Vallini: “L’Inter di Mancini, forse più di una semplice squadra”

Articolo di
14 dicembre 2015, 15:10
Mancini Ljajic Telles

L’inviata di Sky Sport Silvia Vallini si è soffermata sulla grande solidità, non solo difensiva ma anche all’intero dello spogliatoio, che l’Inter di Roberto Mancini ha trovato in questa stagione. Un gruppo che sembra diventare più unito che mai mettendo insieme giocatori provenienti da realtà diverse.

NON CI SONO CLAN – «Ci sono due identità preponderanti ed un’unica realtà, fatta di amicizie e di affinità che vanno oltre origini e caratteri. C’è una amalgama di intese e scherzi sotto il segno di #Epicbrozo, una stima reciproca tra i giocatori che si riconoscono qualità tecniche e rafforzano convinzione tramite lavoro comunque e il sacrificio di tutti. Mancini le chiama connessioni e ha contribuito a crearle rendendoli non proprio uguali ma comunque tutti potenziali titolari. Il resto lo hanno fatto loro: ci sono sei slavi e nove sudamericani ma nessuno parla più clan perché non ci sono confini. C’è una solidità, che è il vero segreto di un primato sorprendente a questo punto della stagione».

AMICI E COMPAGNI – «Felipe Melo ha recentemente definito Miranda come il miglior difensore al mondo e considera Telles come un fratello, simile è il legame tra Jovetic e Ljajic. E se il serbo incorona Brozovic per la capacità di fare la differenza in ogni metro, il montenegrino sorvola con leggerezza le tante discussioni sulla sua scarsa intesa con Icardi, a sua volta grande amico di Guarin. Hanno segnato entrambi per la prima volta insieme e se anche questa parentela d’attacco si scioglie in esultanze, gli orizzonti dell’Inter si possono davvero allargare».

MONTOYA E BROZOVIC – «Ampio lo scenario che accoglie i protagonisti: Montoya è il ventiquattresimo sceso in campo, pareva non potesse giocare neppure un minuto e, chiamato a sorpresa, ha fatto meglio di tanti che hanno ricoperto quella fascia in passato. Andrà, ma intanto non ha fallito, anzi. Brozovic stesso è andato due volte in gol partendo dalla panchina, sarebbe inamovibile in tante squadre ma ne ha giocate solo sei da titolare con l’Inter…l’Inter di Mancini; forse qualcosa di più che una squadra».