inter-News.it

Che sensazioni hai prima del debutto italiano e che feedback hai avuto dalla squadra?
Non ho nessuna sensazione e nessun feedback particolare dalla squadra: siamo entusiasti di affrontare la prima partita ufficiale, finora sono state fatte solo amichevoli. Sono molto fiducioso di questo inizio: ho grande voglia di cominciare.

Ti preoccupa più la condizione atletica della squadra o la tattica?
Non sono preoccupato di niente, anche se abbiamo avuto poco tempo per curare l’aspetto fisico e tecnico, su cui comunque abbiamo lavorato bene in questi dieci giorni. La squadra ha voglia di lavorare a livello atletico e a livello tattico seguendo i miei dettami: è importante che credano in quello che gli chiedo di fare. Domani contro il ChievoVerona vedremo i primi risultati.

Che cos’hai già visto del DNA nerazzurro?
Tutta l’Inter non vedo l’ora di giocare partite vere, spero che giochi al massimo, con il cuore. Abbiamo giocatori importanti, ma non possiamo affidargli ai singoli. Se giochiamo e combattiamo come una squadra possiamo ottenere grandi risultati. E’ quello che ho sempre chiesto alle mie squadre: dominare il più possibile le partite, rispettando gli avversari.

La tua Inter lotterà fin da subito solo per il secondo posto o pensa di poter vincere lo scudetto?
Sono qui per vincere tutte le partite, vedremo cosa succederà a fine stagione. Sono sicuro al 100% che daremo il massimo per vincere, poi vedremo se saremo capaci di lottare per il primo posto o per il secondo-terzo. Voglio fare il massimo per raggiungere il titolo: io sono realistico, non è facile. Ci vuole anche fortuna, avere pochi infortuni, ma io sono qui per vincere: non so se ci riuscirò già al primo anno o nelle stagioni successive, vedremo.

Cosa ti preoccupa maggiormente nel trasmettere la tua mentalità olandese alla squadra?
Per dominare le partite bisogna essere pronti dal punto di vista fisico e sapere quando farlo. Parte della mia filosofia prevede di mantenere la squadra compatta e far giocare gli avversari in una zona di campo che decidiamo noi, non stare sempre nella trequarti avversaria.

Qual è il tuo modello di riferimento tra le grandi squadre olandesi del passato?
La scuola olandese è stata fantastica nella storia del calcio. Si può parlare delle squadre di Cruijff, che ha rivoluzionato il calcio, ma io non voglio focalizzarmi solo sulla scuola olandese: faccio riferimento anche alla scuola inglese e tedesca e sono aperto a qualsiasi idea, anche a livello tecnologico. Voglio fare un calcio divertente e piacere al pubblico, ma anche essere concreto: quello che conta di più alla fine è il risultato.

In che condizioni hai trovato Ranocchia?
Ranocchia è veramente un buon giocatore. Può essere un giocatore veramente importante per l’Inter. Ho fiducia in lui, fino a due anni fa era uno dei maggiori prospetti tra i difensori centrali in Italia e credo che potrebbe diventare ancora un grande difensore: deve avere fiducia in se stesso per tornare ai livelli che gli competono. Io lo aiuterò.

La squadra è completa oppure manca ancora qualcosa a centrocampo o altrove?
Abbiamo bisogno di una squadra completa e forte per competere in tutte le competizioni, probabilmente il centrocampo non è completo numericamente e ci servono giocatori di diverso tipo rispetto agli attuali. Dovremo decidere con precisione quello che ci serve sul mercato. Joao Mario e Moussa Sissoko sono giocatori interessanti, sicuramente potrebbero completarci.

Hai già idea sull’undici titolare contro il Chievo: gioca Candreva o Eder?
Bisogna fare delle scelte, nella mia professione bisogna prendere scelte a volte facili e a volte difficili. Sarà una stagione lunga, giocheranno tutti. Per me è importante che i giocatori in campo siano professionali, poi ci sarà spazio per tutti. Non si gioca solo in undici, ma in venticinque: gioca tutta la rosa, ma non posso farla giocare tutta contemporaneamente, per questo devo fare delle scelte.

Hai già parlato di Inter con i grandi ex olandesi o con Mourinho?
Non ho parlato con Mourinho, però l’ho fatto con Winter, che è un mio grande amico. Ho parlato anche con Seedorf, che mi ha raccontato la sua esperienza in Italia e all’Inter. Io devo fare la mia esperienza, non devo perdere la mia identità: sono qui perché l’Inter ha voluto Frank de Boer e devo ottenere dei successi.

Dove deve crescere l’Inter?
Sono entusiasta di questi primi giorni passati qui, i giocatori hanno voglia di apprendere. Ho spiegato a loro quello che voglio e loro credono in me: c’è fiducia reciproca. Non vedo niente di negativo, al momento non voglio cambiare nulla nella mia squadra.

Candreva ha già i 90 minuti nelle gambe?
Non credo abbia ancora la condizione per farlo, sarebbe pericoloso. Bisogna sapere gestire tutti i giocatori: Candreva può giocare al massimo 45-60 minuti, sia se giocherà dall’inizio sia se entrerà dopo. Dopo la preparazione si spera che tutti siano già pronti per giocare 90 minuti, ma non è sempre così: anche Medel non ha ancora giocato 90 minuti, dobbiamo essere bravi a gestire tutto.

A che punto è la trattativa per Joao Mario? Brozovic farà parte della tua Inter?
Bisogna vedere cosa succede. Reputo Joao Mario e Brozovic grandi giocatori, sarebbe bello avere entrambi nella stessa squadra. Io ora devo concentrami solo sulla partita contro il Chievo, non è mio compito pensare al mercato: vedremo se arriveranno giocatori come Joao Mario.

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