Icardi sacrificato in nome del bilancio interista?

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24 dicembre 2014, 07:02

Mauro Icardi convince e non convince. Nella gara contro la Lazio, secondo Calciomercato.com, si è assistito ad un’altra prestazione sottotono del centroavanti argentino. Il futuro di Icardi resta in bilico tra un rinnovo contrattuale che non è ancora avvenuto ed una tentazione importante proveniente dall’estero che potrebbe in un solo colpo aggiustare il bilancio.

RINNOVO – Ausilio ha già incontrato l’entourage del giocatore per dei colloqui esplorativi allo scopo di rinnovare il contratto avente scadenza 2018.  Icardi chiede un aumento salariale che lo proietti ai massimi di stipendio previsti attualmente dall’Inter, circa tre milioni di euro all’anno. Il nodo è rappresentato dalla clausola dei diritti d’immagine su cui la società nerazzurra non è disposta a trattare: questi devono rimanere in capo alla società e NON al giocatore. Un caso simile è avvenuto con il contratto di Hernanes.

PROBLEMI CON KOVACIC – L’altra sera, durante il match, Icardi ha avuto un diverbio piuttosto acceso con Kovacic sul rendimento della squadra nel primo tempo. Il problema deriva dal fatto che se il croato è pienamente al centro del progetto manciniano, Icardi, con il rientro di Osvaldo e con un Palacio al 100%, non può essere più certo di partire sempre e comunque titolare.

SIRENE ESTERE – In questa situazione hanno fiutato la “preda” alcune società estere. Atletico Madrid e Chelsea in pole position ma senza sottovalutare Arsenal e Borussia Dortmund. Dalla sua cessione l’Inter aspira a ricavare almeno 25 milioni di euro, cifra che permetterebbe di segnare una notevole plusvalenza a bilancio. Con questo denaro si potrebbe sbloccare il mercato interista.

Cosa augurarsi dunque? Cedere o resistere? Vendere un talento o tenerlo sacrificando il mercato? Ausilio e lo staff dirigenziale devono risolvere questo rebus entro la fine di gennaio altrimenti se ne riparlerà a giugno. Icardi resta comunque un top player del mercato nerazzurro in uscita. Speriamo lo diventi finalmente anche in campo con una certa continuità.