Icardi: “Avrei potuto giocare per l’Italia ma mi sento argentino”

Articolo di
11 ottobre 2016, 13:39
Mauro Icardi Empoli-Inter

Il sito di Gianluca Di Marzio ha riportato alcune dichiarazioni del capitano dell’Inter Mauro Icardi riguardo il suo passato nelle giovanili del Barcellona, la scelta di rifiutare la chiamata della nazionale italiana e i motivi che lo hanno portato a pubblicare un libro.

IL LIBRO – «Mi fa piacere che la gente che lo compra possa conoscere Mauro Icardi a di là del terreno di gioco, perché c’è chi mi vede solo in tv o viene allo stadio e non conosce la mia parte più umana. I social? Io sono sempre stato una persona umile, sono cresciuto in argentina in un quartiere che non è bello per tutti e sono andato avanti, come dice il libro, grazie alla mia famiglia e ai miei genitori che hanno cercato sempre il meglio per me e per i miei fratelli e oggi sono contento di poter avere macchine belle e guadagnarmi i soldi facendo quello che mi piace».

NAZIONALE – «Già quand’ero alla Sampdoria mi era arrivata la proposta di giocare per l’Italia, per l’Under 21. Ho avuto qualche incontro, ma io mi sento argentino. Oggi in Nazionale non mi chiamano ma abbiamo gli attaccanti più forti, che sono argentini. Io sono contento che tutti mi considerano un attaccante da nazionale ma ho ancora 23 anni e il tempo per crescere».

IL BARCELLONA – «Prigione di soldatini? Non si può dire una prigione, il Barcellona mi ha insegnato tante cose nel calcio e ad essere uomo, perché lì conta anche la scuola e non solo i gol. Poi un po’ prigione perché devono controllare tanti ragazzini e non tutti accettano. Io non volevo accettare».

Facebooktwittergoogle_plusmail
The following two tabs change content below.
Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.