Medel: “In Italia solo l’Inter, l’addio non per colpa di Spalletti”

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23 marzo 2018, 12:07
Medel

Gary Medel, trasferitosi la scorsa estate dall’Inter al Besiktas, ha concesso un’intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ha parlato dei motivi del suo trasferimento e della sua esperienza in Turchia

La città che lei ha salutato a malincuore: colpa di Spalletti? – “No assolutamente. Un grande tecnico, fu chiarissimo: ‘In difesa e a centrocampo voglio gente brava nel palleggio. A un incontrista come te non posso fare promesse. Fai le tue valutazioni’. Ho nostalgia, ma con il Mondiale all’orizzonte, poi sfumato, non ho potuto scegliere diversamente. Mi propose il ruolo di trequartista, ma adattarmi sarebbe stato difficilissimo”.

Perché il Besiktas? – “C’erano anche il Siviglia, Espanyol, Malaga e il Messico, ma questo è un top club che mi ha voluto fortemente. Tutto procede al meglio e a Istanbul la mia famiglia si trova a meraviglia. Non avrei mai potuto giocare ancora in Italia, per me c’è solo l’Inter”.

Sorpreso dalla lega turca? – “Pensavo fosse più semplice, invece il livello è molto alto. Stesso discorso nella nostra squadra: all’inizio non ero titolare, ho dovuto sgomitare per meritarmi un posto. Ora puntiamo al titolo, anche se c’è grande lotta: in quattro possono vincere”.

Da esterno come valuta la A? – “Premier, Liga e Bundesliga sono avanti, con squadre superiori in tutto alle big italiane”.

Cile e Italia: fallimenti simili? – “Una tragedia sportiva per tutti, nessuno di noi avrebbe immaginato di mancare la qualificazione. Purtroppo abbiamo pagato i KO contro Bolivia e Uruguay. Ma io per la Roja ci sarà sempre, voglio essere un esempio per i più giovani”.






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