Wanda: “Icardi sogna di diventare un bandiera dell’Inter”

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8 ottobre 2016, 13:53
Wanda Nara Icardi

Wanda Nara, nella lunga intervista concessa a “Sportweek”, si è soffermata anche sul rapporto tra Mauro Icardi e Frank de Boer, sui motivi che l’hanno portata a diventare l’agente del marito e sui tentativi da parte di Aurelio De Laurentiis di portarlo al Napoli.

MANAGER – «Da tre anni lo aiuto con le questioni che riguardano l’immagine e ho già concluso accordi con marchi importanti. Faccio la modella da quando ho quattro anni e mi sono sempre occupata personalmente dei miei contratti. Quando nel 2014 è scaduto quello con il suo procuratore, mi ha detto: “Continua da sola che sai fare bene”. E così presi il telefono e chiamai il DS dell’Inter Piero Ausilio. “Ciao Wanda, come va? Avevi bisogno di qualcosa?”. “Sì, volevo presentarmi: sono la manager di Mauro!”. Secondo me gli è caduto il telefono di mano (scoppiando a ridere)».

IL NAPOLI – «Una trattativa simile a quella con la Juve ma per canali diversi. I bianconeri sono stati silenziosi mentre De Laurentiis è più cinematografico. Anche la sua era un’offerta importante e meritava rispetto. De Laurentiis aveva in mente un progetto che coinvolgeva anche l’immagine di Mauro. Sapeva che in Argentina avevo lavorato in tv e mi ha proposto un film. Dove trovo il tempo con cinque figli?».

FUTURA BANDIERA? – «Io non ho mai detto “Mauro vuole andare via” ma “Mauro vuole restare”. Lui sogna di essere una bandiera per l’Inter. Ed è ovvio che avrei preferito rimanere a Milano anch’io: sono incinta, ho tre figli ben inseriti a scuola. Saremmo stati proprio in tanti a muoverci!».

SOLO ICARDI – «Se sono stata contattata da altri calciatori? Due nazionali argentini e un nazionale azzurro che gioca nell’Inter. La verità è che c’è già tanto lavoro da fare con Mauro: stiamo preparando il lancio del suo libro, lavoriamo al rinnovo con Nike fino al 2023, e altre cose. Poi lui mi dice: “Devi essere una mia esclusiva!”. Non confondiamo i ruoli neanche quando litighiamo».

DE BOER – «Hanno entrambi portato aria nuova e l’Inter aveva bisogno di un cambiamento. Mauro si trova benissimo con De Boer, anche se gli è dispiaciuto che sia andato via Mancini. A me piace perché ha subito cambiato alcune regole: i giocatori non vanno più in ritiro e ora pranzano insieme tutti i giorni. Sono una squadra e questo è il modo giusto per fare gruppo».

L’ARGENTINA – «Arriverà il momento, ha solo 23 anni. Ora l’Argentina ha i centravanti più forti al mondo e sul talento di Mauro non ci sono dubbi, avrà bisogno di lui. Infatti è tranquillo, sa che se fai le cose bene, poi raccogli i frutti. Non per niente è diventato capitano dell’Intera 22 anni. Nemmeno Zanetti lo era così giovane. La gente legge i giornali, i gossip e si fa un’idea di lui. Invece io dico sempre che è addirittura meglio come persona che come giocatore».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.