Hernanes: “Sto tornando, la Juve si può battere”

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2 gennaio 2015, 10:54
Hernanes

Anderson Hernanes ha concesso una lunga intervista al Corriere dello Sport, parlando di Inter, del suo momento, del futuro, di Lazio e della lotta per il terzo posto.

Hernanes, come si sente dopo l’infortunio all’adduttore destro?
“Abbastanza bene. Devo ancora trovare la condizione che avevo, ma quella arriverà allenandomi e giocando”.

Il suo finale di 2014 è stato molto tormentato con tre problemini muscolari simili. Ha avuto troppa fretta di tornare in campo?
“Con il senno di poi è facile dire di sì, ma in carriera non ho mai avuto infortuni muscolari importanti, a parte uno nel 2012 a un flessore. Se avessi avuto più esperienza, magari avrei potuto evitare i guai delle ultime settimane. Pensavo che quello contro la Samp non fosse un fastidio serio e non mi sono neppure sottoposto a un controllo strumentale. Invece il problema c’era ed a Parma è tornato fuori”. 

Contro il Psg è stato di nuovo titolare e ha giocato esterno sinistro “alto” nel 4-2-3-1. Le piace questo ruolo?
“L’ho fatto anche nella Lazio, nel 4-3-3, e se sto bene posso ricoprirlo. Quando sono in forma in attacco credo di poter giocare ovunque. Contro il Psg avere alle spalle uno forte fisicamente come Juan Jesus mi ha dato sicurezza”. 

Se Mancini la piazzasse nella stessa posizione a Torino?
“Io sono pronto e ho voglia di far bene”. 

Finora ha sfidato la Juventus 11 volte: il suo bilancio complessivo è di sette sconfitte, tre pareggi e un successo, ma in campionato non ha mai vinto. E’ arrivato il momento di infrangere un tabù?
“Il giorno della prima vittoria in Serie A con la Juve arriverà perché nella vita esiste la legge dei grandi numeri. Se sarà martedì non lo so, ma di sicuro proveremo a giocarcela. Il risultato è una conseguenza di quello che daremo in campo. Faremo di tutto per raggiungere il risultato che sogniamo”. 

Cosa ricorda della affermazione con i bianconeri in Coppa Italia con la maglia della Lazio nel gennaio 2013?
“A essere sincero poco perché sull’1-0 per noi presi una testata da un avversario e svenni. Mi svegliai in ospedale e lì seppi che avevamo conquistato la finale”. 

Questa Juventus è battibile?
“Certo e il Genoa lo ha dimostrato. Quella di Allegri comunque è una formazione matura e forte che ha acquisito autostima, serenità e fiducia passando anche il turno in Champions”. 

Qual è la sua ricetta per mettere in difficoltà Buffon e compagni?
“Serve una partita tosta e attenta. Se non sei ordinato e corto, non puoi impedire ai bianconeri di ragionare. Voglio vedere un’Inter dura e aggressiva, ma che sappia anche ragionare, che non abbia troppa fretta”. 

Se potesse togliere un giocatore alla Juventus, chi sceglierebbe?
“A me piacciono le sfide difficili e non amo conquistare qualcosa e sentirmi dire che ci sono riuscito perché tra gli avversari mancava questo o quello. Tevez, Pirlo, Pogba e gli altri campioni hanno tutti una loro importanza nella Juve e sono felice se martedì ci saranno”. 

Come finirà Juventus-Inter?
“Niente pronostici. Dico solo che finirà bene per noi”. 

Le piace la nuova mentalità che vi sta trasmettendo Mancini?
“Molto. Lui ci chiede di giocare sempre la palla e di pressare alto, indipendentemente dal nome dall’avversario”. 

Con Mancini in panchina puntare al terzo posto è più facile anche se questo obiettivo è distante sei punti e avete tante squadre davanti?
“Quando ero al San Paolo una volta nel girone di ritorno abbiamo recuperato undici punti e abbiamo vinto il titolo. Ecco perché dico che tutto è possibile per chi ci crede. A questa Inter manca poco per fare il salto di qualità e me lo confermano le statistiche di possesso palla e occasioni da gol create. Dobbiamo solo subire qualche rete in meno”. 

E magari avere una maggiore continuità di rendimento…
“A volte facciamo un bel primo tempo, poi caliamo nella ripresa o viceversa, ma ci stiamo lavorando e a partire dalla prossima gara faremo molto meglio”.

Favorite per il terzo posto?
“Dico Napoli, Milan e Lazio. Il Napoli è davvero una bella squadra, la Lazio sta facendo molto bene e il Milan si è sistemato nelle ultime settimane. Attenzione però anche alla Samp e al Genoa. Abbiamo grande rispetto per tutti, ma noi guardiamo la nostra strada: se correggiamo i punti deboli che abbiamo senza guardare troppo la classifica, possiamo arrivare in alto”. 

Sorpreso dal campionato della Lazio?
“No, perché sapevo che aveva una squadra forte e pensavo fin dall’inizio che potesse competere ad alti livelli”. 

La stupisce invece lo sfogo di Klose e il fatto che sia poco utilizzato?
“Mi aspettavo che giocasse di più perché lui mi piace molto, ma è anche vero che Djordjevic ha fatto bene. Quando gioca, Klose dà sempre il suo contributo”. 

E’ ancora in contatto con alcuni dei suoi ex compagni della Lazio?
“Parlo con Ederson, Ledesma, Candreva e Felipe Anderson che nell’ultima gara contro l’Inter con i suoi due gol mi ha fatto un bello scherzetto. Quando è arrivato in Italia non lo conoscevo, ma ho capito subito che aveva potenzialità incredibili”. 

Qual è il bilancio del suo 2014 nerazzurro?
“Facendo una retrospettiva ammetto che mi aspettavo molto di più. Ho avuto due infortuni gravi: quello all’adduttore destro con la Lazio e quello all’adduttore sinistro con l’Inter. Quest’anno non mi lascerà un bel ricordo e non mi è piaciuto anche se ammetto di aver imparato molto qui all’Inter. Credo che siano state gettate le basi per raggiungere obiettivi importanti”. 

E’ giusto dire che a Milano il vero Hernanes non lo hanno ancora visto?
“In alcune partite ho fatto bene e mi sono espresso come posso, in altre no. Penso di poter dare molto di più”. 

Quanto le manca la Champions League?
“Tanto perché non l’ho ancora giocata. Grazie a Dio i miei obiettivi in carriera li ho raggiunti quasi tutti e ritengo che nei prossimi anni giocherò anche la Champions. Con l’Inter”. 

E’ vero che per rendere al massimo si avvale dell’aiuto di un motivatore?
“Non è un motivatore, ma un mental coach che si chiama Sandro Corapi. Noi giocatori alleniamo il fisico, ma la parte più importante del nostro corpo è il cervello e quella non sappiamo come sfruttarla al meglio. Ho sempre avuto sete di imparare, di conoscere e di studiare l’essere umano. Sandro mi sta aiutando”. 

Chiudiamo con un sogno nel cassetto per il 2015: scelga cosa vincere tra la Coppa Italia e l’Europa League?
“L’Europa League perché almeno potrò giocare la Champions”.

 

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