Icardi: “Gagliardini a vedere la Juve? Dovevo andarci anche io”

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13 aprile 2017, 13:40

Mauro Icardi ha partecipato insieme a Stefano Pioli alla conferenza stampa di presentazione del derby di Milano. Il capitano dell’Inter si è ovviamente soffermato sul brutto periodo vissuto ultimamente dai nerazzurri.

Vi siete dati una spiegazione per il calo?

«Penso che il mister ha già detto tutto: abbiamo guardato tutto e fatto l’analisi di quello che è successo nelle ultime due partite. Stiamo lavorando per il nostro presente e il nostro futuro, il Crotone è andato e dobbiamo guardare in avanti. Come ho dopo la Samp il lavoro di 5-6 mesi non si può cancellare per una o due partite sbagliate, non mi piace fare promesse ma quello che abbiamo fatto si è visto sul campo in questi mesi ed è questo quello che conta».

Cosa non ti è piaciuto delle parole di Ausilio?

«Penso che il direttore sportivo deve cercare anche di motivare la squadra in questi momenti, hanno questo ruolo e in quel momento ha risposto così. Noi dobbiamo fare bene per noi e per tutta la gente che lavora per noi. Quando le cose non vanno bene lui può dire la sua per sistemare queste situazioni. L’abbiamo chiuso lì, dobbiamo guardare al futuro, mancano sette partite importanti».

Cosa vi siete detti voi giocatori?

«Sicuramente non era un buon atteggiamento però nessuno di noi si aspettava questa reazione, nessun si aspettava di essere così molli nel primo tempo. Non mi sono arrabbiato solo io ma tutti, in questi mesi il lavoro si è visto e non era una partita da Inter questa».

Ti pesa non aver ancora segnato al Milan?

«No. L’avevo già detto all’andata: non è un pensiero che mi preoccupa ma per me che sono il capitano dell’Inter farà il gol nel derby mi darebbe soddisfazioni».

Ti dà più fastidio la foto di Maxi Lopez o Bauza che dopo l’esonero dice che ti avrebbe convocato?

«Io faccio il mio lavoro qua e la convocazione in nazionale lo vedo come un premio, la foto e tutte queste cose che sono uscite non c’entrano con me e al di là di tutto quello sono molto tranquillo. Bauza mi voleva chiamare, non l’ha fatto ma mi ha fatto vedere messaggi con Zanetti in cui lo diceva. Vediamo chi sarà il prossimo ma io continuerò a lavorare qui per questa maglia».

Vuoi risolvere questa storia con Maxi Lopez?

«Ci sono tanti momenti in cui si può parlare ma adesso non penso che sia il caso, la mia vita privata non c’entra con questa partita. Per me la storia è chiusa, non mi riguarda e non ne parlerò più».

Perché in trasferta non segni su azione da settembre?

«Penso che sia anche una casualità. Non l’ho mai guardato questa cosa e non ricordo i numeri degli anni passati ma a San Siro mi trovo meglio con la nostra gente, non importa se segno io ma vincere. Promesse alla Suso? Non posso promettere niente, sarà bello segnare se posso segnare e sarà molto importante sicuramente».

Stai segnando meno del solito. Ci sono motivi?

«Sono a quattro gol dal capocannoniere. Il mio dovere è fare gol, fino ad oggi ne ho fatto venti e non abbiamo cambiato tanto il modo di giocare. Penso che è stata una stagione molto positiva, all’inizio ho fatto tanti gol e ora mi sta un po’ mancando ma non si può segnare sempre, ci sta un calo. Ho sempre segnato regolarmente all’Inter e per questo sono molto contento».

Gagliardini allo Juventus Stadium, cosa pensi?

«Siete sempre voi giornalisti a fare un po’ casino, Roberto è andato a vedere una partita di Champions League. Vedere giocare il Barcellona non capita tutti i giorni. Anche il mio bambino mi aveva chiesto di andare a vedere la partita però gli ho detto: “Oggi non ho voglia” e non sono andato; e menomale che non sono andato (ride ndr)! Però è una cosa che ci sta, capisco anche i tifosi però si può capire anche Roberto che è andato a vedere una partita molto importante».

Spesso sei un po’ isolato. Ti troveresti bene con un’altra punta?

«Sono cose che deve valutare il mister ma il modulo attuale è adatto alla caratteristiche dei giocatori che abbiamo oggi, abbiamo degli esterni come Candreva e Perisic a cui piace fare i cross e quando possono entrare Eder e Palacio giocano più vicino a me. E’ il mister a decidere, io mi adatto al modulo».