Candreva: “Inter, qui per vincere! Da Mancini a de Boer…”

Articolo di
19 agosto 2016, 14:17
Antonio Candreva

Antonio Candreva, per ora l’ultimo acquisto in ordine di tempo del mercato estivo nerazzurro, ha appena terminato la conferenza stampa di presentazione all’Inter, che lo ha strappato alla Lazio dopo una trattativa lunghissima. Ecco il contenuto delle sue dichiarazioni riprese in diretta da Inter-News.it

Cosa rappresenta l’Inter per te e cosa vuoi fare in nerazzurro?
Prima di tutto voglio ringraziare Ausilio per le belle parole spese per me, la Lazio e i miei tifosi per le belle stagioni passate insieme: abbiamo vinto una Coppa Italia importante e ci siamo tolti piccole soddisfazioni in cinque anni. Ringrazio i tifosi e la Lazio. Ringrazio l’Inter e la nuova proprietà Suning, che ha speso tanti soldi per avermi qui dopo una lunga trattativa: sono orgoglioso di essere in un top club importante come l’Inter. Sono qui per puntare a vincere, perché l’Inter è abituata a farlo. Sono arrivato all’età giusta per puntare a vincere.

Hai avuto paura potesse saltare la trattativa?
Sì, perché forse si stava andando un po’ oltre. Sono arrivato il 4 agosto, poco prima dell’inizio del campionato. Ogni giorno cambiavano delle situazioni e ho avuto un po’ di timore, ma alla fine sono arrivato qui.

Arrivi qui dopo essere stato anche alla Juventus, ora sei più maturo?
Sì, alla Juventus sono arrivato a gennaio dopo solo sei mesi di Serie A a Livorno. Quando ti chiama una società come la Juventus è normale andare e lasciare la squadra piccola, che invece ti permette di crescere ancora, ma è andata così: mi ha insegnato tanto come uomo e calciatore. Ho giocato e imparato da tantissimi campioni. Arrivo all’Inter a 29 anni con un ruolo preciso e con un’esperienza nazionale e internazionale abbastanza importante: voglio fare bene qui insieme ai miei compagni.

Hai promesso assist a Icardi per farlo restare?
Icardi è il nostro capitano, ha fatto 50 gol in 100 presente: il suo palmarès parla da solo. Abbiamo un grandissimo attaccante e capitano, non voglio promettere nulla: prima faccio gli assist e poi gioisco con lui.

Hai rifiutato il Napoli per l’Inter?
Sì, ma non si parla di rifiuto. Io non ho rifiutato nessuno: non so se il Napoli ha parlato con la Lazio, ha parlato anche con me, ma l’Inter mi ha voluto fortemente fin dalla fine del campionato e fino al termine della trattativa. Sono contento e orgoglioso di farne parte.

Sei già pronto a giocare dopo l’infortunio e cosa ti aspetti ora?
Ho avuto un infortunio all’Europeo, ma ho recuperato bene. Sono a disposizione del mister: da oggi abbiamo iniziato a preparare la partita contro il ChievoVerona, che sarà una sfida difficile.

La tua Lazio l’anno scorso ruppe il meccanismo vincente dell’Inter, che non è arrivata neanche terza: che ne pensi?
Quando ho affrontato l’Inter con la Lazio era prima. Magari l’Inter ha pensato inconsciamente alla vacanze di Natale, ma fino a lì l’ho vista bene. Poi dopo le feste natalizie c’è stato un calo e si sono perse certezze, ma prima di quella sconfitta era la prima in classifica.

Com’è il rapporto con de Boer?
Abbiamo un rapporto di conoscenza: de Boer è arrivato da poco, ci stiamo conoscendo. Predilige avere il controllo della partita e prepararla bene: stiamo lavorando al meglio e mi ha già fatto un’ottima impressione.

Cosa cambia tra 4-2-3-1 e 4-3-3 per te?
Nulla. Nel 4-2-3-1 senza la mezzala di riferimento magari devo avere un ripiego maggiore per aiutare il terzino in fase difensiva, ma il ruolo è lo stesso: non c’è nessun problema.

La Juventus è nettamente favorita per il campionato?
La Juventus da cinque anni è la squadra da battere. L’Inter vuole migliorare la posizione rispetto alla stagione passata: vogliamo far bene in campionato e arrivare fino in fondo in Europa League. Sono qui per puntare a vincere insieme ai miei compagni.

Puoi essere il simbolo dell’Inter essendo un titolare della Nazionale Italiana?
Sono orgoglioso di essere uno dei pochi italiani per onorare ancora al meglio la maglia dell’Inter.

Ti ha voluto fortemente Mancini, che poi è andato via dopo il tuo arrivo: che ne pensi?
Con Mancini non ho mai lavorato, perché stavo recuperando dall’infortunio e poi è stato cambiato… Mi ha voluto l’Inter, con l’apprezzamento di Mancini. Sta a me dimostrare il mio valore all’Inter.

Il reparto offensivo dell’Inter di oggi è il più forte di cui hai fatto parte?
Siamo tanti giocatori forti. Il gruppo e lo spirito di sacrificio devono essere alla base: con un gruppo forte come il nostro e con il feeling giusto si possono raggiungere obiettivi importanti. Ci deve essere sana concorrenza: magari una volta gioco io, una Perisic e una Eder. Davanti siamo forti e vogliamo andare avanti tutti insieme.

Qual è l’allenatore che ti ha dato di più in carriera?
Il mister Reja: è uno dei principali punti di riferimento. Alla Lazio mi ha dato un ruolo ben preciso.

Sei pronto a battere i rigori anche all’Inter?
Il rigorista è Icardi, non abbiamo parlato di questo. L’importante è che si vincano le partite insieme.