Icardi: “Questa Inter può vincere! De Boer prima della Juve…”

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20 settembre 2016, 01:07
Mauro Icardi

Mauro Icardi – intervistato da Giacomo “Ciccio” Valenti per “Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco” in onda su Italia 1 – giura fedeltà all’Inter e parla di suoi illustri colleghi bomber come Higuain e Inzaghi

ALL’INTER PER VINCERE – Protagonista assoluto delle ultime ventiquattr’ore nerazzurre, Mauro Icardi è pronto a lottare per vincere fin da subito: «Io l’ho detto sempre: non ho mai voluto andare via da Milano, mi trovo molto bene qua. Voglio vincere qualcosa con la maglia dell’Inter e avremo l’opportunità di farlo con una grande squadra come abbiamo adesso. Frank de Boer non ci ha detto niente di speciale per Inter-Juventus, abbiamo lavorato nello stesso modo da quando lui è arrivato: in quattro giorni non si cambia la squadra, probabilmente contro l’Hapoel Be’er Sheva abbiamo sottovalutato gli avversari perché non li conoscevamo, invece giocare contro la Juventus… beh, è il Derby d’Italia, è una partita sempre speciale per tutti e si è visto in campo».

BOMBER DI (DIVERSA) RAZZA – «Mi sono sorpreso nel vedere Gonzalo Higuain in panchina, pensavamo giocasse. Ci siamo sorpresi tutti perché è un grande attaccante, ma anche Mario Mandzukic è un attaccante forte e l’ha sempre dimostrato. Poi sono scelte dell’allenatore. Io e Higuain siamo attaccanti diversi, il nostro lavoro è fare gol: lui li fa, io quando riesco li faccio… Filippo Inzaghi è stato un grandissimo attaccante, giocava sempre al limite del fuorigioco ed era dove capitava la palla. Ogni giocatore è diverso, non ce n’è uno uguale all’altro: ognuno fa il suo meglio. Mi piaceva tantissimo il modo di giocare di Inzaghi».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.