Ausilio: “Io al Milan? No. Terzo posto? Non firmo! De Boer…”

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2 ottobre 2016, 12:41
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Nella lunga intervista al “Corriere dello Sport”, Piero Ausilio ha parlato degli obiettivi dell’Inter e della sua situazione contrattuale. Di seguito tutte le sue dichiarazioni, anche sulla presunta offerta del Milan

OBIETTIVI INTER – «In questa stagione intanto firmerebbe per il terzo posto? No, per abitudine non mi piace firmare per niente fino a che è possibile raggiungere il massimo obiettivo. Se tra qualche mese saremo staccati dal vertice, faremo qualche calcolo. Di certo dobbiamo rientrare in Champions. Senza la qualificazione alla Champions League l’annata sarebbe un fallimento? Sarebbe negativa perché l’obiettivo è tornare in Champions, ma allo stesso tempo dovremmo capire che questa estate abbiamo ricominciato da capo e che ci può stare che il progetto non sia subito vincente».

EUROPA LEAGUE – «La situazione in Europa League è recuperabile? Sì perché 10 punti bastano per qualificarsi e a noi servono 3 successi e 1 pareggio. Dovremo conquistare 4 punti contro il Southampton e poi vincere le ultime 2 gare. In Europa finora non abbiamo schierato una squadra di ragazzini, ma forse i molti cambi hanno tolto delle certezze. L’Inter però resta l’Inter e ci teniamo a toglierci soddisfazioni in tutte le competizioni».

L’ADDIO DI MANCINI – Mancini? Non c’era nessuna volontà di chiudere prima il rapporto con Roberto. La separazione non è stata determinata dai risultati ed è stata una sorpresa anche se nel calcio queste cose possono succedere. Rimane un splendido rapporto con un allenatore e una persona che nel corso delle sue due esperienze all’Inter ha fatto cose straordinarie per la crescita del club. Mancini ha messo le basi per preparare un futuro vincente e ora De Boer deve andare avanti su questa strada».

L’ARRIVO DI DE BOER – «Cosa le piace di de Boer? La sua determinazione e caparbietà a entrare nel mondo Inter e nel calcio italiano in generale. Sa cosa è Milano ed è stato un giocatore importante che ha vinto trofei con Barcellona e Ajax. Non è stato sorpreso dalle difficoltà della Serie A e sapeva anche cosa lo aspettava anche se magari non conosceva nei dettagli tutte le squadre avversarie. Nel giro di un mese è stato in grado di sostenere una discussione in italiano, una cosa che in passato altri non sono stati capaci di fare, e a settembre, dopo la sosta, ho visto una squadra con un’idea di gioco. Perché la scelta di un allenatore straniero per il dopo Mancini? Non è stata una decisione preparata, ma una cosa accaduta all’improvviso perché Mancini parlava di rinnovo di contratto e non era previsto il suo addio. Ci siamo confrontati con Thohir e il Suning e abbiamo deciso di andare su De Boer: è stato l’unico candidato, l’unico chiamato e contattato. A tutti gli allenatori va data fiducia, soprattutto a uno che è arrivato ad agosto. Anche Sarri lo scorso anno inizialmente ha avuto difficoltà, ma la società gli ha concesso il tempo necessario per portare avanti le sue idee e adesso il Napoli ottiene risultati e gioca bene».

MORATTI E IL RINNOVO – «Le dichiarazioni di Moratti sul suo possibile ritorno come presidente? Come diceva un grande tecnico del passato dell’Inter (Mourinho, ndr) gli allenatori, e anche il direttore sportivo (sorride, ndr), non possono commentare le parole di chi sta sopra di loro. A Moratti mi lega un rapporto di riconoscenza e grande affetto per tutto quello che mi ha dato. In questo momento sto vivendo una bella e affascinante esperienza professionale con Thohir e il Suning. Insieme faremo di tutto perché si riveli vincente come la precedente. A che punto siamo con il rinnovo del suo contratto fino al 2019? Ne stiamo parlando, ma in questo momento le priorità per me, come per tutto il club, sono il campo e gli impegni della squadra durante la settimana. Ci sarà tempo per parlare del mio futuro».

MILAN, MIRABELLI E CINESI – Le sono mai arrivare offerte dal Milan? No. Che effetto le fa vedere il suo ex capo degli osservatori, Massimiliano Mirabelli, nuovo ds del Milan? Sono felice per lui perché ha una grande occasione ed era giusto che la prendesse in considerazione. Lo aspetto al derby: chi perde paga la cena e chi vince sceglie il ristorante. Conoscete i cinesi che guideranno il Milan? Al Milan conosciamo un po’ di gente (sorride riferendosi a Fassone, Mirabelli e agli altri ex interisti, ndr). Sinceramente faccio fatica a guardare in casa degli altri perché siamo presi dal nostro lavoro. Pensare che il derby di Milano diventerà un derby… cinese però è curioso, ma può essere importante per tutto il movimento e per promuovere il nostro calcio in Asia. Difficile far crescere ulteriormente i ricavi con la vendita dei diritti tv in Italia: è giusto puntare sui diritti tv all’estero, sulla valorizzazione del brand e sul merchandising».

SAN SIRO – «Stiamo aspettando di avere un interlocutore. Il nostro stadio è bellissimo e lo ha dimostrato ospitando la finale di Champions, ma è un impianto che va modernizzato e utilizzato come fa la Juventus con lo Stadium. Speriamo di riuscirci presto».

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Alessandro Basta

Alessandro Basta

Alessandro Basta ha 19 anni e vive a Cosenza, dove è nato. Inizia a scrivere a 13 anni per un piccolo forum sportivo, per poi proseguire la sua attività di scrittura per un blog calcistico, in uno spazio dedicato interamente all’Inter, dove scrive editoriali. A 17 anni, arriva l’esperienza maggiormente formativa, presso InterCafè, blog in cui crescono contestualmente passione, ambizione ed esperienza rispetto alla scrittura sull’Inter. Tifoso interista fin dalla nascita, non potrebbe vivere senza.