Ausilio: “Stadio diviso non va bene! Inter gioca a calcio, ma…”

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16 ottobre 2016, 18:29
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Piero Ausilio – Direttore Sportivo dell’Inter -, intervistato dai microfoni di “Rai Sport” durante la diretta di “Novantesimo Minuto – Zona Mista” su Rai 2, analizza la sconfitta dell’Inter sottolineando i problemi in campo e non in panchina, poi commenta lo scontro Icardi-Curva Nord

SCONFITTA INTER – Tocca a Piero Ausilio prendere le difese del tecnico olandese: «Sono otto partite per una squadra costruita in ritardo per diversi motivi, ma Frank De Boer studia tantissimo il nostro campionato, quindi non è vero che non cura i dettagli: l’Inter sta facendo un percorso con momenti di crescita e decrescita, come nella ripresa oggi. Nel primo tempo ha giocato solo l’Inter a calcio, creando tante azioni. Abbiamo fatto tanti cross, ma poi se non accompagni l’azione non segni. E c’è stato un rigore sbagliato. Se non vai in vantaggio o non lo gestisci, poi arriva il secondo tempo, che è fatto anche di stanchezza e perdita di geometria, inoltre il Cagliari non poteva essere quello del primo tempo e così perdi una partita che per lunghi tratti hai gestito bene».

CASO ICARDI – «Domani valuteremo a mente fredda insieme a Mauro Icardi, non bisogna prendere decisioni nel momento di emotività. Questa situazione ha diviso lo stadio, che non ha supportato al 100% l’Inter e Icardi, al di là della sconfitta sul campo. Questo clima non aiuta. A noi interessa il bene della società, del club e della squadra: questo vale più del calciatore. Dobbiamo creare una situazione di buona condizione per poter affrontare al meglio le partite nel nostro stadio, avendo la gente con noi. Gli obiettivi si raggiungono quando tutte le componenti sono concordi su tutto: giocatori, società e tifosi».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.