De Boer: “Inter deve migliorare 2-3 cose! Turnover e Gabigol…”

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15 ottobre 2016, 13:25
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Frank de Boer ha appena terminato la conferenza stampa alla vigilia di Inter-Cagliari, sfida valida per l’8a giornata in programma domani pomeriggio. Ecco il contenuto della sua conferenza ripreso in diretta da Inter-News.it

A San Siro l’Inter ha vinto solo contro la Juventus quest’anno: è un problema di pressione?
Sì, questa cosa deve cambiare perché vogliamo vincere sempre contro qualsiasi squadra. Contro una grande squadra come la Juventus la partita è più aperta, perché entrambe vogliono giocare e non pensare prima alla fase difensiva, ma subito a quella offensiva. Quando l’avversario se la gioca si hanno sempre grandi partite, invece contro le squadre un po’ più piccole, con tutto il rispetto, lo spazio per giocare è minore perché pensano prima a difendersi. Anche all’Ajax ho avuto molti problemi con squadre così, ma è molto importante cercare di segnare subito il primo gol: quando è possibile OK, se non è possibile pazienza. I tifosi ci vogliono aiutare, ma allo stesso tempo si aspettano che la propria squadra trovi subito il primo gol e poi si controlli la partita.

I sudamericani non possono riposare a causa di alcune assenze?
Sì, oggi sarà il primo allenamento al completo per provare un po’ di tattica. Non è positivo perché in genere lo facciamo di venerdì: non è l’ideale, ma dobbiamo accettarlo.

Come mai l’Inter subisce sempre gol per prima?
Abbiamo analizzato questo aspetto prima con lo staff tecnico e poi con i giocatori: non è una cosa difficile, dobbiamo capire che dobbiamo fare sempre lo stesso tipo di lavoro. Non dopo venti minuti o solo nei primi sessanta, ma durante tutta la partita: questa è la chiave, se la facciamo miglioriamo molto. Non facciamo solo un passo avanti, ma tre o quattro. Sono piccoli dettagli, ma che danno un grande effetto. Se non facciamo bene, qualche squadra può essere molto pericolosa per noi.

L’obbligo di far bene in Europa League renderà impossibile il turnover?
Sì, l’unica soluzione per far bene la prossima volta è vincere contro il Southampton sia all’andata sia al ritorno: sarà molto importante. Per me i nostri giocatori sono pronti per giocare tre-quattro partite in otto-undici giorni.

Hai detto di non pensare allo scudetto e di pensare alla qualificazione in Champions League: a che punto è il tuo lavoro e dove può migliorare l’Inter per arrivare al terzo posto?
Solo quando cambiano le due-tre cose di cui ho già parlato possiamo fare un passo in avanti: costruire il gioco da dietro e non perdere palla facilmente, ad esempio. Sono errori molto pericolosi per noi e dobbiamo cambiare per migliorare.

Potremo vedere in casa un 4-3-3 con Eder-Icardi-Perisic davanti e Candreva-Banega-Joao Mario a centrocampo, cioè un’Inter più offensiva?
Per me basta solo cambiare qualche piccolo dettaglio in campo. La gente pensa che quando gioco con quattro attaccanti sono molto offensivo, ma non è così: lo spazio non è avanti, ma dietro. Se non hai buoni giocatori in mezzo, la terza fase diventa nulla. Non è una questione su quale conta di più o sull’avversario. Sono contento di quello che facciamo con la palla, soprattutto davanti, ma dobbiamo cambiare e migliorare in particolare la seconda fase.

Chiederà un tour de force a Icardi e Perisic fino alla prossima sosta?
Quando un giocatore si sente bene e sta fisicamente molto bene, per me non è un problema farlo giocare ogni tre giorni. E’ possibile per me: quando ero io un giocatore per me non era difficile giocare a questi ritmi, se i miei giocatori stanno bene li posso usare sempre.

Il campionato italiano la costringerà a cambiare la sua filosofia, giocando più sull’avversario?
Napoli e Roma giocano sempre con il proprio stile, non cambiano filosofia e modulo in base all’avversario. Quando si vuole creare un sistema, bisogna continuare con lo stesso e non cambiarlo sempre: vogliamo dominare in qualsiasi momento della partita sia contro le grandi sia contro le piccole squadre. Contro una grande squadra come la Juventus non abbiamo cambiato filosofia e abbiamo vinto, perché dovremmo cambiare contro Roma e Cagliari? Non mi sembra giusto.

Questo è un momento importante per l’Inter per non perdere distacco con il terzo posto?
E’ chiaro che non possiamo perdere molti punti, soprattutto in casa: dobbiamo vincere tutte le partite. Se vogliamo essere vicini al terzo-secondo-primo posto, e vogliamo esserlo, domani dobbiamo e vogliamo vincere. Ho molta fiducia nei giocatori, che capiranno che vogliamo vedere in ogni partita sempre di più. E’ solo una questione legata a piccoli miglioramenti di due-tre cose: quando le faremo, e ho fiducia che lo faremo, vinceremo molte partite.

Gabigol verrà convocato?
Sì.

L’Inter crea e fa gioco, ma subisce molto: in Italia in genere vince chi subisce meno, non chi segna di più…
Sì, dobbiamo essere più compatti. Dipende dalla zona in cui si gioca. Nella prima fase non è facile essere compatti perché la squadra è molto aperta per ricevere palla facilmente e non è semplice con le marcature preventive. Ho parlato molto con i giocatori per quanto riguarda il primo gol subito contro la Roma: abbiamo preso gol dopo un rilancio del loro portiere… Dobbiamo essere compatti dietro, vincere i duelli e anticipare. Quando lo faremo, sono convinto che miglioreremo molto.

Qual è il ruolo dove Gabigol può esprimersi meglio?
E’ normale che un giocatore straniero debba ambientarsi. Gabigol sta lavorando duramente con noi e con il preparatore atletico, tatticamente deve migliorare, ma è normale: in Brasile ha giocato in un altro sistema, gli serve tempo. Per me non sarà un problema farlo giocare.

Domani Medel potrà giocare difensore centrale per far rifiatare uno dei due centrali?
Sì, è possibile: nella Nazionale Cilena ha giocato molto bene in questa posizione, per me è una valida opzione anche per l’Inter.

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.