Zapelloni: “Inter senza campioni. Non era solo colpa di de Boer”

Articolo di
27 novembre 2016, 14:17
Frank de Boer Pescara-Inter

Umberto Zapelloni de “La Gazzetta dello Sport” ha parlato a Sky Sport 24 dell’attuale situazione dell’Inter mettendo in evidenza il fatto che la colpa non fosse solamente di Frank de Boer ma anche e sopratutto dei giocatori.

NESSUN CAMPIONE – «Obiettivo Champions? Con la differenza che quest’anno c’è stata una campagna estiva importante. L’Inter all’inizio della stagione era segnalata come la possibili anti-Juve di quest’anno, una squadra di qualità e con i campioni giusti per poter diventare veramente la seconda o terza forza di questo campionato. Però quei campioni non si sono dimostrati tali, sono magari giocatori di qualità ma a cui manca qualcosa. Pioli ha accusato la squadra di presunzione ma un giocatore può diventare presuntuoso se ha vinto qualcosa e quindi può magari giocare distrattamente partite meno significative di altre. Di questi dell’Inter non c’è nessuno che può essere contento di quello che ha già portato a casa, in pochi hanno già vinto qualcosa di veramente importante. Hanno giocato bene solamente contro la Juventus, che però era arrivata a San Siro in forma non spettacolare e Allegri aveva fatto i suoi errori nelle scelte, e nel derby dove si è visto qualcosa, non la mano di Pioli che è arrivato da poco ma una piccola reazione però se poi va in coppa e giochi quel secondo tempo allora vuol dire che questi giocatori non sono dei campioni e non hanno la stoffa per diventarlo o non lo hanno dimostrato fino a oggi. Il compito di Pioli è forse molto più difficile di quello che ci aspettavamo all’inizio di questa stagione quando sembrava che il problema fosse soltanto de Boer».

Facebooktwittergoogle_plusmail
The following two tabs change content below.
Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.