De Boer: “Inter senza Banega? Non ho paura. Brozovic deve…”

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20 settembre 2016, 13:28
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Frank de Boer ha appena terminato la conferenza stampa alla vigilia di Empoli-Inter, turno infrasettimanale della 5a giornata in programma domani sera. Ecco il contenuto della sua conferenza ripreso in diretta da Inter-News.it

Dopo la vittoria contro la Juventus, che partita sarà per l’Inter a livello di concentrazione?
Sarà molto importante perché nel calcio e nello sport in generale è più difficile confermarsi. Per me ora è fondamentale l’atteggiamento, quello dei giocatori dev’essere lo stesso visto contro la Juventus. Sono più contento della nostra prestazione, che per me è molto importante, ma non solo per i tre punti che ci aiutano, bensì per la prestazione fatta.

Senza Banega cosa cambierà?
Non cambiamo il modulo per un solo giocatore. Cambieremo solo qualche dettaglio nella tattica, ma giocheremo con la stessa intensità vista contro la Juventus. Per me è la cosa più importante. Non ho paura per l’assenza di Banega perché adesso abbiamo una grande squadra e sarà l’occasione per gli altri giocatori di dimostrare le proprie qualità.

Gabigol è pronto per giocare uno spezzone di partita?
Ha fatto due-tre allenamenti. Ieri si è allenato per la prima volta con il gruppo: sta bene, oggi vedremo come sta. Potrebbe essere convocato.

Come farà l’Inter a mantenere lo stesso atteggiamento con il piccolo Empoli dopo aver battuto la grande Juventus?
Come ho già detto dopo la partita contro la Juventus, è più importante l’atteggiamento contro le squadre piccole perché si vince il campionato giocando e vincendo contro questa squadre. Aspetto la stessa domanda dopo la partita di Empoli: sarà un’altra cosa, giocheremo dopo tre giorni e non abbiamo il tempo di preparare qualcosa di particolare. La squadra è molto stanca, solo dopo Empoli posso capire come sta la squadra: per me è un processo che va avanti così.

Cosa deve fare Brozovic per tornare a disposizione?
Brozovic deve dimostrare che il suo ruolo è nella squadra dell’Inter, di cui deve tornare a fare parte: quando lo dimostrerà, per me non ci sarà nessun problema. Ha fatto qualcosa che non si può accettare: per me è un giocatore come tanti, non è più grande dell’Inter.

E’ più difficile apprendere l’italiano o trasmettere alla squadra la tua filosofia?
Sicuramente apprendere l’italiano! Vorrei parlare molto presto l’italiano: sto lavorando sia con l’insegnante sia con i giocatori. Ogni giorno faccio due ore di lezione, devo migliorare ogni giorno.

Anche con le piccole l’Inter presserà alto?
Sì, voglio che la squadra domini ogni partita. Quando facciamo pressione alta va bene, è la filosofia che io chiedo di dimostrare: i giocatori devono recuperare palla il prima possibile, devono dimostrare di saperlo fare. Ora chiedo di continuare questo processo, che non è facile, ma contro la Juventus è stato fatto un lavoro molto buono. Possiamo migliorare ancora in molte cose, ma è già stato fatto un primo passo in avanti. Dobbiamo dominare contro qualsiasi squadra. Bisogna muoversi sempre insieme, non solo con due-tre giocatori: come contro la Juventus, tutta la squadra si è mossa bene. Anche contro l’Empoli dovremo avere questo atteggiamento facendo pressione e usando l’intelligenza.

Per Mourinho i giocatori avrebbero fatto di tutto: qual è il tuo rapporto con i giocatori?
Vorrei trattare tutti allo stesso modo perché credo di essere un uomo onesto, tratto tutti allo stesso modo. Io lavoro e loro lavorano, c’è rispetto anche se ogni tanto devo rimproverarli. Amo i miei giocatori, però serve rispetto. Siamo in una fase in cui tutti devono seguire il processo in corso. Quando non hai rispetto, hai un problema per (e con, ndr) me. Credo ci sia una rapporto normale, la mia porta è sempre aperta per parlare con i giocatori: quando c’è un problema, sono disponibile per discuterne. I giocatori conoscono la mia filosofia, credo di aver un buon rapporto con loro.

La vittoria sulla Juventus ha dato consapevolezza all’Inter sulla sua forza?
Abbiamo una squadra forte, però dobbiamo dimostrarlo sempre. In allenamento, in partita. Questa è la cosa più importante. Abbiamo una squadra con moltissima qualità, ma non serve a nulla se non si lavora duro: i giocatori devono saperlo. Prima si lavora duro, poi la qualità e il talento saranno decisivi.

Qual è il prossimo avanti che vorresti vedere nell’Inter?
Vogliamo dominare sempre le partite, la nostra filosofia è quella di tenere il possesso palla: è molto importante per me. Solo quando la squadra è unita e compatta può avvenire ciò. Contro la Juventus la squadra è stata sempre brava a pressare alto e a restare compatta. E’ molto importante aver visto la squadra molto unita e corta, quando uno pressava tutti cercavano di fare del loro meglio. Quando vedi questa filosofia capisci che puoi vincere le partite. Domani dev’essere così.

Battendo la Juventus hai capito di aver fatto qualcosa di importante per i tifosi dell’Inter?
I tifosi adesso sono molto più tranquilli dopo la vittoria sulla Juventus, ma succede così ovunque, non solo in Italia: anche in Olanda è così. C’è molta pressione, quando si vince una grande partita tutto è positivo, mentre quando perdi una partita è tutto negativo. Fa parte di un processo. Possiamo migliorare ancora molto.

In Olanda hai vinto partite e trofei importanti: la vittoria contro la Juventus è una delle tue tre vittorie più importanti da allenatore?
Chiaramente una vittoria contro la Juventus nella mia prima Inter-Juventus è fantastico, ma non serve a niente se poi non riesco a vincere la prossima partita. Sono contento perché ci aiuta nel nostro processo di crescita: quando c’è il lavoro duro, qualcosa torna indietro. I tre punti sono stati guadagnati ed è fantastico, ma io spero di vincere molte altre partite importanti per la mia carriera. Quella contro la Juventus è stata una partita importante per me, ma spero in futuro di fare ancora meglio.

In tre giorni è cambiato tutto, adesso qualche tifoso parla di scudetto: che ne pensi?
Sabato ero quasi morto (ride, ndr). Si tratta di un processo. Facciamo le cose passo dopo passo: adesso c’è l’Empoli, poi il Bologna. Si può parlare di scudetto solo nelle ultime quattro-cinque partite. Io voglio solo parlare della prossima partita e basta, il resto mi interessa zero: non mi faccio influenzare dai discorsi esterni.

Zhang ti ha detto qualcosa di particolare dopo la vittoria sulla Juventus?
No, Zhang è stato molto formale. La cena sarebbe stata fatta anche senza battere la Juventus… Zhang, Suning e Thohir vogliono dimostrarci che sono dentro il nostro progetto e che ci credono: sono sempre vicini alla squadra e al mio staff, questo è un segnale molto importante per noi. Erano molto contenti per la vittoria sulla Juventus, ovviamente.

Icardi ha iniziato alla grande: hai parlato con lui per farlo rendere così?
Ho parlato con Icardi nei primi giorni, ero già molto contento della sua intensità perché è un giocatore molto importante per la squadra, è il capitano. Per me un capitano deve sempre dimostrare perché è capitano, non solo parlare. Un giocatore deve dimostrare sul campo di essere una gran professionista, non a parole. Icardi lo sta dimostrando sia in allenamento sia in partita: sono molto contento di lui e degli altri giocatori. Icardi sta facendo molto bene da capitano.

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.