Zazzaroni: “Inter, aveva ragione Mancini! Chi segue Icardi?”

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17 ottobre 2016, 01:19
Ivan Zazzaroni

Ivan Zazzaroni – giornalista e opinionista -, ospite negli studi della “Domenica Sportiva” su Rai 2, va pesante sull’Inter dopo la sconfitta contro il Cagliari e lo scoppio del caso Icardi

ICARDI MALCONSIGLIATO – Non punta il dito contro l’attaccante argentino Ivan Zazzaroni, bensì con chi lo (mal)consiglia: «Il grande colpevole è chi segue Mauro Icardi, chi gli ha fatto scrivere quelle cose. Icardi è un bravo ragazzo? E’ ingenuo, sta facendo più danni della grandine. E’ già un eccesso scrivere una biografia a 23 anni senza aver vinto niente, ma passiamoci sopra… Poi ha scritto una cosa falsa e minacce nei confronti di gente che va allo stadio, non tutta quella gente è così civile… E’ follia pura. Voglio sapere: chi segue Icardi? Non condivido gli striscioni dei tifosi dell’Inter. Icardi è un ragazzo immaturo e che va controllato, ma non lo è: è una persona esposta, ne fa una e riceve altrettanto».

SOLITI PROBLEMI – «L’Inter è nulla in fase difensiva, il Cagliari poteva fare quattro-cinque gol. C’è anche un problema Frank de Boer: gioca molto all’europea, cioè deputato alla scelta di giocatori di qualità come Ever Banega e Joao Mario, che non sono fenomeni, ma sono molto bravi. Oppure Ivan Perisic e Antonio Candreva, che oggi hanno giocato male. Se questi giocano bene, vinci. Questo problema l’ha avuto anche Roberto Mancini, il problema è sempre a centrocampo: sono bravi, ma non giocano di squadra. L’Inter ha fatto una buona partita comunque. Mancini, pur arrivando quarto, ha perso fiducia e il credito accumulato nella prima esperienza all’Inter, si vedeva già dopo le prime amichevoli estive. L’Inter deve dare più tempo a de Boer, ma finora i suoi problemi sono gli stessi che aveva evidenziato Mancini…».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.