Icardi: “Inter piena di leader! Valgo 100 mln? Finto. Il modulo…”

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14 settembre 2016, 14:32
Icardi

Mauro Icardi – al fianco di de Boer – ha appena terminato la conferenza stampa alla vigilia di Inter-Hapoel Be’er Sheva, 1a giornata del girone di Europa League in programma domani sera. Ecco il contenuto della sua conferenza ripreso in diretta da Inter-News.it

Quanto conta avere leader in campo nell’Inter?
Lo dico sempre: nella squadra ci sono tanti leader. A volte si dice che io lo debba essere più di altri perché sono il capitano, ma in realtà siamo in tanti. Portiamo il gruppo dove vogliamo tutti. Io da attaccante faccio il mio lavoro, ovvero fare gol, ma non mi porto la squadra sulle spalle da solo: lo facciamo in undici, dal portiere a chi entra dalla panchina. Ognuno ha le proprie responsabilità in campo.

Ti senti trascurato dalla Nazionale Argentina?
Ho sempre detto che è il CT a dover scegliere: ha giocato Pratto, che io conosco e non è molto conosciuto, ma ha sempre fatto bene. Sceglie l’allenatore, non io o il gruppo. Quando il CT deciderà di chiamarmi, io sarà pronto. L’anno scorso ho fatto bene, ma potevo fare meglio: quest’anno spero di fare meglio e aspetterò.

Higuain è stato ceduto per 90 milioni, la tua sarà molto più alta: che effetto ti fa?
Higuain vale i 90 milioni spesi dalla Juventus per li: ha segnato 36 gol in campionato, vuol dire che li vale. Il mio prezzo lo decide l’Inter, sono cose un po’ finte: Messi ha una clausola di 250 milioni, nessuna squadra può pagare questo tipo di prezzo. Se la mia clausola rescissoria sarà di 100 milioni lo decide l’Inter: io sono felice di essere qui e difenderò quest maglia finché sarò qui.

Ti guardi allo specchio e ti senti tra i giocatori più importanti al mondo?
Non ho detto che non voglio caricarmi la squadra sulle spalle: è una cosa che succede nel calcio. Io ho fatto gli unici tre gol della squadra in campionato, ma così viene premiato tutto il lavoro dei miei compagni, non solo il mio. Siamo tutti qui per dare un contributo. Purtroppo nel calcio si parla solo di gol e io sono quello che deve farli, ma tutti dobbiamo fare un po’ di più perché una squadra si costruisce con la forza di tutti e non con quella di uno solo che fa la differenza in una partita.

Con che modulo ti sei trovato meglio finora?
Io mi trovo bene con il 4-2-3-1 di Pescara, perché ho giocatori di qualità alle spalle che mi mandano in porta e io voglio fare gol grazie ai loro assist. Contro il ChievoVerona abbiamo giocato con il 3-5-2 che non usavamo dai tempi di Mazzarri e non eravamo abituati, però de Boer ha voluto provare e si è visto che non eravamo brillanti. Con il 4-2-3-1 mi trovo bene perché lo facevamo abitualmente con Mancini e ci siamo trovati bene, ma io non sono l’allenatore e non devo decidere io. Mi sento comunque meglio a giocare nel 4-2-3-1.

Come fai a non pensare alla Juventus?
E’ giusto pensare alla partita contro la Juventus, perché è importante, ma siamo professionisti e dobbiamo pensare alla partita di domani che è altrettanto importante. Siamo in Europa, anche se puntavamo alla Champions League: dobbiamo far bene in Europa League per abituarci alla Champions. Si pensa a una partita una dopo l’altra.

Ti hanno paragonato a Ronaldo per i gol segnati: cosa faresti per alzare l’Europa League da capitano?
Con Ronaldo non ci sono paragoni: è stato il miglior attaccante della storia del calcio. Sicuramente mi farebbe piacere alzare una coppa con l’Inter: voglio vincere con questa squadra, da capitano sarebbe ancora più bello.

Hai iniziato a segnare di testa: cosa sta cambiando?
Ho già segnato due gol di testa perché, nel primo, Candreva mi ha fatto un grande assist: è una sua dote. Il secondo assist me lo ha fatto Banega, si è visto che ha il piede… Non so perché negli ultimi anni non ho segnato molto di testa, mentre da piccolo segnavo tantissimo di testa: forse è stata una casualità, non mi arrivavano molti palloni giocabili di testa. Io devo lavorare per segnare in tutti i modi, l’anno scorso ho segnato anche di petto (ride, ndr). Devo essere pronto a tutto.

Alcuni giocatori dell’Hapoel hanno ben impressionato in Israele-Italia: può essere un’ulteriore difficoltà?
Ho visto un pezzo della partita, sinceramente non conoscevo i loro giocatori. Ho visto che giocano bene il pallone, non hanno paura. Se noi facciamo le cose bene, sicuramente possiamo metterli in difficoltà. De Boer ci chiede di pressare alto e recuperare palla, in questo modo qualsiasi squadra può andare in difficoltà: proveremo a fare questo e a farlo bene.

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