Zenga: “Eder fondamentale, ho sperato nella chiamata”

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17 novembre 2016, 07:33
Zenga

Intervistato dalla “Gazzetta dello Sport” in vista del derby di domenica, l’ex portiere nerazzurro Walter Zenga ha parlato della stracittadina milanese e della speranza di venire chiamato dall’Inter dopo l’esonero di de Boer. Ecco alcuni estratti della sua intervista

RIMONTA COMPLICATA – «Quanto è importante domenica per l’Inter? Esemplifico così: io sono stato a Wolverhampton 87 giorni e in quello stesso periodo l’Inter ha cambiato tre allenatori. Non è facile riprendersi da una botta così. Mancano 26 partite, oggi l’Inter ha 17 punti, la Roma l’anno scorso è arrivata terza con 80: il calcolo è semplice».

JOVETIC TITOLARE – «Arrivare in Champions è complicato. Ma ovviamente l’Inter ha il dovere di provarci. Quanto al derby, non c’è mai una favorita vera: è la partita delle incognite e l’Inter oggi è piena di incognite. Io farei giocare la squadra con Jovetic dietro Icardi: 4-2-3-1 o 4-4-1-1».

MILAN > INTER – «Oggi il Milan è più squadra dell’Inter: lavora con lo stesso allenatore da luglio e ha una base di giocatori giovani e pure forti. Montella mi sta stupendo: veniva da un’esperienza stranegativa alla Samp, ma uno bravo resta bravo: ha preso forza da quell’esperienza per gestire una squadra nuova e adattare il suo gioco agli uomini che ha trovato».

EDER DECISIVO – «I due uomini che potrebbero essere decisivi sono Eder e Bacca. Eder lo adoro: superprofessionista e uomo con la “u” maiuscola. Ma Bacca che non segna da cinque partite di campionato mi spaventa».

CHIAMATA – «Nei giorni dei colloqui avevo pensato ad una combinazione del destino: via io dai Wolves, via de Boer dall’Inter. Non sono falso e neanche ipocrita: ci avevo sperato sì, anche stavolta».

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Ivan Vanoni

Ivan Vanoni

Nato a Varese nel 1992, studente di lingue e laureato in Scienze della Mediazione Linguistica. Innamorato dell'Inter fin da bambino, Dejan Stankovic l'idolo assoluto.