Ausilio: “Al 31-08 sarà l’Inter di Spalletti. Nainggolan…”

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12 luglio 2017, 23:41
Piero Ausilio

Piero Ausilio è in collegamento dal ritiro dell’Inter a Riscone di Brunico per il programma “Calciomercato – L’Originale”. Queste le parole del DS nerazzurro alla trasmissione di Sky Sport.

GIOVANI DI TALENTO«Facundo Colidio all’Inter? Non possiamo confermarla perché non è stata ancora chiusa. Ci sono sicuramente ottime possibilità, c’è un’intesa di massima con il Boca Juniors ma sarà definita a gennaio perché il ragazzo è ancora minorenne e bisogna aspettare prima di firmare i contratti. Noi abbiamo sempre lavorato con i giovani, ce ne sono tantissimi cresciuti nell’Inter che giocano in Serie A e all’estero. Quest’anno c’è stata la possibilità di rinforzare questi investimenti, abbiamo individuato dei talenti e abbiamo cercato di anticipare il mercato, anche perché vediamo che i costi stanno diventando sempre più importanti anche se si parla di giovani. Dove c’è stata la possibilità abbiamo cercato di anticipare il mercato, sperando di aver visto bene ma sono convinto di questo. La mia carriera da calciatore? Ho fatto tutte le trafile della Pro Sesto, poi mi sono fatto male. Medianaccio no ma neanche regista, me la cavavo. Mi sono spaccato un ginocchio, ho avuto un calvario che è durato due anni e sono stato costretto ad appendere le scarpette al chiodo, a diciotto anni mi sono accorto che non c’era la possibilità di giocare ad alto livello. A sedici anni ero nel giro della prima squadra in Serie C, ma ho avuto troppi infortuni e ho preferito abbandonare e fare un percorso diverso. Ho iniziato non avendo l’età per fare allenatore in prima, facevo l’assistente. Il presidente Giuseppe Peduzzi mi costrinse a lasciar perdere e di iniziare il percorso da dirigente, che già a vent’anni mi vedeva protagonista come settore giovanile e poi come prima squadra. Con i giovani le soddisfazioni sono enormi, vedi il tuo lavoro giorno dopo giorno, vedi i ragazzi che partono da piccolini e fanno dei sacrifici, quando uno di questi arriva in prima squadra è il massimo che uno possa immaginare per il proprio lavoro. Ho avuto la fortuna di avere tante gente vicino a me brava, questo mi ha permesso di costruire un bel gruppo di lavoro alla Pro Sesto prima e all’Inter poi per vedere tanti di questi giocatori professionisti nei vari campi».

SCELTE DECISE«Perché Luciano Spalletti? Perché è bravo, basta questo per far capire quali siano state le motivazioni che hanno spinto l’Inter a scegliere Spalletti. Io onestamente l’ho conosciuto bene nell’ultimo mese, perché non avevo mai avuto piacere di stare a lui a parlare di calcio come ho fatto nell’ultimo periodo. È assolutamente già sul pezzo e già ambientato nella realtà dell’Inter, è preparato e motivato, ha uno staff di altissimo livello e sono convinto che sia la persona giusta. L’Inter è stata affidata veramente a una persona in gamba e preparata, che sa bene cosa deve fare. Spalletti è una persona seria e una persona sincera, lui sa bene di cosa stiamo parlando e sa bene quali sono le idee che abbiamo. Abbiamo i nomi in testa, non ci facciamo prendere dall’ansia e dall’idea di dover chiudere le cose rapidamente. Il mercato chiude il 31 agosto, abbiamo già una base di partenza perché abbiamo delle qualità. Non è un’Inter da ricostruire ma da rinforzare e da migliorare. Sappiamo dove, sono convinto che al 31 agosto quella che abbiamo in testa sarà l’Inter di Spalletti e l’Inter che abbiamo voluto costruire assieme a lui. Radja Nainggolan? So onestamente poco, seguo la cosa di Nainggolan come seguo quelle di altre giocatori, com’è giusto che sia bisogna guardare in casa propria. Ho già i miei di problemi e devo cercare insieme all’area tecnica di migliorare la nostra squadra e di stare attenti a tutto quello che il mercato offre. A oggi non mi sembra di avere mai capito che Nainggolan sia stato messo sul mercato da parte della Roma. È giusto rispettare questo tipo di decisioni, è sotto contratto con un’altra società, mi occupo delle cose dell’Inter».

NUOVA PROPRIETÀ«Suning? Sono persone molto riservate, sono persone serie che credono tantissimo nella progettualità, nel management, per loro il progetto è solo a lungo termine. I miei sono un gruppo riconosciuto e solido che vuole costruire un’Inter importante che duri a lungo nel tempo. Abbiamo culture e modo di ragionare diverso, ma penso che questa situazione dopo un periodo di ambientamento all’Inter stia portando solo benefici. Stiamo costruendo una grande società che non è attenta solo ai valori tecnici ma anche a far crescere il brand e le strutture, solo in questo modo si può essere più grandi e durare nel tempo. Io posso parlare della nostra esperienza, sono persone assolutamente attente che vogliono programmare tutto, è alla base del loro successo. Hanno costruito in Cina qualcosa di importante attraverso questo tipo di mentalità e non vedo perché debbano cambiare in Italia, Suning in Cina è impegnata in tantissime attività e ha avuto successo in tutte le aree, ora sono convinte di poterlo fare anche nel calcio e sono convinto che possa portare l’Inter ai fasti del 2010 e possa essere competitiva per tantissimo tempo. I sogni sono belli perché possono anche essere realizzati. Io sono un pratico e lavoro tutti i giorni con una realtà che mi fa fare altro tipo di ragionamenti, quando si costruisce una squadra non la si fa pensando a un grande nome ma con una logica, noi stiamo pensando di fare questo. La logica è la gestione del gruppo, in questo momento dove siamo fuori dalla Champions League non si può pensare di portare dentro un gruppo con un tetto salariale ben identificato un giocatore che guadagna il doppio. Questo non vuol dire che non si possano trovare occasioni importanti che vadano a migliorare l’Inter, magari anche con possibilità nel tempo di essere rivalutati. Penso a giovani o a top player che vengono da stagioni così così e possono ritrovare all’Inter la loro dimensione, non posso dire nulla di più».

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