De Boer: “Lo svantaggio ci può stare, perdere la testa no”

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15 settembre 2016, 23:32
de Boer

Frank de Boer ha parlato a Sky Sport al termine della pesante sconfitta per 2-0 subita dall’Inter a San Siro contro gli israeliani dell’Hapoel Be’er Sheva nella prima giornata della fase a gironi dell’Europa League.

SCONFITTA PESANTE – «Se si analizza questa partita per prima cosa sono dispiaciuto per i tifosi che sono venuti alla stadio, perché non abbiamo vinto. Analizzando la partita abbiamo iniziato bene, abbiamo perso diverse volte la palla per nostri errori ma dopo trenta minuti siamo riusciti a controllare la partita creando diverse occasioni come ad esempio il palo di Eder. Prima del loro gol avevamo il controllo poi loro hanno conquistato questa punizione quando Murillo era fuori dal campo e tre dei loro sono stati bravi a bloccare i nostri segnando il primo gol e poi, come è successo a Pescara, abbiamo perso un po’ la testa e concesso loro diverse occasioni. Abbiamo iniziato bene ed ero convinto che potessimo segnare, non capisco come si possa perdere così la testa dopo aver subito un gol, bisogna sapere che c’è un’organizzazione e non capisco perché cambiare. Può sempre capitare di andare in svantaggio ma non deve capitare di perdere il controllo. Sempre in svantaggio? Sono arrabbiato, sono convinto che potevamo segnare prima noi, abbiamo avuto le occasioni per farlo ma le cose sono andate così. Sono convinto che possiamo migliorare. La Juve? Come ho detto soltanto nei primi venti minuti non abbiamo giocato bene, abbiamo perso la palla troppo facilmente ma poi abbiamo controllato la partita fino allo svantaggio ma io sono sicuro che se noi crediamo in noi stessi e restiamo concentrati sono sicuro che potremo creare occasioni anche contro la Juventus. Il turn-over? Viviamo un periodo un po’ complicato perché giochiamo ogni 3-4 giorni, bisogna capire che bisogna gestire i giocatori perché ci sono così tante partite e poi giocheremo dopo pochi giorni anche dopo la Juventus e alcuni giocatori devono riposare. Credevo fosse una buona occasione per chi non ha giocato molto e dimostrare cosa sanno fare, credo che abbiamo una squadra di qualità ed ero sicuro che oggi potessimo conquistare un buon risultato ma devo anche analizzare nel lungo periodo quindi non possiamo prenderci troppi rischi con giocatori come Miranda che era tornato dopo un lungo viaggio e quindi era un po’ stanco. Sono tutte cose che bisogna considerare e per questo ho fatto delle scelte. Nel lungo periodo ho bisogno di alcuni giocatori più in forma, nel futuro ci sarà una squadra più fissa ma dovremo sempre considerare il fatto che si giocherà con questa regolarità fino a dicembre. Deluso da Brozovic? Sono convinto che voleva dare il massimo e possa dare molto di più. Non c’è problema, deve dimostrare quando gioca che vuole dare tutto e non posso dire che non abbia dato tutto ma è stato un po’ sfortunato diverse volte, sopratutto nel controllo del pallone ma ha dimostrato di avere tante qualità e deve lavorare duro per tornare in forma. Calcio difficile da imparare? Abbiamo visto che abbiamo perso la palla facilmente diverse volte e sono convinto che se lo faremo creeremo diverse occasioni in più e controlleremo meglio la partita ma se perdi tanti palloni, sopratutto nel primo tempo, è molto difficile creare occasioni e mettere in difficoltà gli avversari. Come dicevo gli otto minuti dopo il gol subito abbiamo sofferto ma all’inizio del secondo tempo ho visto il calcio che volevo, poi abbiamo subito questo gol da calcio di punizione ed eravamo fuori posizione, può capitare. Abbiamo avuto le occasioni per pareggiare. E’ bello vedere che i ragazzi hanno provato a pareggiare e hanno dato tutto in campo ma come ho detto abbiamo creato occasioni e avuto il controllo della partita. L’unica cosa che non dobbiamo fare e cambiare la nostra filosofia quando siamo in difficoltà».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.