De Boer: “Inter versione Tim Cup può battere Juve! Gabigol…”

Articolo di
17 settembre 2016, 15:46
de-boer-conferenza

Frank de Boer ha appena terminato la conferenza stampa alla vigilia di Inter-Juventus, big match della 4a giornata in programma nel tardo pomeriggio di domani. Ecco il contenuto della sua conferenza ripreso in diretta da Inter-News.it

Dopo 40 giorni di lavoro, Ausilio ha già dovuto fare chiarezza sul tuo futuro: come ti senti alla vigilia di Inter-Juventus? Ti aspettavi tutta questa pressione?
Quando si è l’allenatore dell’Inter c’è sempre la pressione addosso per dover fare risultato. Non basta un mese per cambiare tutto. Tutti stiamo lavorando duramente per migliorare ogni settimana. Lo stiamo già facendo e lo faremo ancora. La pressione è alta, ma per me non è un problema perché tutti possiamo guardarci allo specchio con onestà e vedere che stiamo lavorando per l’Inter. E’ un processo che abbiamo iniziato e sono convinto che andrà per il meglio. Anche i tifosi sanno che servirà tempo. Ho il supporto del club, è un progetto, andiamo tutti nella stessa direzione.

La Juventus arriva nel momento peggiore?
Dobbiamo accettare il calendario e affrontare una grande squadra come la Juventus: li rispettiamo, ma non dobbiamo avere paura. La squadra con il supporto dei tifosi può ottenere un buon risultato, tutto deve andare per il verso giusto: la Juventus è molto solida, è difficile batterla, ma nella passata stagione nel ritorno di Coppa Italia l’Inter è riuscita a ottenere il risultato. Se facciamo come in Coppa Italia possiamo ottenere un buon risultato.

Perché i tifosi dell’Inter devono essere fiduciosi?
Perché loro sono i nostri tifosi e devono credere in noi. In questo momento per noi è necessario che ci sostengano, in un momento come questo. Sono i momenti in cui si ha più bisogno di loro e del loro calore: in una partita così possono farci tirar fuori qualcosa in più.

Ti aspettavi di essere già sotto processo dopo solo quattro partite?
Ci si fa sempre un’idea sulle aspettative. Ci sono cose che aspettavamo andassero meglio, altre che dobbiamo migliorare per far rispecchiare al meglio la mia filosofia. Succede in tutte le squadre, non è facile ottenere subito risultati. I risultati possono arrivare grazie al sostengo del club e alla qualità della squadra, bisogna avere fiducia.

In un momento così difficile non è meglio tornare all’assetto tattico di Mancini per dare più sicurezza alla squadra, riproponendo un blocco di titolari con un modulo già conosciuto?
In futuro sarà così, ma io devo pensare sia al lungo sia al breve termine. Abbiamo avuto quattro partite in undici giorni, bisogna bilanciare la squadra e i giocatori che scendono in campo. Ogni allenatore vorrebbe avere il 90% dei giocatori che rappresentano la squadra titolare, ma serve tempo. Bisogna rischiare nelle scelte, a volte può andare bene e a volte male, ma bisogna ragionare in questo modo.

Che importanza dai allo studio dell’avversario? Con la Juventus serve un cambio di approccio alla partita?
Noi rispettiamo sempre l’avversario. Anche contro l’Hapoel Be’er Sheva avevamo analizzato bene le immagini, sia io sia lo staff. Poi si arriva a delle conclusioni sui pericoli che possiamo creare o subire. Analizziamo tutti allo stesso modo, senza fare differenza. Poi si analizzano i dettagli sulla strategia, sul tipo di pressing. Io faccio le mie scelte. Domani vedrete come giocheremo, rispettando il loro gioco e la nostra filosofia per non subire il loro gioco e impostare il nostro.

Conoscendo la storia di Inter-Juventus, senti maggiormente questa partita?
Inter-Juventus è una partita speciale, anche se per me è la prima volta, ma lo è per tutti. La pressione è normale. Ho voglia di affrontare questa partita con lo stadio pieno e vedere il supporto dei nostri tifosi. La motivazione in queste partite serve poco, i giocatori sono già preparati: i giocatori dimostreranno il loro meglio, ma non va fatto solo contro la Juventus, anche con Empoli e Bologna la prossima settimana. Lo sportivo professionista deve dare il massimo in tutte le competizioni e contro qualsiasi avversario. Bisogna dare il 100% sempre, non solo contro la Juventus: i campionati si vincono approcciando bene contro tutti e non solo contro la Juventus. Solo così possiamo far bene e raggiungere i risultati.

E’ il momento più difficile della tua carriera da allenatore?
Durante la mia carriera ho avuti altri momenti difficili: sono stato all’Ajax, che è un grande club e se non si ottenevano i risultati la pressione arrivava da ogni parte. La pressione deve essere sempre alta in un grande club, se i risultati si ottengono poi si abbassa: io sono pronto per caricarmi sulle spalle questa pressione.

Moratti ha definito “da allenamento” l’atteggiamento dell’Inter visto in Europa League: come può cambiare domani?
Non servono motivazioni supplementari contro la Juventus: tutti vogliono dimostrare di essere all’altezza. Non riesco a dare una risposta precisa a questo appunto: le motivazioni devono esserci in tutte le partite, bisogna avere la mentalità giusta sia per giocare contro la Juventus sia contro le altre squadre. Il mio amico van Bronckhorst l’anno scorso ha perso sette-otto partite con il Feyenoord e qualcuno voleva esonerarlo, poi alla fine hanno deciso di tenerlo: adesso il Feyenoord ha battuto il Manchester United… Io non voglio perdere sette-otto partite però (ride, ndr). Van Bronchorst è un grande allenatore, a volte funziona così: bisogna dare il tempo giusto per far arrivare i risultati. Vedremo.

Quale errore non deve fare l’Inter domani?
Abbiamo visto quanto fatto dal Siviglia contro la Juventus: ha perso troppi palloni, come abbiamo fatto noi a Pescara e sappiamo essere pericoloso. Il Siviglia ha concesso troppo alla Juventus, Khedira e Dybala sono risultati pericolosissimi appena avuto la possibilità di far male. Quando si affronta una squadra come la Juventus è pericoloso dare troppe opportunità.

In queste prime quattro partite l’Inter ha sempre concesso il primo gol all’avversario: da cosa dipende?
In tutte le partite abbiamo avuto abbastanza opportunità per segnare per primi, purtroppo non è successo, ma è solo questione di tempo. Spero cambi presto questa situazione. Non è legato a una situazione mentale, bisogna migliorare dopo aver subito gol: non dobbiamo perdere la testa. Contro la Juventus non bisogna solo giocare con il cuore: è bello, ma non può bastare. Serve la testa per pensare durante la partita. Se si concede un gol alla Juventus e si perde la testa, la Juventus ci punisce. Non dobbiamo farlo, assolutamente.

Pensi che i giocatori dell’Inter abbiano soprattutto un problema di testa vista anche la prestazione imbarazzante di giovedì?
Dopo la partita abbiamo parlato e analizzato quanto successo: bisogna assolutamente migliorare e credere più in noi stessi. Negli ultimi minuti del primo tempo e a inizio ripresa abbiamo dimostrato il nostro potenziale, poi dopo aver subito il gol ci siamo persi. Facciamo le cose per bene, ma dopo aver subito gol perdiamo la testa: i giocatori adesso hanno capito che bisogna continuare a giocare con la stessa intensità anche dopo aver subito gol. Poi io posso cambiare a livello tattico, ma a livello mentale la squadra deve mantenere il livello precedente al gol.

Come stanno Ansaldi e Perisic?
Ansaldi sicuramente non ci sarà, Perisic sarà convocato.

Com’è la condizione fisica dell’Inter ora?
In questo momento sono tutti pronti per giocare 90 minuti, poi qualcuno può migliorare ancora. Non ci sono più scuse dal punto di vista fisico, la squadra ha lavorato bene nelle ultime tre settimane sia con me sia con le Nazionali. Siamo vicini alla condizione fisica ideale.

Hai già scelto la formazione?
Ho già un’idea, oggi durante l’allenamento ci prepareremo al meglio a livello tattico. Solo dopo la squadra saprà chi giocherà dal primo minuto.

Come gestirai Gabigol?
E’ bello averlo qui, così capirà cosa significa giocare per l’Inter. Troverà feeling con San Siro, per ora ha fatto solo un piccolo allenamento: spero sia presto disponibile. Sarà un’opzione in più in avanti e di grande qualità: tutti abbiamo voglia di vederlo in campo affinché possa dimostrare quanto vale. Prima bisogna valutare in che condizioni fisiche è arrivato, ma sono convinto possa aggregarsi subito al gruppo e mostrare le sue qualità.