Icardi: “All’Inter per sempre. Non vedo motivi per andarmene”

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8 aprile 2017, 13:22
Mauro Icardi Inter-Sampdoria

Intervista esclusiva concessa da Mauro Icardi al Guerin Sportivo durante la quale il capitano dell’Inter ha dichiarato di non avere motivi per cambiare squadra e di voler rimanere in nerazzurro fino al ritiro.

IL GRUPPO SUNING – «Credo proprio di sì. La cosa che secondo me fa la differenza nel loro impegno con l’Inter, oltre all’incredibile potenzialità economica, è la grande voglia di vincere che hanno. Ci comunicano il loro desiderio di riportare la società al top con le parole, quando ci parlano, ma anche con i fatti. Per questo sono certo che grazie a Suning l’Inter tornerà tra le grandissime d’Europa. Il loro percorso come azienda deve essere un esempio: sono partiti con un negozio e ora sono una delle più grandi potenze economiche nel loro settore. Hanno ottenuto questo con lavoro, sacrificio e le loro grandi capacità».

INTER NEL CUORE – «Ho sempre detto che sono legato a questa squadra e a questi colori. Qui sono felice e per me è un onore essere capitano dell’Inter, il club che ho nel cuore. Ho sempre voluto l’Inter e non l’ho mai nascosto. Credo che il rinnovo sia stato il premio al mio lavoro e al mio impegno di tutti i giorni. L’ho già detto tante volte e non ho problemi a ripeterlo: sono tifoso dell’Inter e voglio stare qui per sempre. Mi vedo bene con questa maglia, indosso la fascia da capitano di una squadra che per me è bellissima, abito in una città fantastica dove la mia famiglia e io stiamo a meraviglia. Sinceramente non vedo motivi per cambiare. Né ora né in futuro».

L’ARRIVO DI PIOLI – «Ha cambiato la mentalità di ognuno di noi. Quando è arrivato alla Pinetina eravamo noni in classifica e stavamo attraversando un periodo davvero delicato. Ci ha ridato la voglia grazie alla sua abilità nel saper gestire tutti i diversi momenti che ci sono in una stagione. Durante la settimana lavoriamo al massimo e la domenica i risultati lo confermano. Nelle ultime partite abbiamo iniziato anche a giocare molto bene e credo che Pioli stia facendo ottime cose. In una squadra c’è sempre chi è più scontento perché scende in campo di meno, ma lui è abile a coinvolgere tutti».

MENO EGOISTA – «Il merito è di Mancini: quando è arrivato all’Inter ha iniziato a parlarmi molto, a spiegarmi quello che si aspettava da me. Con lui ho iniziato a uscire più spesso dall’area di rigore, a giocare con la squadra arretrando per ricevere il pallone. Adesso direi che aspetto meno il pallone in profondità e penso di essere migliorato, di essere diventato più completo anche se a 24 anni posso crescere ancora in tutto. E intendo farlo».

IL DERBY – «Quando sono arrivato all’Inter ho imparato in fretta quando sia importante questa partita per i nostri tifosi. Lo è anche per me e ci terrei particolarmente a segnare, perché il Milan è l’unica formazione di Serie A alla quale non ho ancora fatto gol, e a vincere. I tre punti sono troppo importanti».







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