Icardi: “Mancini mi ha cambiato, de Boer ha provato. Inter ’17…”

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30 dicembre 2016, 21:21
Mauro Icardi Tottenham-Inter

Mauro Icardi – intervistato dai microfoni di “Inter Channel” – ripercorre l’annata nerazzurra prima di chiudere ufficialmente il 2016: dall’addio di Mancini all’arrivo di Pioli, dall’illusione Tim Cup alla delusione Europa League. Il capitano dell’Inter fissa nuovi obiettivi per il 2017: ecco quanto riportato dal sito ufficiale dell’Inter

INTER, 2016 DIFFICILE – Nonostante i gol di Mauro Icardi, il 2016 dell’Inter non è da incorniciare: «E’ stato un inizio d’anno un po’ particolare dopo l’ultima partita di dicembre contro la Lazio. Eravamo ancora primi in Serie A, ma da lì è iniziato un periodo negativo in cui è successo un po’ di tutto. Era difficile dare una spiegazione, non siamo riusciti ad arrivare alla Champions League, che era l’obiettivo di tutti. Un gol ogni due partite è una cosa bella. Poi contro il Napoli abbiamo fatto tutti una grandissima partita, alternando però prestazioni negative. Ripensando anche a quel periodo, quello che ci è mancato e che ci servirà nel 2017 è la continuità. Contro la Juventus in Coppa Italia abbiamo giocato una partita strepitosa, partivamo dallo 0-3 e forse nessuno credeva che potessimo rimontare. Invece nei 120 minuti abbiamo anche meritato il quarto gol, poi ti trovi a calciare i rigori e lì può succedere di tutto. Però eravamo rinfrancati dalla grande prestazione. In Europa League purtroppo siamo partiti male e abbiamo chiuso con una sconfitta non da Inter. Ora abbiamo sei mesi per lavorare sul campionato e fare bene lì, per tornare di nuovo in Europa».

QUATTRO ALLENATORI IN UN ANNO – «Roberto Mancini è stato sicuramente l’allenatore che mi ha fatto cambiare un po’ il modo di giocare. Con lui parlavamo tanto, mi chiedeva di fare meglio tante cose, l’ho ascoltato e oggi posso dire di essere migliorato molto. Poi è arrivato Frank de Boer, lui ha provato a cambiare qualcosa nella squadra, però c’era la difficoltà di un allenatore straniero al primo impatto con il calcio italiano. Non parlava italiano? Ma parlava faccia a faccia con tutti, anche in italiano, purtroppo però comandano i risultati. Stefano Vecchi si è messo a disposizione di tutti noi. Ho parlato con lui per primo in qualità di capitano, ma lo conosciamo bene perché è sempre ad Appiano Gentile con la Primavera. In Europa League abbiamo giocato bene, ma siamo stati sfortunati. Poi è arrivata la partita con il Crotone, lui ci ha chiesto solo di fare bene e sono contento di aver contribuito a fargli vincere la prima partita di Campionato in Serie A. Mister Stefano Pioli si è messo subito al lavoro per far svoltare questa squadra. Possiamo dire che ci sta riuscendo, piano piano, a fare il bene per la squadra. Siamo più compatti, lavoriamo sul piano mentale e fisico, su tutto quello che ci serve per essere pronti nel 2017. Speriamo che gennaio vada meglio di quello del 2016, siamo concentrati sul da farsi, poi vittoria chiama vittoria…».

L’ALTRO ICARDI, QUELLO PIU’ INTIMO – «In estate c’è stato un periodo di trambusto intorno a me, ma io ero tranquillo: mi allenavo bene e non pensavo ad altro. Ero molto tranquillo, anche se i giornali parlavano di me e di mercato. L’ho detto dal primo giorno, voglio vincere con questa maglia. Ho ancora cinque anni di contratto e ci proverò. Nel libro ho voluto raccontare me stesso fuori dal calcio, la mia vita privata. La gente mi vede in TV o sul campo da calcio, sui social come è normale al giorno d’oggi. La mia secondogenita Isabella è nata il 27 ottobre, il giorno in cui ci siamo conosciuti con Wanda. E’ stato bello poter aiutare un bambino come Jeremias e una famiglia in difficoltà, che non poteva permettersi le cure da affrontare addirittura in Cina. Ci sono buone novità, ma sicuramente faremo altre iniziative in futuro».