De Boer: “Siamo all’inizio di un progetto. Ci vuole tempo”

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19 ottobre 2016, 14:08
de Boer

Il tecnico dell’Inter Frank de Boer ha risposto alle domande dei giornalisti nel corso della conferenza di presentazione del match di domani contro il Southampton, valido per la terza giornata della fase a gironi dell’Europa League.

Come si esce da questo momento?

«Quando non vinci le partite è sempre difficile perché tutti vogliono vincere. I risultati contro Roma e Cagliari non sono stati a nostro favore, dobbiamo migliorare molto perché l’ultima sconfitta per me non era necessaria. Per me abbiamo dimostrato che siamo una buona squadra però dobbiamo migliorare. Sappiamo che dobbiamo cambiare perché nel calcio non hai molto tempo perciò dobbiamo farlo rapidamente».

Cosa la fa arrabbiare di più?

«Sappiamo che dobbiamo migliorare e questo i giocatori lo sanno, quando cambiano alcune cose durante la partita dobbiamo reagire. Dobbiamo imparare a farlo e migliorare».

Manca cattiveria?

«Sappiamo che i risultati non sono buoni però stiamo cominciando un progetto. Dobbiamo migliorare e ancora devo conoscere bene la squadra e i giocatori. E’ normale che ci voglia tempo. Per me abbiamo giocato alcune partite molto bene non ottenendo risultati però io ho molta fiducia in questa squadra e per me stiamo migliorando costantemente ma lo so che i risultati non sono buoni, però per me è solo questione di tempo. Ci vuole tempo quando inizi un progetto. La società lo sa e ho molto fiducia nella squadra però dobbiamo migliorare, in alcune cose molto».

Quanto tempo serve?

«E’ molto difficile da dire quanto, dipende dalla squadra. Non lo so, però ci vuole sempre del tempo. Dobbiamo andare passo dopo passo, è normale che non vada tutto bene da subito. Lo staff tecnico deve conoscere la squadra e viceversa».

Il caso Icardi?

«Questa situazione non è buona per tutti e dobbiamo capire che dobbiamo evitare in futuro queste situazioni perché condiziona molto la concentrazione dei giocatori e dello staff tecnico e quindi può influire sul risultato. Tutti devono imparare a evitare questo nel futuro, non solo Mauro Icardi e la società ma tutti e questo è molto importante. Icardi deve imparare da questa situazione e capire quali responsabilità ha. Io credo che abbia capito e deve essere un buon esempio per squadra e tifosi. Deve essere il primo a dare il buon esempio essendo il capitano dell’Inter».

Critiche in Italia esagerate?

«Ho detto molte volte che un allenatore di una grande squadra ha sempre pressioni quando i risultati non vanno bene però io sto facendo il possibile per l’Inter con molto duro lavoro ed è l’unica cosa che posso fare in questo momento. Ho molta fiducia in me stesso, lo staff, la squadra e la società. Ci vuole tempo».

Brozovic?

«Si sta allenando molto bene, ha giocato quasi due partite con la nazionale e per me è pronto per giocare però dobbiamo vedere domani».

Quanto è difficile allenare l’Inter?

«Per me non è un problema. Sappiamo che una squadra con 28 giocatori ci sono sempre queste situazioni perché giocano solamente 11. E’ sempre molto difficile. All’Ajax abbiamo avuto gli stessi problemi però qui è più grande perché ci sono giocatori con grande qualità che si aspettano sempre di giocare e io devo imparare da queste situazioni però sono sempre onesto con i giocatori».

Perché Leo Echteld è arrivato all’Inter?

«Per me è molto importante lo stato fisico dei miei giocatori e specialmente come funziona lo staff medico. Quando i giocatori stanno molto bene influisce il mio gioco e lui ha molta esperienza e mi sta aiutando perché ho molto fiducia in lui. Sta facendo bene ma per me dobbiamo migliorare e lui è uno specialista e ha un buon rapporto con il resto dello staff. Non è un nemico, vuole aiutare l’Inter a migliorare. Viene qui molte volte ed è sempre in contatto con me».

Cambiare giocatori a gennaio?

«Io non voglio parlare di altri giocatori. Per me è importante la squadra di oggi e per me i miei giocatori possono migliorare in queste cose. Dobbiamo avere più giocatori in area di rigore quando arriva un cross e Joao Mario lo ha fatto domenica quando ha segnato. Non voglio parlare di giocatori che non sono qui. E’ importante che i nostri sappiano che in alcune cose stiamo facendo bene ma in altre dobbiamo migliorare».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.