De Boer: “Gabigol deve adattarsi. Voglio più inserimenti”

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22 ottobre 2016, 13:31
de Boer

Il tecnico dell’Inter Frank de Boer ha risposto alle domande dei giornalisti nel corso della conferenza di presentazione del match di domani che vedrà i nerazzurri impegnati a Bergamo contro l’Atalanta nel match valido per nona giornata di Serie A.

Meglio giocare in trasferta che in casa?

«Per me è sempre meglio giocare in casa perché i tifosi stanno dietro la squadra. L’Atalanta? E’ una partita sempre difficile. Per me è sempre importante per vedere come sta la squadra e in quest’ambiente con un campo un po’ piccolo e i tifosi molto intensi e tanti duelli nel campo sono sempre piaciuti da giocatore. Dobbiamo stare attenti a centrocampo però ci saranno anche molte possibilità di creare occasioni».

Le voci sull’esonero?

«L’unico modo in cui posso cambiare questa situazione è lavorare duramente con il mio staff e con i giocatori. Lo stiamo facendo. Ho molta fiducia nello staff e nei giocatori, per me siamo migliorati contro il Southampton, specialmente difensivamente e come disciplina. Siamo sulla strada giusta».

Inter troppo timida?

«Per me nella prima parte contro il Southampton abbiamo giocato molto compatti, vogliamo pressare molto alto ma prima conta la compattezza. Per me il Southampton era una buona squadra a livello fisico e per questo abbiamo giocato con questa filosofia ma questo non significa che giocheremo sempre così. Dobbiamo giocare meglio con la palla e senza freni. Nella seconda parte siamo migliorati, specialmente dopo il gol ma dopo l’espulsione di Brozovic è stata un’altra partita».

Brozovic in campo?

«Ha giocato abbastanza bene, specialmente a livello di disciplina che vogliamo vedere. Può migliorare ma sono contento per come ha giocato difensivamente, questo è il primo passo. Può migliorare con la palla: giovedì ha fatto buone cose e altre meno ma non mi interessa, so che è un buon giocatore e sarà molto importante per noi».

Gabigol?

«Deve migliorare molte cose, specialmente quando non ha la palla perché in Italia c’è un’altra intensità. Lo stile europeo è diverso, per me è un buon giocatore però deve capire che qui deve adattarsi».

Servono più inserimenti?

«Ho sempre detto che in alcuni momenti è meglio giocare con due centrocampisti fissi e uno più avanti come Banega e in altri è meglio giocare con uno dietro come Medel insieme a due più offensivi. In questo momento i due centrocampisti devono inserirsi nell’area avversaria e nel primo tempo contro il Cagliari non l’abbiamo fatto con Icardi che rimaneva da solo. Dobbiamo capire che quando arriva un cross da sinistra l’altro terzino deve inserirsi insieme al centrocampista, voglio tre giocatori in area. Joao Mario l’ha fatto nella ripresa e dobbiamo fare sempre così, Icardi da solo non basta. E’ forte però bisogna aiutarlo».

Errori da non ripetere?

«Dobbiamo giocare sempre molto alti per tutti i 90 minuti e non solo dopo aver subito un gol. Questo per me è molto importante. Non dobbiamo giocare per forza bene ma sempre con la giusta disciplina e questo non lo abbiamo fatto in molte partite e per questo con il Southampton ho cambiato atteggiamento perché prima voglio vedere la disciplina e poi possiamo migliorare con la palla».

Adattarsi all’avversario più spesso?

«Per me è la seconda volta, perché l’ho fatto anche contro il Chievo. Abbiamo giocato con cinque dietro in fase difensiva. Dobbiamo vedere come sta la squadra e in questo momento dobbiamo vincere le partite. In questo momento dobbiamo adattarci all’avversario però io sempre voglio vedere una squadra che domina la partita. Per me la cosa più importante è giocare insieme e non solo una parte o 20 minuti».

Squadra influenzata dalle voci sull’allenatore?

«Io penso che la squadra sia contenta nel nostro lavoro, con un gruppo di 29 giocatori è normale che qualcuno non sia contento però posso guardargli negli occhi perché sono onesto e solo 11 di loro possono giocare. E’ difficile in alcuni momenti perché nel calcio non c’è pazienza però stiamo facendo un buon lavoro e ho molta fiducia di poter migliorare ancora».

Inizio sbagliato?

«Dobbiamo migliorare con la palla tra i piedi, dobbiamo giocare senza il freno tirato, per me è molto importante. Ci sta giocare più coperti però quando abbiamo la palla dobbiamo fare il nostro gioco. E’ solo una questione di tempo».

Cosa non funziona?

«Contro il Cagliari ad esempio abbiamo fatto tanti cross ma quando fai 23 cross in una partita è incredibile però quando hai solo uno in area non va bene e ne abbiamo parlato con la squadra e dobbiamo migliorare molto. Non deve segnare solamente Icardi ma anche gli altri devono inserirsi. Dietro concediamo troppe occasioni agli avversari su nostri errori. Quando perdi la palla è sempre un grande pericolo perché siamo troppo aperti in questo momento e la difesa non può fare molto. Non voglio giocare con lanci lunghi».

Come sta Icardi?

«Ha giocato molto bene perché ha lavorato tanto nel campo e lo so che è un attaccante che non vuole sempre giocare così però ha dato un segnale alla squadra e loro hanno seguito il suo esempio. Per me ha fatto molto bene e sono contento».

Adattarsi all’avversario in trasferta?

«Quando il tuo avversario ha dei buoni giocatori in avanti è sempre molto pericoloso perdere la palla e dobbiamo migliorare molto».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.