Ausilio a MP: “Serata importante, i giocatori lo sanno”

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2 ottobre 2016, 20:33
Piero Ausilio

Il direttore sportivo dell’Inter parla a pochi minuti dal calcio d’inizio di Roma-Inter, mostrandosi fiducioso sul fatto che la squadra riscatterà la brutta figura fatta in Europa League

A pochi minuti dal calcio d’inizio di Roma-Inter, il direttore sportivo nerazzurro Piero Ausilio si è presentato ai microfoni di Mediaset Premium: “Noi l’abbiamo preparata come si devono preparare queste partite, giovedì è passato, dobbiamo pensare solo a una grande prestazione stasera e quando fai le grandi prestazioni spesso arrivano anche i punti”.

BROZOVIC- “Stiamo parlando troppo di Brozovic, è un giocatore dell’Inter, deve allenarsi e basta. Ha iniziato un percorso, lunedì si è allenato coi compagni per la prima volta, per il tecnico non è stato sufficiente. Io ho la mia idea, il mister la sua, legata alla condizione e al fatto che si è allenato solo una settimana con la squadra”.

IL CAMPIONATO E LA COPPA- “E’ una serata importante, siamo in un periodo in cui si può sbagliare. Noi dobbiamo trovare quella continuità che in campionato abbiamo trovato e stiamo portando avanti, in campionato veniamo da una striscia positiva. L’Europa League è un’altra cosa, ha dato fastidio a tutti giocare due partite non da Inter, ma oggi c’è la Roma, è campionato e in campionato l’Inter sta facendo la sua parte”.

FAR CAPIRE AI GIOCATORI L’IMPORTANZA DELLA MAGLIA- “Deve essere così, noi siamo in campo tutti i giorni e tutti i giorni ricordiamo ai ragazzi l’importanza di questa maglia, l’importanza è stata capita per la Serie A, verrà capita anche per l’Europa. Oggi c’è la Roma, queste partite si preparano da solo, i giocatori sanno quanto è importante ma se ce ne fosse bisogno di ricordarglielo ci penseremo”.

MORATTI- “Non si possono commentare le parole di un presidente. A Moratti mi legano riconoscenza e affetto, sono all’Inter da 18 anni, non posso che parlarne bene di Moratti. Il mio presente oggi è Thohir e la Suning, devo pensare a questo e lavorare con loro, senza parlare”.

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