Valenti: “Inter ha 2 anime forti: ecco quali! Se Pioli fallisce…”

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8 novembre 2016, 02:08
Giacomo Valenti

Giacomo “Ciccio” Valenti – noto conduttore e tifoso nerazzurro -, ospite negli studi di “Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco” su Italia 1, difende l’Inter dalle accuse mediatiche per il “casting” fatto nei giorni scorsi per scegliere il nuovo allenatore

INTER, RICOMINCIA DA DUE – Nell’ultimo periodo Ciccio Valenti si sente più nerazzurro che mai, essendo molto più vicino alla tifoseria e alla maglia rispetto ai singoli giocatori o allenatori: «Mauro Icardi leader tecnico di questa squadra? Le due anime forti dell’Inter oggi sono: 1. il pubblico nerazzurro, che è strepitoso nonostante i pessimi risultati della squadra; 2. una grande società nel futuro, che è quello che ci auguriamo, per capire concetti semplici senza fare cose strane. Frank de Boer verrà ricordato per vittorie e sconfitte, ma per una vittoria in particolare (quella sulla Juventus, ndr)».

CASTING SERIO – «Come in tutte le aziende, si fanno i colloqui: questo è il concetto del casting. Poi si può dire qualsiasi cosa per renderlo simpatico, come la storia delle nomination tipo Grande Fratello… Si tratta di un colloquio di lavoro con dei progetti sul tavolo: Piero Ausilio, Giovanni Gardini e Javier Zanetti si sono presi la responsabilità di portare la candidatura di Stefano Pioli. Dovessero fallire, come avviene ovunque, ci sarebbe un cambiamento. La situazione ora è molto più normale di quel che si dice. Il gruppo dirigente all’Inter c’è e ora c’è un nuovo amministratore delegato (Jun Liu, ndr), tra l’altro anche il gruppo di sicurezza di Appiano Gentile verrà cambiato dopo le tante notizie che hanno disturbato l’ambiente in questo periodo…».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.